“Norme a sostegno della transizione ecologica, della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate”

In Seconda commissione audizione dell’amministratore delegato Arvedi-Ast, Dimitri Menecali, del direttore generale Tapojarvi Italia, Stefano Proietti e del coordinatore Anci Umbria, Giovanni Rubini. Alla riunione ha preso parte anche l’assessore Thomas De Luca

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21 Ott 2026 10:05

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(Acs) Perugia, 21 ottobre 2026 – Sono continuate anche nella seduta di ieri della Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, le audizioni sul disegno di legge della Giunta regionale che detta ‘Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate’. Dopo aver ascoltato nelle settimane scorse numerosi soggetti interessati alla materia (gestori del servizio, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria ed ambientali) sono stati invitati a Palazzo Cesaroni l’amministratore delegato Arvedi-Ast, Dimitri Menecali insieme al direttore generale Tapojarvi Italia, Stefano Proietti. A margine della loro audizione è stato anche ascoltato il coordinatore della Consulta Anci, Giovanni Rubini, delegato dal presidente regionale Anci Umbria, Federico Gori.

Dimitri Menecali ha illustrato il quadro attuale, in maniera particolarmente dettagliata, della circolarità dell’Azienda, sottolineando che quello di Ast è comunque “un processo che ha ancora dei margini di miglioramento. Il nostro piano industriale, con gli investimenti pianificati, mira soprattutto alla riduzione dell’impatto emissivo e al miglioramento della circolarità”.

Con l’ausilio di alcune slide, Menecali ha spiegato che nel 2025 è stato riciclato il 90 per cento di metallo e se si include quello recuperato dai processi siderurgici (polveri, scorie ed altri (ISO 1421) il contenuto riciclato sarebbe superiore al 95 per cento. Grazie all’uso di metalli riciclati Ast nel 2025 ha evitato l’emissione di circa 975mila tonnellate di CO2 ed ha evitato consumi di energia pari a circa 424mila MWH. La quota di materiali riciclati, nel raffronto 2024 – 2025, si mantiene sostanzialmente stabile (circa 67 per cento) confermando un elevato grado di circolarità degli approvvigionamenti. Sempre con riferimento 2024-2025 migliora la quota (+1,3 per cento) di metalli riciclati negli approvvigionamenti, a conferma del crescente ricorso a materie prime seconde. Il contributo del riciclo interno consente un ulteriore incremento della quota (+2,2 per cento) di metalli riciclati nel totale processato. Nel 2025 si registra un miglioramento dell’efficienza nell’uso delle risorse, con una riduzione del consumo dei materiali per unità di prodotto. Nel corso del 2025 Ast ha proseguito lo sviluppo del progetto ‘Landfill Mining’, volto alla messa in sicurezza della discarica dei rifiuti adiacente al sito produttivo, alla riduzione dei potenziali impatti ambientali e al recupero di materiali, in un’ottica di economia circolare. L’iniziativa contribuisce inoltre alla riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area e al mantenimento della continuità operativa del sito. Nel dicembre 2024 è stato avviato un progetto finalizzato ad aumentare il tasso di raccolta differenziata all’interno degli uffici e dei punti ristoro nei reparti, attraverso la separazione delle principali frazioni di rifiuto (carta e cartone, plastica e metalli, indifferenziato e organico). Nel complesso, nel corso del 2025 sono state raccolte oltre 300 tonnellate di plastica, 16,5 tonnellate di carta e circa 90 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Un'ulteriore iniziativa volta alla riduzione dei rifiuti destinati a smaltimento consiste nella progressiva installazione di unità di generazione (‘Rigenera’) per il recupero delle soluzioni di decapaggio utilizzate nelle linee a freddo. Tali impianti consentono il trattamento e la purificazione delle soluzioni esauste, rendendole nuovamente utilizzabili nel processo produttivo e permettendo il recupero degli acidi, con una riduzione di fanghi prodotti. L’introduzione delle unità ‘Rigenera’ contribuisce inoltre a ridurre il consumo di materie prime e reagenti, a ottimizzare la gestione operativa degli impianti e a limitare gli interventi manuali nella gestione delle sostanze chimiche. Un apposito impianto riutilizza i materiali refrattari reimmentendoli nel ciclo produttivo in parziale sostituzione della calce. Ciò consente di evitare l’invio in discarica di circa 15-20 mila tonnellate annue di rifiuti contribuendo anche a ridurre il consumo di calce. Una macchina bricchettatrice (progetto finanziato dal piano industriale Arvedi) consentirà di recuperare e valorizzare materiali fini il cui utilizzo in forno, a causa della loro granulometria, avrebbe rese estremamente basse. Il Progetto ‘Horizon Europe Hephaestus' è finalizzato al recupero dei metalli delle polveri di scarto generate dai forni EAF e AOD. Ast ha collaborato con partner internazionali nello sviluppo di soluzioni per il miglioramento della sostenibilità ambientale della filiera siderurgica, contribuendo all’avanzamento del progetto verso la fase finale di prototipazione industriale.

Stefano Proietti (direttore generale Tapojarvi Italia) ha parlato del Progetto recupero delle scorie di Ast che punta a trasformare i sottoprodotti della produzione di acciaio inossidabile in materie prime seconde (aggregati per asfalti e cemento) per ridurre il conferimento in discarica e l’impatto ambientale sul territorio. Nello specifico, Proietti ha spiegato che il filler è già utilizzato in ambito edile attraverso contratti attivi di fornitura-vendita presso utilizzatori nel settore prevalente delle malte e dei premiscelati oltre che dei calcestruzzi. Importante effetto positivo del prodotto recuperato dalla scoria è la mancata estrazione dei materiali vergini in natura. Per quanto riguarda gli aggregati si tratta di un prodotto più giovane che è stato marcato nel 2025 ed è nella fase di prove industriali importanti su pavimentazioni e stanno passando ad un vero e proprio passaggio produttivo per quanto riguarda la costruzione di blocchi di calcestruzzo per impiego industriale. Alcuni di questi blocchi, già prodotti e commercializzati sono stati utilizzati e continuano ad esserlo all’interno del sito industriale AST. Da ottobre 2024 ad oggi questo prodotto ha permesso a Tapojarvi di mettere sul mercato un quantitativo significativo di questi materiali derivanti dal recupero. Insieme all’Università di Brescia stiamo studiando il possibile inserimento del nostro Tapo ecofiller in polimeri e gomme (fase prova di laboratorio) fino a specializzare le pezzature degli aggregati per far sì che gli stessi possano essere impiegati anche in applicazione come la stesura a freddo. In questo contesto c’è una grande collaborazione tra il nostro laboratorio interno ternano, quello della casa madre ad Oulu (Finlandia), insieme agli utilizzatori e clienti finali per verificare la reale esigenza del mercato con nuove pezzature che il nostro impianto è in grado di produrre e commercializzare. Poi lavoriamo sulla qualifica di un terzo prodotto che è l’applicazione sulle sabbie e sui fini umidi post trattamento nell’impianto di valorizzazione, quindi per tutta la parte oggi conferita in discarica si sta studiando la possibilità di un reimpiego anche di questi materiali. “L’obiettivo – ha concluso Proietti - è quindi quello di qualificare un nuovo prodotto. In conclusione: ampliamento e conferma delle attività in essere; studio di nuove applicazioni dei prodotti già esistenti in altri ambiti (plastiche, gomme, sigillanti e collanti); qualificazione di nuovi prodotti relativi alla parte umida della scoria dopo il trattamento. Queste sono le tre attività che Tapojarvi sta portando avanti in collaborazione con Arvedi Ast e che rappresenteranno un decremento sostanziale dei materiali fino ad oggi conferiti in discarica”.

Un forte apprezzamento per il lavoro che sta portando avanti l’Azienda e per l’accuratezza e la chiarezza emerse nell’illustrazione dei programmi aziendali legati alla riduzione dell’impatto emissivo e al miglioramento della circolarità è stato espresso dalla presidente Michelini e dai commissari presenti. L’assessore Thomas De Luca ha assicurato che “la Giunta regionale sta lavorando per una declinazione puntuale rispetto al tributo per il deposito in discarica, tenendo conto del grande lavoro dell’Azienda rispetto al recupero di materiale non solo a valle, ma anche a monte. L’obiettivo comune sul quale stiamo lavorando insieme è ridurre quanto più possibile il conferimento in discarica”.

Audizione ANCI Umbria: ha preso parte alla riunione Giovanni Rubini (coordinatore Consulta Anci) che ha fatto riferimento alla deliberazione del Cal dello scorso 26 agosto in cui è stato espresso un parere favorevole sul disegno di legge della Giunta regionale ed in cui viene sottolineata “la generale condivisione emersa nel corso della seduta in merito ai principi ispiratori, alle finalità e agli indirizzi di fondo del disegno di legge, orientati a promuovere la transizione verso l’economia circolare e la tutela sostenibile dell’ambiente”. Rubini, rifacendosi sempre al parere Cal ha quindi rimarcato come nello stesso verbale viene specificato che “la natura di norma quadro del provvedimento in esame demanda la definizione di dettaglio delle scelte gestionali al successivo Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti e dell'Economia Circolare (PREC), ambito nel quale troveranno esaustivo approfondimento e riscontro le specifiche questioni tecniche e territoriali sollevate da alcuni componenti del CAL durante il dibattito”. AS

Ultimo aggiornamento: 22/10/2026