(Acs) Perugia, 13 maggio 2016 - “Pesca esclusivamente no-kill, deciso stop all’uso irriguo delle acque del Paglia e del Tevere, contaminate da mercurio, e delle acque del Nera, ammorbate da numerosi metalli pesanti a partire dagli scarichi Thyssen, massiccia campagna di informazione alle comunità locali”: sono questi i provvedimenti “urgenti e immediati” che, secondo il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati, le Autorità competenti dovrebbero assumere per salvaguardare la salute pubblica.
Liberati, nella nota condivisa anche “dai consiglieri comunali di Terni, De Luca e di Orvieto, Vergaglia”, rileva che “è solo oggi che arriva una assai tardiva convocazione di tavoli istituzionali, quando per i vertici della Regione Umbria le condizioni di questi fiumi erano certo conosciute da tempo, visto che i primi dati, accademici e scientifici, risalgono almeno a un lustro fa. In quegli elaborati – spiega - gli stessi ricercatori americani e italiani si stupiscono del fatto che, a fronte di sorgenti inquinanti notissime, siano mancate ricerche approfondite da parte delle autorità. E il passaggio accertato dei metalli pesanti nella catena alimentare, come dimostrano le analisi scientifiche sin qui condotte, rappresenta un elemento di ulteriore sconcerto. Le omissioni e la disinformazione dell’Umbria significano soltanto una cosa: da un lato, non aver voluto disturbare l’amica Regione Toscana, che con la sue mancate misure di contenimento del danno, rischia di inquinare non solo il Tevere, ma addirittura il Mediterraneo; e, dall’altro, sul Nera, aver assecondato i desiderata Thyssen. More solito!”.
Il capogruppo pentastellato si chiede il motivo per cui la Regione Umbria, “pur conoscendo tali studi, non si è mossa, perché non ha mai pubblicamente reso nota la gravità della situazione e come mai non ha speso neanche una parola contro l’imbarazzante inerzia della Regione Toscana”. Liberati chiede poi conto alla Regione Umbria del motivo per cui “non ha convocato per tempo nemmeno mezza conferenza dei servizi, né promosso un incontro straordinario col Ministero dell’Ambiente e altri organismi, visti i rischi per l’incolumità pubblica determinati dall’ingestione di pesci contaminati, ma anche dall’uso irriguo di acque che, in aree rurali come quelle dell’Orvietano, sono ammorbate da tassi inaccettabili di mercurio. Dov'è finito lo Stato? Davvero ancora si pensa di governare le comunità tra stucchevoli silenzi e reiterate menzogne?”. RED/tb