(Acs) Perugia, 13 settembre 2012 – Il capogruppo del Partito della Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Damiano Stufara, commenta l'avvenuta presentazione, presso la Corte di Cassazione, dei referendum sul lavoro: “Finalmente si sono unite intorno a questo tema le forze politiche e sindacali maggiormente impegnate nell'opposizione alle politiche neoliberiste dei governi Berlusconi e Monti. E questo segna un salto di qualità nella costruzione di una nuova soggettività politica e sociale, in grado di collocarsi oltre il bipolarismo e di interpretare la domanda di cambiamento che attraversa le classi lavoratrici del nostro Paese, come quelle di tutta l'Europa”.
“È indubbio – secondo Stufara - che la velocità con cui il blocco di potere politico-economico ha proceduto allo svuotamento del patto democratico alla base della nostra Repubblica, non ha trovato finora un'adeguata risposta sul piano della rappresentanza politica. La sinistra italiana sconta in questo senso un grave ritardo nei confronti delle tante lotte aperte nel nostro Paese, in cui si esprime un insieme di principi quali lavoro, beni comuni, giustizia sociale, che vent'anni di neoliberismo non sono riusciti a cancellare dalla coscienza collettiva della popolazione. Lo dimostrano i risultati dei referendum del giugno dell'anno scorso, le lotte dei No Tav, il consenso diffuso rispetto ai movimenti contro il il ricatto del debito e alla vertenza aperta dalla Fiom sul terreno dei diritti del lavoro”.
“È da questo patrimonio di idee e di pratiche – prosegue il capogruppo Prc-FdS - che dobbiamo ripartire, per far irrompere il tema del lavoro a tutti i livelli della discussione politica; la costituzione dei comitati referendari locali per l'organizzazione della campagna referendaria nei territori è un primo passo, che richiede a tutti di superare le differenze e di mettere in connessione percorsi diversi di impegno politico e sociale. Il compito che si pone davanti alle forze referendarie è doppiamente difficile. Non si tratta solo di riaggregare energie, in questi anni troppo spesso disperse nella ricerca di un'autosufficienza identitaria dimostratasi finora più un freno che una risorsa per la costruzione dell'opposizione sociale al neoliberismo, ma di porre la questione del lavoro in tutti quei luoghi dove le forze che sostengono le politiche di austerità continuano a 'reggere lo specchio' ad un governo tecnico che in realtà sta portando a compimento lo smantellamento della democrazia nelle forme in cui la abbiamo conosciuta. Alla convergenza dei partiti di governo, ben sintetizzata quest'estate dal rifiuto espresso da PD, PDL ed UDC in Consiglio regionale all'apertura della 'vertenza Umbria', dovremo essere in grado di controbattere con la convergenza delle forze che si pongono a tutela del lavoro e della sua dignità”.
“Per questo – conclude Stufara - il gruppo consiliare Prc-Fds, oltre a sostenere la costituzione dei comitati referendari nella nostra Regione, avanza la proposta di un coordinamento permanente dei gruppi consiliari che appoggeranno lo sforzo referendario e che intendono riproporre per questa via la centralità del lavoro e della riconquista dei diritti sociali; ora più che mai, infatti, è necessario avviare, fra le forze promotrici dei referendum, un'interlocuzione permanente sulle questioni del lavoro che interessano il territorio, al fine di far marciare di pari passo la campagna nella società con quella dentro le istituzioni”. RED/pg