(Acs) Perugia, 15 giugno 2011 - “L'ipotesi ventilata dalla Giunta regionale di ricorrere ad 'operatori privati accreditati' per il miglioramento delle prestazioni del mercato del lavoro rappresenta potenzialmente un attacco diretto al sistema pubblico dei centri per l'impiego e come tale va contro l'universalità del diritto al lavoro”. Lo scrive, in una nota, il capogruppo di Prc-Fds, Damiano Stufara per il quale “i Centri per l'impiego non hanno bisogno di essere affiancati nelle loro funzioni, ma di essere messi nelle condizioni di svolgere adeguatamente il loro lavoro, attraverso il potenziamento della loro rete e soprattutto la stabilizzazione di quanti vi lavorano. La valutazione delle competenze e la mediazione fra domanda ed offerta – spiega il capogruppo di Rifondazione comunista - sono funzioni che non possono essere derogate a soggetti che hanno come fine la massimizzazione dei profitti e che per giunta sarebbero abilitati all'intermediazione tramite l'autocertificazione del possesso dei requisiti”.
Per Stufara, “a nulla vale, poi, appellarsi, come fa la Giunta, alla legislazione nazionale, la cui ricezione in questa materia non può certo essere passiva; si sta parlando infatti della legge ‘183/2010’, ovvero il cosiddetto 'collegato al lavoro', lo stesso che, attraverso il meccanismo della certificazione dei contratti di lavoro e la promozione dell'arbitrato, riduce le possibilità di difesa di fronte ai licenziamenti illegittimi”.
“Di regali al padronato ne sono stati fatti già troppi - rimarca l'esponente di Prc-Fed.sin. -: contro chi crede che avere un lavoro significhi essere scelti da questo o quel padrone, magari con criteri non diversi da quelli con cui si scelgono i capi di bestiame nelle fiere, rispondiamo che difendere il ruolo dei centri per l'impiego significa difendere il diritto di tanti giovani e tante giovani, sempre più precarizzati e confinati in impieghi di scarsa o scarsissima qualità, ad avere un futuro”.
“In tal senso – osserva Stufara - è quanto mai opportuno il richiamo fatto dalla Funzione pubblica della Cgil, che nel paventare una deriva privatistica in materia di servizi per l'impiego ha ricordato che in Umbria si registra il più alto tasso di disoccupazione del centro-nord, come pure di ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Da questa situazione si esce con un'autentica governance pubblica a livello locale, non con l'esternalizzazione dei servizi. Chiediamo dunque alla Giunta e alla coalizione tutta – conclude il capogruppo di Rifondazione comunista - di rivedere questa scelta e di scongiurare assurde commistioni fra privato e servizi pubblici”. RED/as