OCCUPAZIONE: “AGEVOLAZIONI PER LA RICOLLOCAZIONE DI LAVORATORI LICENZIATI DA PRIVATI DATORI DI LAVORO NON IMPRENDITORI” - MOZIONE DI MONACELLI (UDC)

Con una mozione da discutere in Aula, Sandra Monacelli (capogruppo Udc) chiede alla Giunta regionale di “adottare ogni iniziativa necessaria per modificare la norma nazionale sulle agevolazioni per la ricollocazione dei lavoratori, e dare quindi le stesse opportunità di reimpiego a tutti quelli che perdono il posto”. Per Monacelli è necessario superare l'attuale grave disparità di trattamento presente tra i diversi lavoratori, che si basa esclusivamente sulla natura imprenditoriale o meno del datore di lavoro che li ha licenziati”.

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14 Feb 2012 00:00

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(Acs)Perugia, 14 febbraio 2012 – Il capogruppo regionale dell'Udc, Sandra Monacelliha presentato stamani una mozione da discutere in Aula concernente le “agevolazioni per la ricollocazione di lavoratori licenziati da privati datori di lavoro non imprenditori”. Con questo atto di indirizzo, l'esponente centrista mira ad impegnare l'esecutivo di Palazzo Donini ad “adottare ogni iniziativa necessaria per modificare la norma nazionale per dare quindi le stesse opportunità di reimpiego a tutti i lavoratori che perdono il posto di lavoro, al fine di superare l'attuale grave disparità di trattamento presente tra i diversi lavoratori, la quale si basa esclusivamente sulla natura imprenditoriale o meno del datore di lavoro che li ha licenziati”.


Monacelli ricorda che “il Decreto legislativo n.110/2004, ha esteso l’iscrizione in lista di mobilità ai lavoratori licenziati con la procedura collettiva da datori di lavoro non imprenditori (liberi professionisti, studi professionali, condomini, associazioni culturali, professionali e di categoria, partiti politici, organismi sindacali, ecc.), senza però riconoscere le indennità di mobilità e le agevolazioni contributive alle aziende che li assumono. Il riferimento alle 'imprese' e non ai datori di lavoro – spiega il capogruppo Udc - previsto dalla normativa vigente, determina una disparità di trattamento tra chi lavora in azienda e chi in studi professionali, associazioni od organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

 

La Regione Umbria - evidenzia Monacelli - è “tra le prime d'Italia ad aver provveduto ad iscrivere questi lavoratori nelle liste di mobilità. La sola iscrizione, però – osserva - è del tutto insufficiente, in quanto il non riconoscimento delle agevolazioni contributive rende difficile la ricollocazione di questa tipologia di lavoratori presso altre aziende. L’interpretazione della Corte di Giustizia della Comunità Europea nella causa C-32-02, relativamente al concetto di imprenditore, sollecita un’interpretazione più estensiva dell’articolo 2082 del Codice Civile, riferendosi alla concreta attività economica svolta dal datore di lavoro. È fondamentale – conclude Monacelli - garantire un equo trattamento tra tutti i lavoratori licenziati e agevolare la ricollocazione nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati, anche alla luce della crisi economica che sta colpendo pesantemente anche la nostra regione”. RED/as


 

Ultimo aggiornamento: 14/02/2012