(Acs) Perugia, 30 novembre 2010 - “Né la meteorologia, né le conseguenze (anche nefaste) che le piogge straordinarie di questi giorni hanno prodotto sul nostro territorio sarebbero state modificate dalla notizia che il consigliere Goracci in data 16 novembre aveva presentato una interrogazione sulla situazione idrogeologica in Umbria subito dopo gli eventi che avevano colpito il Veneto ed il nord est italiano”. E' lo stesso Orfeo Goracci (Prc-Fed.Sin.) a scrivere ciò, rimarcando quanto evidenziava nella sua interrogazione di metà novembre nella quale chiedeva alla Giunta regionale “il livello attuale di esposizione ai rischi idrogeologici in Umbria, anche con riferimento alle politiche attuate nel tempo ed agli investimenti prodotti dalla Regione, dalle Province, dalle Comunità Montane, dalle Autorità di bacino e dai Comuni interessati”.
Oggi, in sostanza, l'esponente di Rifondazione comunista ribadisce le stessa domanda, riproponendo all'attenzione della collettività regionale “un atto istituzionale – sottolinea Goracci -, incredibilmente, completamente ignorato dall'informazione umbra (basta verificare la rassegna stampa dei giorni successivi) e questo stride con quello che in questi ultimi due giorni ed in queste ore abbiamo visto e letto”.
Nell'atto ispettivo a risposta immediata, presentato da Goracci, non mancano riferimenti a quanto accaduto in Veneto con le inondazioni che hanno arrecato danni a migliaia di cittadini. Riferendosi all'Umbria, poi, Goracci ricorda che si tratta di un “territorio particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico, risultando tra le regioni con la più alta percentuale di franosità”.
“Lo scopo dell'interrogazione – ricorda - era ed è quello di mantenere vivo l'interesse di tutti, istituzioni, enti, imprese, cittadini sul problema persistente della gestione del territorio e del controllo e monitoraggio delle attività umane che spesso stanno a monte degli effetti che gli eventi atmosferici producono sulle cose e sulle persone”.
“Una attenzione necessaria – sostiene Goracci - perché rimane un dato dal quale non si può prescindere. In questo campo – conclude - c'è solo una risposta possibile visto che la pioggia, sempre più spesso di tipo tropicale, non si può fermare: prevenire, per evitare i danni e le pericolosità, o quantomeno attenuarle. RED/as