(Acs) Perugia, 13 luglio 2026 - "Dopo l'approvazione della prima legge regionale in Umbria a tutela dei lavoratori da piattaforme digitali, entra nel vivo l'attuazione della legge regionale per la tutela e la dignità dei lavoratori, noti come riders. Va ricordato che non esiste una normativa statale di riferimento, l'Umbria è stata una delle prime regioni a dotarsi di una norma e sulla legge dell'Umbria il Governo non ha inteso proporre ricorso dinanzi alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione, stante la correttezza del contenuto normativo”, lo dichiara il consigliere regionale Francesco Filipponi (Pd) sottolineando come “la Regione Umbria si conferma tra le realtà più avanzate a livello nazionale nel tradurre in azioni concrete la protezione di una categoria a lungo priva di adeguate tutele, con una legge partecipata dalle categorie e dalle sigle sindacali confederali e autonome".
"La legge regionale, che punta a colmare i vuoti normativi della gig economy nel rispetto delle competenze locali - prosegue Filipponi -, si concentra su pilastri fondamentali: la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e la garanzia di un lavoro equo e dignitoso. Con la legge – spiega - ci siamo posti anche l’obiettivo di migliorare la trasparenza del lavoro digitale e avere un modello di sviluppo delle piattaforme digitali che sia equo, responsabile e trasparente, contrastando così l’attività non sicura e qualsiasi forma di diseguaglianza, nonché di sfruttamento".
"Non parliamo di una dichiarazione d'intenti – osserva -, ma di una legge come strumento operativo. I riders non sono invisibili: la loro sicurezza sulle nostre strade e la trasparenza dei meccanismi che regolano il loro lavoro sono priorità non più rimandabili. L'Umbria dimostra che le Regioni possono e devono fare la differenza".
"Dopo l'approvazione – continua Filipponi -, è il momento della fase di attuazione, al quale sta lavorando la Giunta regionale, a partire dall'implementazione del registro regionale del lavoro articolato in due sezioni: l’anagrafe dei lavoratori digitali e dei soggetti giuridici che offrono lavoro tramite piattaforme digitali. I lavoratori interessati potranno iscriversi all’anagrafe gratuitamente. Sempre in fase di attuazione si sta lavorando alla formazione della Consulta regionale del lavoro digitale quale organismo permanente di consultazione per la Giunta regionale: i componenti, individuati, parteciperanno a titolo gratuito".
"L'obiettivo della Regione Umbria – commenta Filipponi - rimane quello di coniugare l'innovazione tecnologica e lo sviluppo dei servizi con il rispetto inderogabile dei diritti dei lavoratori, tracciando una strada che possa fare da modello per una normativa nazionale sempre più urgente. Altre proposte operative potranno essere vagliate all'interno dell'apposita consulta come prevede la legge regionale. Sul tesserino identificativo adottato in Umbria dal Comune di Terni – chiarisce l’esponente Dem -, non esiste un quadro normativo nazionale chiaro che permetta alle regioni di introdurlo. Ad oggi lo stesso Ministero dei trasporti non ha emanato disposizioni che consentano all'Umbria ed alle altre Regioni di legiferare anche su questo aspetto, ferma restando l'autonomia regolamentare dei Comuni e la disponibilità ad ulteriori approfondimenti in caso di aggiornamenti nazionali in merito. Continueremo ad impegnarci – conclude - per tutelare i lavoratori digitali, insieme a chi ha preso parte al percorso partecipativo umbro". RED/as
