POLITICA: “AFFIDARE I SERVIZI DI IGIENE URBANA DELL’ATI 2 AD UNA SOCIETA’ UNICA, ACCORPANDO QUELLE ATTUALI A CAPITALE MISTO” – MOZIONE DI MONNI (PDL)

Mozione del consigliere regionale Massimo Monni (Pdl) con la quale impegna la Giunta Regionale a “esaminare possibili soluzioni affinché le società a capitale misto alle quali la Regione affida i servizi di igiene urbana dell’Ati numero 2 possano essere accorpate, per iniziativa delle amministrazioni partecipanti, in un'unica entità, con un unico presidente, un unico Consiglio di amministrazione, così da ottenere una significativa riduzione dei costi per le casse pubbliche”.

 

Data:

26 Lug 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 26 luglio 2011 –  Il consigliere regionale del Pdl Massimo Monni ha presentato una mozione con la quale impegna la Giunta Regionale a “esaminare possibili soluzioni affinché le società a capitale misto alle quali la Regione affida i servizi di igiene urbana dell’Ati numero 2 possano essere accorpate, per iniziativa delle amministrazioni partecipanti, in un'unica entità, con un unico presidente, un unico Consiglio di amministrazione, così da ottenere una significativa riduzione dei costi per le casse pubbliche”.

 

Monni si riferisce agli affidamenti di alcuni servizi da parte della Regione a società a capitale misto pubblico-privato, citando il caso dei servizi di igiene urbana, affidati all’Ati (Ambito territoriale integrato) numero 2, alla società Gest srl “che – spiega - è il frutto del costituendo raggruppamento di quattro imprese che hanno partecipato alla gara d'appalto europea, la Gesenu spa, TSA spa, SIA spa ed Ecocave, che dal 1 gennaio 2010 svolgono il servizio di igiene urbana in 23 comuni umbri”.

 

“Tranne Ecocave – prosegue - ognuna delle imprese costituenti la Gest srl è società per azioni a capitale misto pubblico-privato, con un proprio Consiglio di Amministrazione composto dal presidente, dall'amministratore delegato, dal direttore generale e dai consiglieri, con costi di gestione aziendale che vanno a ricadere inevitabilmente sulle tasche dei cittadini umbri. Le cifre per mantenere in essere le varie strutture e le spese per i compensi dei manager, delle figure apicali e dei Cda delle quattro aziende, raggiungono cifre di svariate di migliaia di euro all'anno. Perciò, in un momento di forte crisi finanziaria ed in virtù del processo di riorganizzazione e necessaria riduzione dei costi, la Regione dovrebbe accorpare le suddette società in un’unica entità, con un solo Consiglio di amministrazione ed un unico presidente”.

 

“Con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo “152/2006” – aggiunge - è stato previsto l'obbligo per gli enti locali di costituire l'Autorità d'Ambito, struttura dotata di personalità giuridica, alla quale è trasferito l'esercizio delle competenze dei Comuni in materia di gestione dei rifiuti e la Regione Umbria, con la legge numero 23 del 9 luglio 2007, ha approvato la cosiddetta ‘riforma endoregionale’, prevedendo l'istituzione degli Ambiti Territoriali Integrati (A.T.I.), in capo ai quali vengono unificate le funzioni di più enti, consorzi e associazioni, conferenze e/o organismi comunque denominati, composti dai Comuni e/o partecipati dagli enti locali. L'A.T.I. è quindi una forma speciale di cooperazione tra gli enti locali, avente personalità giuridica, autonomia regolamentare, organizzativa e di bilancio”. PG/pg

Ultimo aggiornamento: 26/07/2011