(Acs) Perugia, 17 luglio 2013 - “Il giudizio sulla Piastra logistica altotiberina non può, ad oggi, prescindere dalla metafora del coperchio cui manca la pentola dove posarsi. In questo momento, infatti, non servono inaugurazioni mediatiche, ma comportamenti politici coerenti”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) intervenendo sul progetto della piattaforma logistica dell'Altotevere, area dove “il morso della crisi colpisce soprattutto le piccole imprese, le cui difficoltà 'fanno notizia' raramente sui giornali e le televisioni”.
Per Lignani Marchesani, “artigiani ed imprenditori non sanno che farsene dei tagli di nastro, ma hanno invece bisogno di tempi certi sulle realizzazioni infrastrutturali. Senza il completamento del tratto umbro della Fano-Grosseto – spiega l'esponente del centro destra -, il potenziamento della ex Fcu (Ferrovia centrale umbra) e la trasformazione della E-45 in autostrada, la Piastra logistica rischia di essere una vera e propria cattedrale nel deserto e, alla lunga, la sua realizzazione potrebbe trasformarsi in un ennesimo sperpero di denaro pubblico”.
“Il governo Pd-PdL – rileva Lignani Marchesani - ha la fortuna di avere un sottosegretario alle Infrastrutture umbro (on. Rocco Girlanda) ed i rispettivi partiti hanno quindi il dovere di interagire affinché il project financing per la E-78 vada avanti. Analogamente – continua -, i Sindaci ed i rappresentanti locali devono cercare di limitare quei 'movimenti' che, ogni volta, alzando la voce ed opponendosi ai vari tracciati proposti, anche in modo delirante o addirittura in via preventiva, hanno fatto da pretesto per dannosi rinvii. La normativa ed il progetto attuale non hanno, piaccia o meno, alcun rapporto con la partecipazione”.
In conclusione, secondo Lignani Marchesani, “l'inaugurazione della Piastra logistica deve pertanto essere l’occasione per prendere questi impegni. Servono ancora anni per centrare gli obiettivi, ma in assenza di prospettive coerenti molte imprese getteranno la spugna, con conseguenze economiche e sociali devastanti”. RED/as