“Monitoraggio dei rischi ambientali, sismici, sociali e climatici legati al metanodotto Snam ‘Linea Adriatica’”
Interrogazione scritta del consigliere Fabrizio Ricci (Avs), l’assessore Thomas De Luca risponde: “Autorizzazioni rilasciate dalla precedente Giunta e validate dal Ministero nel 2024. Eserciteremo la massima vigilanza sul rispetto delle prescrizioni ambientali, idrauliche e geologiche imposte dagli uffici regionali”
27 Feb 2026 09:43
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(Acs) Perugia, 27 febbraio 2026 - “Conoscere gli intendimenti della Giunta regionale rispetto alla realizzazione del progetto di metanodotto Snam ‘Linea Adriatica’ alla luce dei rischi ambientali, sismici, sociali e climatici e del mutato quadro energetico nazionale ed europeo”. Questa la richiesta che il consigliere Fabrizio Ricci (Avs) ha avanzato alla Giunta di Palazzo Donini attraverso una interrogazione a risposta scritta relativa ai tratti Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino del gasdotto, che “attraversano integralmente il territorio umbro, coinvolgendo zone ad elevato rischio sismico e idrogeologico”. All’atto ispettivo, fa sapere Ricci, ha risposto l’assessore Thomas De Luca: “Emerge in maniera inequivocabile che le decisioni sostanziali, le valutazioni ambientali e le autorizzazioni decisive per la realizzazione dell'opera sono state perfezionate e rilasciate nel corso della passata Legislatura, rendendo l’attuale fase del procedimento una conseguenza amministrativa di atti pregressi e consolidati”.
Nell’INTERROGAZIONE viene evidenziato che “il tracciato attraversa aree ad alta pericolosità sismica (Zone 1 e 2) e vulnerabilità idrogeologica, ricadenti in zone protette e paesaggisticamente sensibili, con attraversamento di siti della Rete Natura 2000 e parchi regionali. Nel tratto umbro risultano potenzialmente interessati o prossimi al tracciato diversi siti della Rete Natura 2000, tra cui i siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone Speciali di Conservazione (ZSC) ‘Fiume Topino tra Bagnara e Nocera Umbra’, ‘Boschi del Bacino di Gubbio’ e ‘Boschi di Pietralunga’, oltre a ulteriori contesti di elevato pregio naturalistico e forestale, sottoposte a specifiche misure di tutela. L'attraversamento delle aree in oggetto comporta rischi concreti di frammentazione degli habitat, alterazione degli ecosistemi, perdita di biodiversità, compromissione della continuità ecologica e aumento dell'erosione e dell'instabilità geomorfologica, aggravati dalla pericolosità sismica e idrogeologica delle zone appenniniche interessate. Dalla documentazione tecnica prodotta da INGV emerge che il tracciato del metanodotto insiste su aree caratterizzate da elevata pericolosità sismica, interessate dalla presenza di faglie attive e capaci e da fenomeni franosi, con particolare riferimento ai tratti appenninici dell’Italia centrale. L'avvio di questi lavori sta destando forte preoccupazione tra cittadini e cittadine dei territori interessati per i potenziali impatti ambientali, paesaggistici e di sicurezza”.
Nella sua RISPOSTA, l’assessore spiega che “il progetto denominato ‘Metanodotto Foligno – Sestino’ ha già conseguito l’Autorizzazione unica rilasciata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il 12 febbraio 2024, mentre la Regione Umbria aveva già espresso la propria posizione favorevole ben prima di tale data, a fine 2023. La volontà politica e amministrativa di autorizzare l'opera è stata espressa e formalizzata in via definitiva prima dell'insediamento dell'attuale Esecutivo. Le procedure in corso non riguardano l'approvazione dell'opera in toto, ma solo alcune ottimizzazioni localizzative del tracciato, per una lunghezza complessiva di circa 10,6 km, che interessano i territori di Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio e Pietralunga. Anche su questo fronte, il perimetro d'azione odierno è vincolato da valutazioni pregresse. Il MASE, a luglio 2024, ha stabilito che tali modifiche non necessitano di ulteriori procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). L’attuale Amministrazione si trova, per il principio di continuità amministrativa e per i vincoli giuridici derivanti da autorizzazioni statali e intese regionali già perfezionate, nella condizione di dover prendere atto di un procedimento ormai giunto alle sue fasi esecutive. Eserciteremo la massima vigilanza affinché le prescrizioni ambientali, idrauliche e geologiche imposte dagli uffici regionali, in particolare per le nuove ottimizzazioni tecniche, siano rigorosamente rispettate a tutela del territorio e delle comunità locali interessate. Ribadiamo la contrarietà alla realizzazione dell'opera nei termini nella quale è stata concepita: il progetto non è coerente con le reali necessità di transizione ecologica del territorio umbro, permangono criticità ambientale di frammentazione degli habitat e il tracciato insiste su zone caratterizzate da elevata pericolosità sismica e fragilità idrogeologica. Tutti fattori che pongono dubbi sulla sicurezza complessiva dell’infrastruttura nel lungo periodo. Inoltre, l'Umbria viene considerata come mero territorio di transito per l'export di fonti fossili, con benefici locali marginali o dubbi a fronte di impatti certi”.
De Luca informa inoltre che “lo sviluppo del ‘SoutH2 Corridor’, l'infrastruttura strategica destinata al trasporto di idrogeno verde dal Nord Africa all'Europa centrale, potrebbe interessare il territorio umbro. La Regione Umbria chiederà formalmente di essere ascoltata e resa partecipe di ogni processo decisionale riguardante il SoutH2, per garantire che gli aspetti di competenza regionale (tutela del suolo, sicurezza ambientale e coerenza con i piani paesaggistici locali) siano considerati prioritari. Non accetteremo decisioni calate dall'alto che non tengano conto degli interessi strategici e della salvaguardia del patrimonio naturale della nostra regione”. MP/
