LAVORO: “CON I LAVORATORI E I PENSIONATI, A FIANCO DELLA CGIL” - GORACCI (CU) ANNUNCIA LA SUA ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO PROSSIMO A ROMA

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Cu) fa sapere la sua “convinta adesione” alla manifestazione di sabato prossimo, 25 ottobre, indetta dalla Cgil a Roma per protestare e difendere i diritti dei lavoratori italiani”. Pur non risparmiando critiche allo stesso sindacato, per alcuni comportamenti iniziati nel 1993 con il governo Ciampi e proseguiti nel tempo, per Goracci, in questa fase, la Cgil rappresenta “l'unico baluardo contro la deriva iperliberista, antioperaia e antisindacale del governo Renzi e di tutti i movimenti populisti che trovano alimento dalla crisi devastante che vive il Paese”.

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23 Ott 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 23 ottobre 2014 - “Intendo manifestare la mia convinta adesione alla manifestazione di sabato prossimo, 25 ottobre, indetta dalla Cgil a Roma per protestare e difendere i diritti dei lavoratori italiani”. È quanto fa sapere il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro).

“In questi anni – scrive in una nota - sono stati diversi i motivi che mi hanno visto (e mi vedono), spesso, in contrasto con le scelte e gli orientamenti del sindacato: la supina accettazione della logica concertativa inaugurata nel 1993 dal governo Ciampi, che ha significato, di fatto, il blocco dei salari e la libera fluttuazione, tutta al rialzo, dei prezzi e dei redditi da capitale; l'enfasi posta sulla presunta necessità delle grandi opere, ossia delle colate di cemento e delle infrastrutture a uso e consumo solo delle grandi imprese che ci lucrano sopra; le poche ore di sciopero, appena  simboliche, contro i provvedimenti della ex ministro Fornero, che hanno provocato e provocano ancora fortissimi disagi (vedi la vicenda esodati) e la compressione di diritti conquistati anche col sangue dal movimento operaio”.

“Tuttavia – aggiunge Goracci -, nonostante queste criticità e questi 'buchi neri', la Cgil è in questa fase, oggettivamente, l'unico baluardo contro la deriva iperliberista, antioperaia e antisindacale del Governo Renzi e di tutti i movimenti populisti che trovano alimento dalla crisi devastante che vive il Paese. Gli attacchi del Primo ministro, un giorno sì e l'altro pure, le ironie beffarde di Crozza, gli strali da novello 'Pasquino' alla rovescia di Grillo, testimoniano che la Cgil, in quanto tale, è bersaglio di chi intende normalizzare il Paese, eliminare diritti storicamente sanciti, dall'Articolo 18 in poi, far strame di qualsiasi remoto concetto di giustizia sociale e distributiva. Per questo è importante esserci, sabato”.

Per Goracci, “è incredibile che, mentre il Pd (che ancora vanta radici di sinistra) si getta come un panzer contro l'articolo 18 e mentre anche quella sinistra che dovrebbe mobilitare milioni di uomini e donne se ne sta zitta o interviene timidamente e tiepidamente, dobbiamo sentirci raccontare la verità oggettiva, incontrovertibile, sullo stato del Paese e sulle necessarie, auspicabili politiche da attuare, da Cirino Pomicino, storico democristiano e, addirittura, dalla ex ministro Fornero. Sentir dire da un ex democristiano, più volte ministro nella 'Prima Repubblica' – rimarca Goracci -  che i sacrifici è ora che li compia il 10 per cento della popolazione che controlla il 45 per cento della ricchezza, anche con una forte patrimoniale, e non sentire su questo mezza parola dalla 'sinistra', storicamente portatrice di queste istanze (o addirittura sentire sberleffi e vedere spallucce, da quello schieramento, verso chi ancora queste verità le espone), è indice della crisi irreversibile che si vive, con la perdita di senso di qualunque idea, di qualunque principio e pilastro ideale e programmatico da parte di vaste porzioni della sinistra. Se una ex ministro del governo Monti arriva a dire che Renzi ha 'toppato' sulle pensioni e che sarebbe necessario introdurre prelievi su quelle d'oro, assieme all'indicizzazione degli assegni fino a un certo ammontare – si domanda Goracci -, cosa dovrebbe dire chi si richiama, almeno nominalmente, alla tradizione del movimento operaio e progressista? Invece niente, il silenzio più agghiacciante o appena qualche flebile parola di circostanza”.

“Anche per questo – commenta il consigliere regionale -, soprattutto per questo, è importante essere presenti sabato a Roma: per la difesa dei diritti più avanzati conquistati dalla classe lavoratrice, per la rivendicazione della giustizia sociale, per contrastare un governo e un padronato ultra reazionari che, privi ormai di ogni freno politico, intendono far pagare la crisi da essi stessi causata ai lavoratori, ai meno abbienti, a chi ha fatto la ricchezza di questo Paese senza goderne mai dei frutti meritati e, anche – conclude -, per ridare senso e scopo ad una militanza necessaria. E se non oggi, quando?”. RED/as
 

Ultimo aggiornamento: 23/10/2014