LAVORI D’AULA (4): “SOSTENERE LA REALIZZAZIONE DELLA TORINO–LIONE (TAV)” - APPROVATA A MAGGIORANZA LA MOZIONE DI RICCI (MISTO RP IC)
Approvata a maggioranza, con 14 voti favorevoli e 2 contrari (Carbonari-M5s e Solinas-misto-MDP), la mozione del consigliere regionale Claudio Ricci (Misto Rp Ic) che impegna l’Esecutivo di Palazzo Donini a “sostenere la realizzazione della tratta ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (Tav), per evitare che l’Italia e l’Umbria rimangano isolate dai quattro corridoi e dalla rete europea ad alta velocità ferroviaria”.
22 Gen 2019 13:45
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(Acs) Perugia, 22 gennaio 2019 – Approvata a maggioranza, con 14 voti favorevoli e 2 contrari (Carbonari-M5s e Solinas-misto-MDP), la mozione del consigliere regionale Claudio Ricci (misto Rp Ic) che impegna l’Esecutivo di Palazzo Donini a “sostenere la realizzazione della tratta ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (Tav)”.
Nella sua illustrazione RICCI ha spiegato che “SENZA LA TRATTA TORINO-LIONE, L’ITALIA E L’UMBRIA SAREBBERO ISOLATE DAI QUATTRO CORRIDOI E DALLA RETE EUROPEA AD ALTA VELOCITÀ FERROVIARIA”. Inoltre, il blocco dei lavori “vanificherebbe l’avvio dei servizi ad alta velocità da Perugia in quanto arrivati a Torino non si potrebbe utilizzare una rapida connessione con l’Europa. La sospensione dei cantieri provocherebbe un danno enorme, anche economico, con una penale da 2miliardi e oltre 8mila posti di lavoro a rischio tra occupazione diretta e indotto. Il mondo socio economico, umbro e italiano, si deve quindi mobilitare per il completamento dell’infrastruttura. Vi sono poi altre considerazioni non meno importanti, a partire dall’impatto ambientale: la riduzione del gas-serra ogni anno con questa opera sarà pari a quello prodotto da una città con 300mila residenti. Ricci ha citato anche un accordo franco-tedesco su misure strutturali che prevede addirittura un lavoro comune e in compresenza dei ministri di entrambi i Paesi, evidenziando l’importanza di tale strategia e la distanza da quanto accade in Italia in materia di infrastrutture”.
INTERVENTI
Valerio MANCINI (Lega): “SAREBBE SBAGLIATO NON VOTARE QUESTA MOZIONE IN UN CONSESSO DOVE CI SONO PROBLEMI DI SVILUPPO DEL TURISMO, DI OCCUPAZIONE E ALTRO CHE NON CONSIGLIANO DI IGNORARE QUESTIONI CRUCIALI PER LA MOBILITÀ E DI CONSEGUENZA ANCHE DELLO SVILUPPO. I cittadini pagano le tasse e devono avere idonee risposte dalle istituzioni e concrete migliorie sulle infrastrutture. Non votare questo atto sarebbe come negare la possibilità di uno sviluppo. Ci si nasconde dietro un ambientalismo isterico. Questa regione sta vivendo grosse problematiche in materia di trasporto, assiste a carenze di manutenzione che mettono in dubbio la sicurezza e l’incolumità pubblica, nonostante che ne sia responsabile prende lauti stipendi. Non hanno neanche la dignità di dimettersi, a fronte della loro incapacità”.
MARIA GRAZIA CARBONARI (M5S): “NON RIESCO A CAPIRE QUALI VANTAGGI AVREMMO NOI UMBRI DALLA REALIZZAZIONE DELLA TORINO-LIONE. CI SIAMO VISTI BOCCIARE MOZIONI PERCHÉ IL CONSIGLIO NON ERA COMPETENTE SU ALCUNI TEMI E MI DOMANDO COME SAREMMO COMPETENTI A TRATTARE QUESTO ARGOMENTO. Si vuole far passare il messaggio che il Movimento 5 stelle è contrario a qualsiasi opera pubblica, invece siamo a favore di grandi interventi pubblici, purché ci sia un’analisi puntuale tra i costi che si sostengono per qualsiasi opera e i benefici che derivano dall’opera stessa. È normale per ogni impresa, ogni cosa ha un costo, e bisogna valutare costi e benefici, anche in termini di occupazione. Come cittadina umbra mi sembra un’opera inutile, anche perché ci sono pochi minuti di differenza nella percorrenza del tratto in altra via e poi la montagna che si va a perforare è ricca di amianto e sostanze pericolose. Non è che i benefici del cambio gomma-ferro si ottengono solo facendo ferrovie in luogo delle strade, pur essendo noi favorevoli all’utilizzo delle ferrovie piuttosto che il trasporto su gomma. L’opera costa molto, risorse che potrebbero essere impiegate per il rifacimento delle tante strutture ferroviarie esistenti che versano in cattive condizioni. Pensiamo alla nostra ferrovia centrale umbra, dove i treni viaggiano a velocità ridottissima per ragioni di sicurezza. E lo stesso discorso vale per altre infrastrutture di altre regioni. Potremmo ottenere molti più benefici anche in termini di occupazione. Inoltre, la Relazione dell’osservatorio sulla Tav Torino Lione, organo in favore della Tav, che mostra dati in forte calo relativamente al traffico di merci sulla tratta. L’opera fu concepita negli anni Ottanta, ma le previsioni di allora, oggi risultano sbagliate. Sarebbe dunque opportuno procedere a una nuova analisi costi-benefici aggiornata a oggi. Sono stati costruiti solo 4 tunnel esplorativi e sei chilometri sul versante francese. Per quanto riguarda la bufala delle penali, chiariamo che si tratta di somme ricevute dall’Italia che dovrebbero essere restituite in caso di mancata realizzazione, non penali dunque, ma restituzioni di somme percepite, e con quello che l’Italia dovrebbe ulteriormente spendere da qui al completamento dell’opera forse i risparmi sarebbero maggiori. L’Aula dovrebbe occuparsi dei nostri problemi, non della Torino-Lione”.
Silvano ROMETTI (SeR): “Voterò a favore della mozione, che è condivisibile. Non dobbiamo spingere per il gigantismo nelle infrastrutture. La priorità è la manutenzione. Una valutazione costi benefici è bene farla nel momento in cui si progetta un’opera. Con un’opera già avviata non ha senso. Ci sono soldi già impegnati e spesi. UN’OPERA AVVIATA PER BUON SENSO SI COMPLETA E SI PORTA A TERMINE. STIAMO PARLANDO DI INFRASTRUTTURE COSÌ IMPORTANTI CHE SONO INSERITE IN CORRIDOI EUROPEI: NON POSSIAMO INTERROMPERE IL NOSTRO TRATTO”.
Attilio SOLINAS (misto-Mdp): “Voterò no alla mozione. Tecnici e illustri professori si sono espressi sul valore e sulla valenza di questa opera. Progettata più di 20 anni fa, prevedeva inizialmente anche il trasporto passeggeri. Ora è solo un trasporto merci. C’è già una linea ferroviaria, la Torino-Modane che è sottoutilizzata. Quindi non c’è una pressione commerciale per finirla. Non c’è traffico in crescita. È un’opera impattante, che fa prevedere inquinamento. UN’OPERA ESTREMAMENTE COSTOSA CHE PREVEDE PENALI MINIME PER LA SUA INTERRUZIONE RISPETTO A QUANTO COSTEREBBE COMPLETARLA. SOLDI CHE POTREBBERO ESSERE USATI PER LE LINEE DEI PENDOLARI. Un’opera inutile, per la quale c’è stata una sollevazione popolare”. PG/DMB
