(Acs) Perugia, 19 gennaio 2011 - “La notizia delle assunzioni dei cassaintegrati all' Ast e' positiva e conferma la voglia di crescita dell'azienda siderurgica che sta recuperando importanti fette di mercato e sta uscendo da un periodo molto problematico”. Così, in una nota congiunta, i consiglieri regionali del PdL, Raffaele Nevi (capogruppo) e Alfredo De Sio per i quali, però “ora, non e' opportuno pensare che sia tutto risolto, ma andare avanti invece con le azioni che mirano a fortificare la competitività della stessa azienda; energia, relazioni industriali, infrastrutture, servizi di trasporto e via dicendo. Ci sono poi – aggiungono Nevi e De Sio - altre questioni aperte che debbono trovare una risposta all'interno del piano annuale di interventi della Regione, nell'ambito della legge sulle politiche industriali, che possono mettere a disposizione importanti strumenti (ad esempio: manager a tempo) che potrebbero essere utili anche al gruppo Thyssen. L'auspicio è che la Giunta regionale si svegli dal letargo”.
Per Nevi e de Sio, “si può guardare con un pizzico di fiducia in più al futuro, ma certamente la questione più delicata, e sulla quale notiamo un pericoloso silenzio, riguarda il processo in corso a Torino che, speriamo, possa essere ridimensionato nella portata delle accuse che minacciano la permanenza stessa dell'intero gruppo industriale in Italia. Le paventate sanzioni a carico dell'azienda, – osservano - oltre che il perdurante sequestro della linea 5 (essenziale per produrre quantità di prodotto 'freddo' che costituirebbero una vera e propria boccata di ossigeno per la ripresa produttiva) e dei suoi vertici, rappresentano una seria minaccia per i lavoratori e per lo stabilimento ternano che certamente non c'entrano con quello che e' successo a Torino”.
Nevi e De Sio si augurano quindi che, su questa vicenda, “tutti abbiano il coraggio di intervenire con voce forte, a cominciare dalle Istituzioni (Comune, Provincia e Regione) perché sarebbe assurdo che dopo tanti sacrifici che Terni e l'Italia, attraverso il Governo Berlusconi, ha fatto per mantenere questo stabilimento, il tutto fosse vanificato da una sentenza che facesse proprie 'tesi accusatorie' ispirate ad una sorta di volontà punitiva nei confronti dell'azienda”. RED/as