(Acs) Perugia, 3 novembre 2016 - Il Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull'Amministrazione regionale, presieduto da Raffaele Nevi, ha ascoltato questa mattina Giuliano Nalli, amministratore unico dell'Agenzia forestale regionale (Afor), nell’ambito delle audizioni indette per delineare un quadro del funzionamento di società partecipate e agenzie regionali.
Rispondendo alle sollecitazioni dei consiglieri Carbonari (M5S), Solinas, Smacchi, Chiacchieroni, Brega (Pd), Rometti (SeR), De Vincenzi (Rp) e Nevi (FI), l'amministratore unico di Afor ha illustrato un report su attività, bilancio e criticità dell'Agenzia, che conta su circa 600 dipendenti con differenti contratti, ha un bilancio di oltre 30 milioni di euro, un avanzo di cassa consolidato nell'ultimo triennio e 11milioni di euro da incassare per progetti già svolti. Le cicliche crisi di liquidità dipenderebbero dai tempi di erogazione, da parte di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), dei fondi europei per i progetti svolti. Una maggiore efficienza della struttura e solidità dei conti potrebbe essere garantita dal completamento della riforma delle Comunità montane e da nuove norme in materia di rapporti tra le Agenzie regionali.
L'AGENZIA FORESTALE REGIONALE
L’amministratore unico ha spiegato che l’Agenzia ha una struttura complessa e conta su circa 600 DIPENDENTI con differenti contratti: 56 impiegati forestali, 71 dipendenti pubblici, circa 500 operai forestali. I dirigenti in servizio sono 4, solo uno dei quali a tempo indeterminato: “alcuni servizi sono rimasti però scoperti ed anche i dirigenti sono pochi, dato che andrebbero create strutture dedicate, come quella per la valorizzazione del patrimonio regionale”. Afor ha una sede centrale a Perugia, in affitto dall'Ater, e si articola sui territori con 5 compartimenti che corrispondono alle vecchie Comunità montane.
Il BILANCIO ammonta a circa 30milioni di euro: 5,2 milioni servono per coprire spese di funzionamento e pagare alcuni dipendenti. Il comparto forestale (operai e impiegati forestali, materiali, beni e servizi, manutenzione dei mezzi da lavoro) assorbe i restanti 25 milioni; 400mila euro all’anno vengono poi utilizzati per le quote ammortamento dei mutui contratti dalle comunità montane per i mezzi poi conferiti all'Afor. L'Agenzia conta su un finanziamento annuale da parte della Regione Umbria per circa 5 milioni, il resto viene da interventi legati al piano di sviluppo rurale, dalle attività svolte, dalle convenzioni con l'Agenzia per il diritto allo studio e con i Comuni. Il bilancio 2015 si è chiuso in positivo per il terzo anno di seguito (+ 334mila euro) ma ci sarebbero 'sofferenze legate al passato e all’eredità delle Comunità montane', strutture create per garantire un presidio nei territori marginali dell’Umbria. L'Agenzia, è stato spiegato, non è 'un carrozzone' ma opera sul mercato, offrendo servizi con 'professionalità e competenza'. I ritardi nei pagamenti dei fondi europei da parte di Agea avrebbero creato una crisi di liquidità da 8milioni di euro a fronte però di 11milioni di euro di lavori già effettuati e da liquidare.
Parte del PERSONALE dell'Agenzia forestale (30-40 percento) risulterebbe solo parzialmente idoneo a svolgere lavori pesanti o utilizzare mezzi speciali. Circa 50 dipendenti sono in servizio presso l'Adisu in forza di una convezione che scadrà a fine 2016 e non verrà rinnovata. La pianta organica complessiva andrebbe ridotta per garantire maggiore efficienza e mantenere quote di mercato anche nei servizi offerti a molti Comuni umbri.
Il FUTURO rafforzamento dell'Afor, secondo Nalli, dovrebbe passare per la conclusione della riforma delle Comunità montane; l'istituzione di un fondo rotativo di circa 7milioni a disposizione di Afor per superare le crisi di liquidità legate a tempistiche burocratiche; una revisione delle norme istitutive delle agenzie regionali (Adisu e Afor) che permetta l'affidamento diretto dei servizi; la riduzione del personale e un rinnovamento generazionale che porterebbe anche ad una maggiore efficienza della struttura; la creazione di un’area specifica in grado di mettere in sicurezza e a reddito il patrimonio rurale regionale; la previsione di una indennità congrua per l'amministratore ('attualmente di mille euro netti al mese, senza rimborsi spese'); il rinnovamento dell'obsoleto parco mezzi ricevuti dalle Comunità montane.
L’Agenzia sta contribuendo all'emergenza TERREMOTO con tre compartimenti che sono stati inviati ad aiutare i terremotati e le imprese agricole, con interventi diretti sugli allevamenti, le stalle e altre infrastrutture. Esisterebbero però problemi logistici, dato che per ogni approvvigionamento di materiali è necessario arrivare a Spoleto e i dipendenti ogni giorno devono andare e tornare dalle zone colpite dal sisma, mentre servirebbe una struttura idonea ad ospitarli in loco. MP/