LAVORO: “PREOCCUPAZIONE PER L'EROGAZIONE DELLA CASSA INTEGRAZIONE” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) si dice preoccupato per i ritardi nell'erogazione della Cassa Integrazione in deroga: “da sei mesi 11mila lavoratori di 2250 imprese non la ricevono”. Una situazione che, secondo Goracci, “rischia di produrre gravi tensioni sociali e un ulteriore aggravamento delle condizioni di vita di una fetta consistente della popolazione umbra”. Per Goracci “occorre una grande vertenza istituzionale che porti il Governo a sbloccare, in tempi rapidi, le risorse necessarie”.

Data:

26 Giu 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 26 giugno 2014 - “La situazione relativa all'erogazione della Cassa integrazione in deroga rischia, alla luce dello stato di cose presente, di produrre gravi tensioni sociali e un ulteriore aggravamento delle condizioni di vita di una fetta consistente della popolazione umbra”. È quanto dichiara il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) che ricorda di aver lanciato “circa sei mesi fa, con un 'interrogazione rivolta alla Giunta regionale, un allarme su tale questione. Quell'allarme, alla luce di quanto accade, si è rivelato quanto mai fondato”.

“Il Governo nazionale – aggiunge Goracci - nonostante gli impegni assunti a parole fin dal dicembre 2013 e malgrado le risorse previste, sia pure in quantità risicata, dalla Legge di stabilità 2014, non ha ancora erogato le somme previste, mettendo la Regione Umbria in condizione di non poter corrispondere a tanti lavoratori di piccole e medie imprese le prestazioni della Cig in deroga. In breve, da sei mesi 11mila lavoratori di 2250 imprese non ricevono quanto è necessario ad essi e alle loro famiglie per vivere in maniera minimamente dignitosa, in attesa che giungano i benefici, purtroppo sempre più lontani, della tanto agognata ripresa. Molte aziende, in mancanza dei benefici della Cig in deroga, stanno procedendo a licenziamenti”.

“Questa situazione – spiega Goracci - profondamente iniqua e indecente per uno Stato che si vuole fondato sul lavoro, come sancisce solennemente la Costituzione, non può essere prorogata all'infinito: occorre una grande vertenza istituzionale che porti il Governo a sbloccare, in tempi rapidi, le risorse necessarie, integrando anche i fondi, insufficienti, previsti dalla Legge di stabilità. La Regione Umbria  prenda contatti con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il dicastero competente immediatamente, senza attendere oltre. Da mesi assistiamo a slogan e dichiarazioni di  intenti sulla necessità di rilanciare il lavoro, l'economia reale, i consumi, ma all'atto pratico i bisogni dei lavoratori, di chi ha temporaneamente o definitivamente perso il posto di lavoro, vengono sempre ultimi nell'agenda politica, mentre marciano a pieno regime le  scelte compiute a tutto vantaggio delle grandi concentrazioni di ricchezza, delle banche e del management delle grandi imprese”. RED/dmb

Ultimo aggiornamento: 26/06/2014