PIANO ATTUATIVO REGIONALE 2007-2013: “QUALI PRIORITA’ CON I FONDI FAS PER INTERVENTI DI SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DEI BENI DELLE AREE COLPITE DA CALAMITA’ NATURALI?” – INTERROGAZIONE DI GORACCI (PRC-FDS)

 

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Prc-Fds) interroga la Giunta per conoscerne gli intendimenti circa la volontà, nella ripartizione delle risorse resesi disponibili con lo sblocco dei Fondi Fas, che saranno destinate alla salvaguardia e valorizzazione di beni ambientali e culturali, di dare priorità agli interventi su beni ed aree colpite da eventi e calamità naturali negli ultimi anni e su cui non è stato possibile intervenire per esaurimento dei fondi previsti da precedenti programmazioni regionali. Spiega Goracci che le risorse dei fondi Fas disponibili ammontano a 213milioni di euro, una metà delle quali da destinarsi a interventi di valorizzazione e qualificazione ambientale.

Data:

11 Nov 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 11 novembre 2011 – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Prc-FdS) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata “per conoscere gli intendimenti della Giunta sulla volontà di dare priorità, nella ripartizione delle risorse resesi disponibili con lo sblocco dei Fondi Fas, che saranno destinate alla salvaguardia e valorizzazione di beni ambientali e culturali, agli interventi su beni ed aree colpite da eventi e calamità naturali negli ultimi anni e su cui non è stato possibile intervenire per esaurimento dei fondi previsti da precedenti programmazioni regionali”.

 

Goracci ricorda che “attraverso ben cinque interrogazioni (237/2010, 257/2010, 448/2011, 496/2011, 574/2011)” è intervenuto su questioni di carattere generale aventi ad oggetto la salvaguardia e la conservazione del patrimonio ambientale e culturale della nostra regione: “Con particolare rilievo ho chiesto di conoscere gli intendimenti della Giunta regionale in materia di beni culturali danneggiati da eventi sismici per cui nel tempo non sono stati finanziati interventi di conservazione, restauro e valorizzazione. Negli atti ispettivi richiamati è stata posta attenzione anche al rischio idrogeologico dei territori umbri con specifico riferimento alla necessità di interventi di messa in sicurezza, consolidamento e ripristino della viabilità, laddove compromessa da frane e dissesti, e di manutenzione, conservazione e valorizzazione di siti e luoghi di alto valore ambientale e turistico”.

 

“Il Programma Attuativo Regionale (Par) 2007-2013 per l'Umbria – prosegue Goracci - prevede un valore complessivo di risorse mobilitate per la sua realizzazione pari a 831,9 milioni di euro, a carico del Fas (Fondo sviluppo aree sottoutilizzate) per 213,7 milioni, mentre le rimanenti risorse sono a carico dei fondi strutturali europei, Fesr e Fse. Nei primi giorni di novembre è stato annunciato dal Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e dalla Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, lo sblocco dei 213,7 milioni euro previsti dai fondi Fas. In base ad una prima indicazione di ripartizione dei fondi Fas fornita dalla presidente Marini, oltre il 50 per cento di queste risorse sarà destinato alla tutela e valorizzazione ambientale e culturale”.

 

“Lo sblocco dei fondi rappresenta – continua Goracci - una importante opportunità per dare risposte  alle esigenze di rafforzamento della dotazione infrastrutturale dei settori individuati dalla programmazione regionale, e nel campo della tutela dei beni ambientali e culturali in Umbria si sono accumulati molti ritardi che hanno lasciato senza risposte situazioni che richiedono interventi urgenti e non procrastinabili, insorte a seguito di terremoti e dissesti. Poiché tali ritardi – afferma -  sono imputabili alla scarsità dei fondi disponibili, alla densità dei beni, alla totale esposizione al rischio idrogeologico del territorio regionale, al rischio sismico che continuamente colpisce  il patrimonio culturale più importante, a partire da quello più antico spesso rimasto senza opere di adeguamento e riparazione, si interroga la Giunta per conoscere gli intendimenti sulla volontà di dare priorità agli interventi su beni ed aree colpite da eventi e calamità naturali negli ultimi anni”.

 

In conclusione dell’atto ispettivo, Goracci ricorda anche che “già nelle interrogazioni sopra ricordate si richiamava da parte del sottoscritto l'attenzione della Giunta, tra le altre, su situazioni specifiche  riguardanti i territori dell'Alta Umbria, in particolare dell'eugubino,  con dissesti e frane che interessano la viabilità che collega frazioni e case sparse del settimo comune d'Italia per estensione (525 kmq) oltre che l'incolumità di alcuni privati cittadini, siti specifici  quali la gola del Bottaccione, di grande rilevanza culturale, ambientale e turistica, beni culturali tra cui emerge, sia per importanza storico/artistica sia per la condizione di precarietà statica e di inagibilità parziale in cui versa a seguito dei terremoti del 1984 e del 1997, la chiesa di S. Croce della Foce, di proprietà della omonima Confraternita, elemento unico che assume importanza eccezionale anche nel riferimento e nel collegamento che ha con una delle processioni religiose più importanti della regione, quella del Cristo Morto da cui prende le mosse ed in cui torna dopo aver attraversato l'intero centro storico di Gubbio”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 11/11/2011