PIANO POLITICHE INDUSTRIALI: “C'È IL RISCHIO CHE RESTI UN LIBRO DEI SOGNI” - NEVI (PDL) CHIEDE ALLA GIUNTA REGIONALE DI CAMBIARE IMPOSTAZIONE E DI LIBERARE RISORSE PER LO SVILUPPO

Il capogruppo regionale del Pdl, Raffaele Nevi, chiede alla Giunta di rivedere il Piano triennale delle politiche industriali, presentato ieri in Seconda Commissione. Per Nevi è necessario “cambiare impostazione e di liberare finalmente risorse da mettere a disposizione dello sviluppo” ed è opportuno “non accogliere la proposta di Rifondazione comunista per una nuova legge sulle delocalizzazioni che sarebbe un atto di guerra e produrrebbe immediatamente la fuga delle imprese”.

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19 Mag 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 19 maggio 2011 - “Se la Giunta Regionale non decide, come stanno facendo molte Regioni italiane, di cambiare impostazione e di liberare finalmente risorse da mettere a disposizione dello sviluppo, il Piano triennale delle politiche industrialidiscusso ieri in Seconda commissione rischia di essere un libro dei sogni”. Lo afferma il capogruppo regionale del Pdl Raffaele Nevi, invitando l'Esecutivo di Palazzo Donini a “smobilitare il 'Moloch' della spesa pubblica improduttiva e puntare, come noi diciamo dall’inizio della legislatura, alla costruzione di un patto strategico per lo sviluppo che metta insieme il sistema istituzionale con camere di commercio e fondazioni bancarie”.

Secondo l'esponente del Pdl il Piano “tenta invece, per l’ennesima volta, di scaricare sul Governo nazionale tutte le colpe ed evitare di affrontare il tema vero che è proprio quello di ripensare totalmente il modo di spendere soldi pubblici puntando decisamente allo sviluppo e alla competitività. In questo documento – continua Nevi - c’è poi la folle scelta di far diventare Sviluppumbria un ente che si occupa di tutto e di più con prevedibili ulteriori irrigidimenti e aumento di costi e burocrazia. Occorre, al contrario, snellire, sburocratizzare, avendo anche il coraggio di aprirsi al privato ed esternalizzare alcuni servizi (ad esempio quello del marketing territoriale) mettendo la materia in mano a professionisti specializzati con risultati verificabili sul modello di quanto stanno facendo altre Regioni, da ultima, la Toscana”.

Raffaele Nevi annuncia infine che “se questa impostazione non cambierà ci opporremo con forza a questo documento che nasconde, neanche tanto bene, quella antica visione, tipica della cultura ex comunista, di un sistema pubblico che fa tutto, che è superata dalla storia, e che rischia di non far cogliere all’Umbria quei timidi segnali di ripresa che pure ci sono. Abbiamo invece apprezzato la scelta che è scritta nel documento di non accogliere la proposta di Rifondazione comunista di una nuova legge sulle delocalizzazioni che sarebbe un atto di guerra e produrrebbe immediatamente la fuga delle imprese. Vedremo però se il diktat del Prc di ieri mattina di cambiare il documento farà cambiare idea all’assessore Gianluca Rossi che è tradizionalmente, vista la sua provenienza, molto sensibile alla parte sinistra della coalizione che si va rafforzando sempre di più, anche alla luce dei risultati delle elezioni amministrative”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 19/05/2011