(Acs) Perugia, 5 giugno 2013 - “La responsabilità di quanto sta avvenendo ad Umbertide è da ricondurre ancora una volta ad un regolamento regionale che non è stato in grado di mettere ordine in un settore molto controverso come quello delle biomasse. La situazione è grave, anche perché rischia di distogliere l'attenzione dal problema dei cambiamenti climatici per confermare politiche di approvvigionamento da fonti fossili altamente inquinanti come carbone e petrolio”. Così il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) interviene in merito al progetto di costruzione di una centrale a biomasse in località Pian d'Assino di Umbertide.
“La vicenda di Pian d'Assino, così come altre analoghe iniziative presenti in tutto il territorio regionale – scrive Dottorini - devono persuadere tutti che non è possibile procedere con le prove di forza. Il fatto che ad Umbertide, a seguito della sollevazione popolare e dell'attenzione che l'Amministrazione comunale ha mostrato nella vicenda, ci sia stato un secondo rinvio della conferenza dei servizi, deve essere accolto con soddisfazione, ma non può distoglierci dal problema che sta alla base di tutte le iniziative civiche che stanno nascendo. Occorre una legislazione regionale certa – rimarca il capogruppo Idv - che tuteli i cittadini e favorisca gli impianti di piccole dimensioni, alimentati localmente e realmente rispettosi dell'ambiente, senza ricorrere a stratagemmi tesi a deregolamentare il settore”.
“Su questi temi – evidenzia Dottorini - la credibilità delle istituzioni è tutto e le ambiguità della Giunta hanno contribuito non poco a spostare la discussione sulle rinnovabili da un piano di realtà a uno condizionato da paure e sospetti, purtroppo non sempre infondati. Per questo la Giunta regionale deve immediatamente ritirare la delibera 494 e aggiornare l'intero regolamento, sgomberando così il campo da ogni insinuazione. Tra tutte le modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili – spiega - le biomasse sono le più controverse e più di altre si prestano al rischio di contraffazioni pericolose. Per questo necessitano di regolamenti chiari, controlli severi e confronto costante con la popolazione”.
Dottorini assicura comunque che “vigileremo su tutto l'iter autorizzativo che riguarda la centrale a biomasse di Pian d'Assino. Siamo disponibili fin da ora ad ascoltare le ragioni dei cittadini e dei comitati, che in questi giorni si sono espressi in maniera negativa, su un'opera che ci sembra sovradimensionata, anche in relazione alla necessità di reperire biomassa entro i 30 chilometri dall'impianto. Per questo – conclude - attendiamo con fiducia gli esiti delle rilevazioni dell'Arpa che dovrà esprimersi sui livelli di inquinamento atmosferico”. RED/as