(Acs) Perugia, 25 luglio 2012 – La Giunta regionale chiarisca quali “azioni intende avviare per sostenere la vertenza aperta alla Perugina, in considerazione dei rapporti che in questi anni si sono tenuti tra azienda e Giunta stessa, considerando anche l'acquisto della palazzina oggi sede dell'Arpa e degli accordi tesi a mantenere la presenza dello stabilimento di S. Sisto e della Nestlé in Umbria con un ruolo di potenziamento produttivo e occupazionale”. Lo chiede, con una interrogazione, il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro).
Goracci rileva che “hanno fatto scalpore, a livello mediatico nazionale, le modalità e le richieste della Nestlé per lo stabilimento della Perugina di S. Sisto: la dichiarazione di 150 esuberi e la contemporanea riduzione del personale da tempo pieno a tempo parziale, con assunzione dei figli di dipendenti sempre a tempo parziale, riducendo così i lavoratori che accettassero nella condizione di avere nella famiglia due lavoratori ed un solo stipendio. I dipendenti in forza alla Perugina – aggiunge - sono attualmente 500 diretti a tempo pieno, 200 indiretti a tempo pieno e 300 part-time, 50 dei quali assunti lo scorso anno. A fronte del calo dichiarato dei volumi produttivi è di 10mila tonnellate non esiste nessun piano industriale che affronti il calo produttivo. L'azienda non affronta con investimenti e diversificazione produttiva il consolidamento occupazionale pur restando, lo stabilimento Perugina, il sito più prestigioso e di qualità della Nestlé oltre che il più innovativo nella gestione delle relazioni sindacali e l'uso della forza lavoro”.
“Già il 31 dicembre del 2011 – ricorda Goracci - Nestlé ha disdetto l'accordo con Euroservice, nata da una dismissione aziendale e dalla chiusura dello stabilimento di Castiglion del Lago, concordata con i sindacati e le istituzioni. Una decisione che ha colpito pesantemente un territorio già provato duramente dalla crisi causando la perdita del lavoro a 56 dipendenti fissi e 176 stagionali, lavoratori (in netta prevalenza lavoratrici) che il Consiglio regionale ha incontrato due settimane fa. I comuni del Lago Trasimeno hanno convocato Consigli comunali aperti nello stabilimento Euroservice per valutare la grave crisi occupazionale che aggiunge agli alti tassi di disoccupazione 1400 cassa integrati: una iniziativa rilevante per la quale va dato il merito ai sindaci che si pongono l'obbiettivo di aprire un confronto sulla qualità dello sviluppo, sulle ricadute occupazionali e meritano il sostegno e la interlocuzione della Giunta e dell'intero Consiglio regionale”.
Orfeo Goracci rimarca che il “progressivo disimpegno della Nestlé, che riduce di circa 380 unità i lavoratori nella regione; a questi si aggiungono circa 70 lavoratori cosiddetti esodati usciti con accordi sindacali e ai quali la controriforma Fornero impedisce l'accesso al pensionamento. È evidente l'assenza di qualsiasi proposta credibile e di rilancio della Perugina, la mancanza di un piano industriale e della pochezza delle proposte Nestlé e del suo gruppo dirigente per affrontare le difficoltà momentanee, tanto da far temere anche per la struttura di produzione del cioccolato. Per questo – conclude - i sindacati hanno indetto per giovedì 26 luglio lo sciopero e il presidio dei cancelli preparandosi all'incontro fissato con Nestlé per il 3 agosto per affrontare questa non facile situazione”. RED/mp