“Meno conferimenti in discarica non risolvono il problema. Senza termovalorizzatore si rischia una nuova stangata Tari”

Nota del consigliere Nilo Arcudi (Tp-Uc) sulla chiusura del ciclo dei rifiuti

Data:

06 Mar 2026 11:43

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(Acs) Perugia, 6 marzo 2026 - “La riduzione dei conferimenti in discarica annunciata dall’assessore De Luca non può essere presentata come la soluzione del problema dei rifiuti in Umbria”. Lo afferma il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tesei presidente - Umbria Civica), commentando i dati diffusi dalla Regione.

“Il calo del 23% registrato nel 2025 – spiega Arcudi – deriva in larga parte dalla riduzione dei rifiuti speciali provenienti da fuori regione e da una diversa regolazione amministrativa dei flussi verso le discariche, non da una vera riforma del sistema di gestione dei rifiuti umbri. Il vero nodo resta quello dei costi per i cittadini. Il punto che la Giunta regionale continua ad evitare è uno solo: senza impianti adeguati per chiudere il ciclo dei rifiuti, il rischio concreto è quello di nuovi aumenti della Tari per famiglie e imprese. Se non si realizzano impianti moderni – aggiunge – l’Umbria avrà solo due alternative: continuare ad utilizzare le discariche oppure spedire i rifiuti fuori regione, entrambe soluzioni che inevitabilmente si traducono in tariffe più alte per i cittadini.

“In tutta Europa e nel mondo più avanzato – ribadisce Nilo Arcudi - la chiusura del ciclo dei rifiuti si realizza attraverso impianti di termovalorizzazione, che permettono di ridurre drasticamente il ricorso alle discariche e di produrre energia dai rifiuti non riciclabili. È una scelta adottata da anni anche da moltissime amministrazioni progressiste e riformiste in Italia ed in Europa (basti pensare al sindaco Gualtieri a Roma). Le ipotesi avanzate dalla maggioranza non sono realistiche: continuare a raccontare che il futuro della gestione dei rifiuti in Umbria sarà basato sull’idrogeno è, allo stato attuale, una narrazione priva di basi concrete. Oggi non esistono soluzioni industriali mature che possano sostituire gli impianti necessari per chiudere il ciclo. Gli umbri – conclude Arcudi – meritano chiarezza: senza scelte coraggiose sugli impianti continueremo a riempire e ad ampliare le discariche e poi a pagare una tassa sui rifiuti sempre più cara”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 06/03/2026