PENSIONI INVALIDITÀ: “PRONTI A COLLABORARE, MA LE ASL USINO LA NOSTRA PROCEDURA INFORMATICA; NESSUNA VERIFICA SU INVALIDI GRAVI” - IN TERZA COMMISSIONE AUDIZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DELL'INPS UMBRA
Il direttore generale dell'Inps Umbria, dottor Generoso Palermo, ascoltato a Palazzo Cesaroni dalla terza Commissione consiliare sui problemi e le disfunzioni emerse con gli accertamenti e le verifiche sulle pensioni di invalidità, ha proposto di costituire un gruppo di lavoro, con Regione, Asl, e patronati sociali per accelerare le pratiche e risolvere le difficoltà, originate, a suo giudizio, dalla mancata adozione delle procedure informatiche nazionali della stessa Inps. Palermo ha assicurato che non sono stati richiamati a visite di controllo invalidi gravi e che la presenza di medici Inps nelle Commissioni non ha influito sugli esiti finali; ma il 13,2 dei verbali delle Asl è stato annullato dalle verifiche dell'Istituto.
23 Giu 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 23 giugno 2011 – “In un quadro di auspicata collaborazione per velocizzare e migliorare le pratiche delle pensioni di invalidità in Umbria, come Inps-Umbria siamo disponibili a partecipare ad un tavolo tecnico istituzionale, intorno al quale siedano Regione ed Asl, compresi i patronati dei nostri assistiti: il tutto per arrivare anche a momenti interattivi di valutazione dei problemi”.
Lo ha proposto a Palazzo Cesaroni il direttore regionale della Sede Inps dottor Generoso Palermo, nel corso delle audizione, della Terza Commissione consiliare, ponendo come condizione “preliminare ed irrinunciabile” alla sua offerta di collaborazione, l'adozione nelle Asl, della procedura telematica nazionale Inps che - ha chiarito il direttore - potrà essere migliorata a breve da una ulteriore procedura applicativa, ma ha il vantaggio di dare esiti”.
L'audizione con l'Inps regionale - la seconda dopo quella del 20 maggio scorso - ha spiegato in apertura il presidente Massimo Buconi al suo ospite,si è resa necessaria per chiarire problemi, ritardi e disfunzioni anche gravi, segnalati alla terza Commissione da associazioni di categoria, e che a grandi linee riguardano: il numero di pensioni sottoposte a revisione negli ultimi tre anni; la quantità di revoche di benefici disposti dall'Inps nell'ultimo periodo, anche nei confronti di eventuali invalidità gravi e irreversibili; la partecipazione nell'ambito delle commissioni di medici designati dall'Inps e quella eventuale di medici dei patronati; i tempi di definizione delle pratiche in genere e di quelle mandate a Roma per decisioni superiori; eventuali interferenze e problemi insorti fra Asl dell'Umbria ed Inps.
Il Direttore regionale dell'Inps ha insistito sulla richiesta di collaborazione istituzionale, spiegando che ci sono stati problemi e ritardi, in gran parte dovuti proprio alla mancata utilizzazione della procedura informatica Inps, in particolare da parte della dalla Asl 2. Questo ha finito per sommergere l'Inps di documenti cartacei, soprattutto nel periodo settembre 2010 febbraio 2011, inducendo alcuni medici addirittura a non partecipare agli accertamenti delle stesse commissioni delle Asl, “una partecipazione non obbligatoria per legge e comunque coperta per il 70 per cento”; ma rispetto alla quale - ha precisato Palermo - nei giudizi finali comparati fra le commissioni integrate da un medico Inps e quelle in cui era assente, ho prodotto una difformità inconsistente, dello 0,87 per cento nel 2010 e dello 0,24 nel 2011.
Diverso il dato sugli accertamenti fatti dall'Inps con richiami a visite di controllo e verifica sulle invalidità preesistenti. In questo caso - ha precisato Palermo - “non si tratta di perseguire falsi invalidi; ma non si possono escludere a priori forme di miglioramento dello stato complessivo di un soggetto a distanza di tempo”. Su questi casi l'esito degli accertamenti Inps non ha confermato il 13,28 per cento dei verbali fatti dalle Asl e riesaminati dall'Istituto. “Ma non è vero che abbiamo richiamato in visita invalidi gravi e conclamati, di quelli irreversibili previsti dalla legge: forse c'è stato un solo caso fortuito, solo per mancanza di documentazione pregressa in nostro possesso”. Non ci sono nemmeno ritardi imputabili all'Inps a livello nazionale: la Commissione medica superiore - ha detto il direttore - ha definito nei tempi utili il 96 per cento delle pratiche.
Palermo che ha ricordato come in Umbria ogni anno si hanno 34.000 verbali di visite da esaminare da parte dell'Istituto, ha concluso la sua audizione ribadendo la volontà di arrivare ad un tavolo istituzionale che - superato lo scoglio della procedura informatica Inps, opportunamente corretta da una versione applicativa, “che dovrebbero preparare le Regioni” - darebbe risultati a tutto vantaggio dei cittadini, fino a rispettare i 120 giorni di tempo previsti dalla legge per erogare gli assegni di pensioni, scendendo dagli attuali 63 a 30 giorni medi per la prima chiamata”.
Al termine della audizione il presidente Massimo Buconi ha dichiarato.”Come terza Commissione auspichiamo che possa davvero costituirsi al più presto il tavolo tecnico proposto dall'Inps fra Regione, Asl, e gli stessi patronati o rappresentanti dei soggetti assistiti dall'Istituto; non deve però sfuggire a nessuno che le difficoltà emerse nel rapporto fra le Asl dell'Umbria e l'Inps sono le stesse, da tempo oggetto di discussione e di confronto in sede nazionale di conferenza Stato Regioni e nella gran parte delle stesse Regioni”.
GLI INTERVENTI:
Paolo Brutti (Idv) ha posto il problema di valutare la congruenza delle 52 commissioni di accertamento di invalidità rispetto alle esigenze effettive evidenziando la assoluta necessità di adeguare i sistemi informatici fra i vari enti. Stesso tema sollevato anche da Franco Zaffini (Pdl) che si è domandato se dietro l'atteggiamento della Asl 2, di rifiutare il sistema informatico Inps, ci sia una rivendicazione eccessiva di autonomia: sarebbe un fatto gravissimo, al pari delle 52 commissioni, un altro fatto patologico; mentre Rocco Valentino (Pdl) ha ribadito che esistono problemi molto più seri, rispetto alle procedure informatiche di cui si è prevalentemente discusso, e sono quelli posti dai cittadini con pensioni non più pagate dall'Inps o soggetti trapiantati che l'Inps considera ora del tutto guariti. Per Vincenzo Riommi (Pd) non si può colpevolizzare la Asl 2 per non aver adeguato il suo sistema all'Inps, quando in tutte le Regioni ed a livello nazionale quel sistema è contestato. E' comunque da valutare l'ipotesi di ridurre il numero delle commissioni, soprattutto se anche per l'Inps questo servirà a razionalizzare il sistema e ridurre i tempi.
Il direttore generale della Regione Emilio Duca Duca, invitato alla audizione, ha detto: “Una rinnovata collaborazione Inps, Regione, Asl, è assolutamente auspicabile come fatto realmente nuovo, al pari del coinvolgimento di soggetti terzi; ma tutte le incongruenze che ci sono state, non si possono giustificare con una procedura informatica che in Umbria esiste da tre decenni e solo ora farebbe emergere problemi”. GC/gc
