(Acs) Perugia, 11 gennaio 2011 - “L’incontro tra le Regioni Umbria e Toscana sulla vicenda Montedoglio non ha prodotto altro che l’ennesima richiesta di fondi al Governo nazionale, con allegato messaggio subliminale che scarica sul livello nazionale responsabilità e conseguenze”. Lo sostiene il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani, evidenziando che “l’Ente Irriguo Umbro Toscano, anche se in liquidazione, è partecipato dal ministero dell’agricoltura e in maggioranza dalle Regioni Umbria e Toscana. Non è un caso – sottolinea - che la governance dell’Ente è stata sempre condivisa, ma con il piatto della bilancia sempre a favore delle Regioni, cui è spettato di fatto l’indicazione del Commissario e di un sub Commissario”.
Lignani evidenzia poi che “il direttore generale è stato sempre emanazione politica delle due Regioni. Per l’ennesima volta si conferma l’andazzo, diffuso in tutti i contesti amministrativi, per cui si pretende una gestione esclusiva e clientelare di Enti e situazioni, ma con erogazione certa di risorse proveniente da altre fonti. In questo contesto, però, responsabilità ed oneri, compresi i risarcimenti, non possono che essere condivisi, fermo restando che vanno individuate senza infingimenti e coperture le responsabilità dell’accaduto”.
Per l'esponete dell'opposizione a Palazzo Cesaroni “un Governo regionale serio avrebbe immediatamente stanziato una parte dei fondi e, facendo presente il proprio sforzo, successivamente avrebbe richiesto l’integrazione statale. Purtroppo si continua con la propaganda politica, con i parametri dello scaricabarile e con gli annunci, dimenticando la tensione ed i rischi corsi lo scorso 29 dicembre”. Andrea Lignani Marchesani annuncia infine che “il Centrodestra regionale intende fare la sua parte, perorando interventi nazionali, ma solo nel caso in cui la Giunta regionale dimostri finalmente serietà di intenti ed ammetta una propria compartecipazione a responsabilità ed oneri”. RED/mp