(Acs) Perugia, 3 maggio 2012 - “I dati del censimento 2011 diffusi in questi giorni evidenziano un elemento inconfutabile: Pietralunga è il Comune che perde più popolazione in termini assoluti (da 2342 a 2180) ed in termini relativi (-6,92 per cento), fatti salvi alcuni piccoli municipi sotto i 1000 abitanti. Un dato molto pesante che stride con il trend sostanzialmente positivo del resto della Regione”. Lo rileva il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) secondo cui “se un parametro abbastanza costante è la sofferenza dei Comuni montani in termini demografici, il dato di Pietralunga è però qualitativamente e quantitativamente più pesante rispetto a municipi ad essa assimilabili presenti lungo tutta la fascia appenninica fino in Valnerina, alcuni dei quali colpiti da violente crisi occupazionali e fortemente limitati dal punto di vista urbanistico”.
Lignani Marchesani evidenzia che “in questo decennio si è purtroppo verificato un impoverimento del tessuto economico e produttivo legato alla locale zona industriale nonostante i proclami della Regione e della Comunità montana in materia di turismo e sostenibilità ambientale. Emerge il fallimento della politica di alienazione dei caseggiati rurali, venduti a blocchi con il conseguente calo di interesse dei singoli e la conseguente perdita della possibilità di poter occupare quella fascia di mercato straniero che si è pesantemente interessata all'Umbria all'indomani della saturazione immobiliare della Toscana. La Comunità di Pietralunga – spiega - in sostanza oggi si regge ancora grazie all'impegno di attività private in ambito agroalimentare e turistico e ad altre attività che resistono nonostante, le carenze infrastrutturali che aumentano a dismisura i costi di produzione. Segna però il passo per errate politiche pubbliche”.
Il consigliere regionale evidenzia infine che “un cambio di marcia da parte delle Amministrazione regionale, provinciale e comunale è necessario in considerazione delle vaste possibilità ambientali e culturali dell'intero Comune. Velocizzazione delle procedure di vendita anche a singoli per quanto riguarda le cubature rurali, agevolazioni nell'Imu, inserimento in portali turistici, attenzione infrastrutturale sono input che, se concretizzati, valgono molto più di improbabili musei della Resistenza umbra che difficilmente attrarranno flussi di turisti o semplici visitatori”. RED/mp