PATRIMONIO REGIONALE: “COINVOLGERE COMUNI E ASSOCIAZIONI, TENERE IN CONSIDERAZIONE LE PROPOSTE DI LEGGE SULL'USO SOCIALE DELLA TERRA PUBBLICA” - STUFARA (PRC-FDS) SUL DOCUMENTO PREDISPOSTO DALLE GIUNTA

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04 Nov 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 4 ottobre 2013 - “Le proposte di legge depositate in Consiglio regionale sull'agricoltura sociale e l'utilizzo pubblico delle terre agricole devono trovare spazio e rispetto nella programmazione patrimoniale e non essere superate di fatto da programmi di alienazione che si basano solo sull'esigenza di fare cassa. Le iniziative delle associazione che si battono per l'uso sociale della terra, così come le posizioni espresse dai sindaci dei territori su cui ricadono i beni che la Regione Umbria vorrebbe alienare, devono essere tenute in debita considerazione, prevedendo una moratoria delle vendite previste in un piano triennale che ormai è praticamente scaduto e in un atto annuale che invece ci è stato presentato in forte ritardo e ci mette di fatto di fronte a scelte già compiute”. Lo dichiara, facendo riferimento ai lavori odierni della Prima Commissione, il capogruppo di Rifondazione comunista – Fds a Palazzo Cesaroni, Damiano Stufara.

Il consigliere regionale esprime “soddisfazione e condivisione per l'apertura dell'assessore Fabio Paparelli alla moratoria di fatto delle alienazioni fino alla stesura del prossimo piano triennale, su cui viene già prevista una discussione completa e approfondita. Bene anche l'esclusione dall'elenco dei beni da alienare delle terre agricole su cui possano essere esercitate attività economiche e sociali come quelle prefigurate dalle proposte di legge presentate in Consiglio regionale e all'attenzione della Seconda Commissione”, anche se restano delle perplessità “sull'esclusione da queste elenco dei poderi di Caicocci”. “Sarà però altrettanto importante – aggiunge Stufara – coinvolgere le Amministrazioni comunali in scelte che riguardano i loro territori e dei beni legati alla storia stessa di alcuni Comuni, come la Rocca di Montone, il cui destino non può essere affidato soltanto ad intenti speculativi e ad esigenze pure legittime di assicurare liquidità alle casse regionali. Inserire certe scelte in un piano annuale, quello del 2013, che ci viene presentato a fine anno, significa di fatto comunicare all'Assemblea regionale scelte già operate senza garantire al Consiglio la possibilità di influenzare scelte che sono politiche quanto patrimoniali, che coinvolgono comunità importanti e che possono privarle di importanti punti di riferimento, sulla cui valenza storica, sociale e culturale non si può soprassedere”. “Auspico dunque – conclude il capogruppo Prc – che le previsioni e le linee di indirizzo per il piano triennale possano prevedere momenti di vera condivisione con le Amministrazioni comunali e con i soggetti coinvolti nelle proposte di valorizzazione sociale ed agricola dei terreni di proprietà regionale, il cui valore è ben diverso, e superiore, a quello che il mercato gli riconosce”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 04/11/2013