(Acs) Perugia, 13 dicembre 2012 - “Numerose le ombre, sollevate da molti partecipanti, sulla regolarità e correttezza dell’espletamento del concorso bandito dall’Università degli Studi di Perugia per dieci posti a tempo indeterminato e full time nell’area amministrativa svoltosi il 6 dicembre nella caserma 'Gonzaga' di Foligno”. Così i consiglieri regionali del Pdl Massimo Monni e Alfredo De Sio che chiedono “un chiarimento sui termini della vicenda”, riservandosi di interessare direttamente la Funzione Pubblica, “anche attivando i percorsi giurisdizionali competenti”.
Monni e De Sio spiegano che sullo svolgimento del concorso in questione “sarebbero state riscontrate, numerose anomalie che mettono a serio rischio la conformità di tale concorso, inferendo un grave vulnus alla trasparenza e correttezza gestionale dell’istituzione universitaria perugina. Le scorrettezze più evidenti, in base alle segnalazioni riportate da non pochi candidati partecipanti alla prova d’esame (consistente in un questionario di 30 domande da completarsi in 30 minuti) riguarderebbero: l’orario d’inizio delle prove (con 6 ore di gelida attesa); il mancato controllo, la difficoltà nell’assegnazione dei codici a barre; l’uso di cellulari ed I-Phones per reperire le informazioni e, inoltre, procedure di riconoscimento lente e macchinose a cui sono state preposte 3 sole persone a fronte di 1513 candidati attesi”.
I due esponenti del Pdl riferiscono poi che insieme alla “totale disorganizzazione” dell’evento ed alla “sospetta” revisione dell’elenco dei promossi, “passati in 24 ore da 26 a 36, alcuni candidati hanno poi riferito il gravissimo fatto che qualcuno, peraltro non meglio identificato, abbia abbandonato i padiglioni con il testo della prova. Strane procedure dunque – sottolineano Monni e De Sio -, che destano non poche perplessità. In un momento in cui molti giovani faticano ad accedere al mondo del lavoro e le opportunità sono assai ristrette – concludono -, che almeno gli si garantisca di poter partecipare ai pubblici concorsi, senza preclusioni, secondo i propri meriti e nell’osservanza delle regole generali fissate per l’accesso al pubblico impiego”. RED/tb