LAVORI D'AULA (2): RINVIATO IN COMMISSIONE L'ASSESTAMENTO AL BILANCIO – DECISIONE DELL'ASSEMBLEA PRESA A MAGGIORANZA SU RICHIESTA DELLA GIUNTA DOPO LA BOCCIATURA DI UN EMENDAMENTO SU SVILUPPUMBRIA

L'Assemblea legislativa dell'Umbria deciso a maggioranza (17 sì e 10 no) di rinviare in Prima commissione l'assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014. La manovra, dall'ammontare complessivo di 34,8 milioni, tornerà all'esame dell'organismo consiliare su richiesta dell'Esecutivo di Palazzo Donini.

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11 Nov 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 11 novembre 2014 – L'Assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni ha votato a maggioranza il rinvio alla Prima commissione dell'assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014. La decisione è stata presa, con 17 sì e 10 no delle opposizioni, su richiesta dell'assessore Fabrizio Bracco ed ha fatto seguito alla bocciatura (15 sì, 11 no di Forza Italia, Umbria popolare – Ncd, Udc, Fratelli d'Italia e 4 astenuti, Brega, Smacchi, Barberini – Pd, Goracci – Cu) di un emendamento della Giunta che proponeva, prioritariamente, un finanziamento aggiuntivo di 90mila euro per la società Sviluppumbria. L'atto verrà quindi nuovamente discusso in Prima commissione nella seduta già convocata per la mattinata di domani per poi essere riportato in Assemblea nella riunione fissata per il pomeriggio di venerdì 14 novembre. 


GLI EMENDAMENTI. La decisione di rinviare l'assestamento di bilancio in Commissione è stata presa dopo una interruzione dei lavori dell'Assemblea regionale richiesta dalla presidente della Giunta Catiuscia Marini in seguito alla bocciatura dell'emendamento dell'Esecutivo che proponeva, tra l'altro di stanziare 15mila euro ulteriori per le manifestazioni storiche e 90mila per il 'fondo di programma' e le spese del personale di Sviluppumbria. La mancata approvazione di questo stanziamento, hanno spiegato l'assessore Fabrizio Bracco e la presidente Marini, avrebbe messo la società regionale in condizione di non poter garantire l'equilibrio finanziario e la copertura delle spese per il cofinanziamento dei progetti e il personale proprio. Poco prima un altro emendamento, sempre relativo a manifestazioni storiche e fondi per Sviluppumbria, era stato bocciato con 21 no e 7 sì: in questo caso i consiglieri Smacchi e Barberini (Pd) chiedevano di incrementare di 60mila euro i fondi per le manifestazioni storiche riducendo a 30 mila euro l'ulteriore contributo a Sviluppumbria.

I LAVORI. Prima del rinvio in Commissione il relatore di maggioranza Manlio Mariotti (Pd) ha illustrato il provvedimento all'Aula, parlando di “CONTENIMENTO, RIGORE, EQUITÀ ED EFFICIENZA DELLA SPESA - In una fase di contrazione della domanda e riduzione degli investimenti questa manovra rappresenta una leva volta a dare una spinta agli investimenti produttivi, a consentire margini di crescita alle nostre imprese più dinamiche, capace di sostenere e dare respiro a quelle più in difficoltà, a creare spazi e opportunità di crescita economica e di rilancio dell’occupazione. Una scelta che sappia coniugare rigore risanamento e sviluppo per poter indirizzare e portare il nostro sistema produttivo fuori dai risvolti di una crisi che rischia di segnarne irrimediabilmente il futuro sia in termini di capacità espansiva che di tenuta competitiva. Il ricorso ad un ulteriore debito è dunque consentito dalla revisione della spesa, che ha ricreato per l'Umbria capacità di indebitamento da destinare agli investimenti senza minare la solidità del bilancio. L'indebitamento sarà finalizzato agli investimenti (soprattutto a sostegno del comparto dell'edilizia e delle costruzioni) e al cofinanziamento di progetti nazionali e comunitari, evitando il disimpegno di una parte del piano di sviluppo rurale”. Manlio Mariotti ha poi illustrato i contenuti della manovra: “l'ammontare complessivo dell'assestamento è di 34,8 milioni di euro. Circa 6,3 milioni derivano da riduzioni di spese e rimodulazioni di stanziamenti riassegnati ad altri interventi. Tra gli interventi finanziati: 190mila euro per concorso regionale alle spese sostenute dagli enti locali per il personale a tempo determinato (legge '61/'98'); 600mila euro per il finanziamento di funzioni e compiti delegati alle Province; 1 milione 165mila euro per il finanziamento dei servizi per la mobilità e del trasporto pubblico locale; 868mila euro nel settore attività culturali-turismo-spettacolo-grandi eventi (portale turismo 126mila, interventi a sostegno dello spettacolo 245mila, bande musicali 40mila, biblioteche ed archivi storici 100mila, eventi di particolare interesse regionale 115mila, sistema museale 142mila, la promozione e sviluppo delle attività sportive 100mila); 1 milione 655mila euro nel settore agricoltura-foreste (promozione agroalimentare 80mila, repressione degli incendi boschivi 235mila, pesca professionale 60mila, indennizzo danni fauna selvatica 936mila, gestione del patrimonio agro-forestale 324mila, valorizzazione dell'apicoltura 20 mila). E ancora: 225mila euro per contributi per l'attuazione del diritto allo studio; 375mila euro per contributi ai Comuni per i servizi socio educativi per la prima infanzia; 75mila euro per la valorizzazione della funzione sociale degli oratori; 100mila euro per il superamento delle barriere architettoniche; 115mila euro per interventi in materia di Protezione Civile; 40mila euro per la sicurezza nei luoghi di lavoro; 700mila euro per interventi relativi alla realizzazione della "Community Network"; 100mila euro per il piano telematico regionale; 150mila euro per infrastrutture per la ricerca e l'innovazione in materia di telecomunicazioni. La Regione prevede poi la contrazione di un nuovo indebitamento per 28,5milioni di euro, da destinare a spese di investimento: 7,5milioni per il cofinanziamento dell'edilizia abitativa per gli studenti universitari; 800mila per il demanio idrico (in particolare per le criticità dei torrenti Argento, Fossalto, Chiani, Topino, Caldognola e Fosso dell'Anna); 1,7milioni per la forestazione e l'economia montana; 900mila per il finanziamento dell'impiantistica sportiva; 7,5milioni per il cofinanziamento degli interventi di investimento attuati dalla Regione nell'ambito del PSR; 2milioni per il cofinanziamento degli investimenti nel patrimonio sanitario; 1,5milioni per la realizzazione di infrastrutture per la mobilità regionale; 300mila per la manutenzione straordinaria del Palazzo del Broletto; 300mila per il sistema museale regionale”.

LA RELAZIONE DI MINORANZA. SANDRA MONACELLI (Udc) ha espresso un “GIUDIZIO NEGATIVO SULL'ASSESTAMENTO”, rilevando che esso “si colloca in un contesto finanziario abbastanza critico. Ciò nonostante viene previsto il ricorso a nuovo indebitamento per 28milioni di euro. Una propensione all'indebitamento che arriva alla vigilia della nuove elezioni mentre dovremmo porci il problema della sopravvivenza della Regione stessa. Si continuano ad indebitare le generazioni attuali e pure quelle future. Mentre si razionalizza la spesa, anche per effetto delle leggi nazionali si registra il paradosso dell'incremento del debito non appena arriva la circostanza propizia. Dobbiamo riflettere sul ruolo e la sopravvivenza di una Regione piccola come l'Umbria, mentre si ragiona di istituzioni regionali aggregate. In questi anni l'Umbria ha perso il 5 per cento del Pil regionale a causa degli spostamenti dei centri decisionali nelle regioni limitrofe. Sarebbe opportuno iniziare a ragionare sull'esistenza di questi assetti istituzionali e sulla possibilità di far recuperare all'Umbria un ruolo centrale rispetto alla determinazione di alcune politiche essenziali per la ripresa economica. Esprimo un giudizio e un voto negativo su questo assestamento”.

IL DIBATTITO. ANDREA LIGNANI MARCHESANI (FDI): “NUOVO RICORSO AL DEBITO RAPPRESENTA UN PASSO INDIETRO RISPETTO AL PERCORSO DEL RISANAMENTO – Ad ogni sessione si sostiene di essere sulla strada del risanamento ammettendo implicitamente che prima c'era qualcosa di insano da sanare. Nel finale di legislatura si ripropone un andazzo che il Governo Monti aveva bloccato. Abbiamo una visione diversa, rispetto al gruppo di Forza Italia, per quanto riguarda il ricorso al mercato. Mentre io ho una visione di 'stampo contadino', che vorrebbe evitare l'indebitamento delle generazioni future. Credo che il nuovo mutuo doveva essere evitato, come avvenuto negli anni passati, quando il ricorso al mercato era impedito dalla legge. In un momento pre-elettorale non andava attivato un nuovo debito, per mettere un poco di asfalto nuovo e dare una immagine di efficientismo che questa Giunta non merita. Un nuovo mutuo trentennale si aggiungerà dunque ai debiti che stiamo già pagando: una ipoteca per il futuro delle nuove generazioni ed anche per l'azione del nuovo Esecutivo regionale, da chiunque sia guidato. Voto contrario all'assestamento”.
RAFFAELE NEVI (FI): “CONTRARI A QUESTA MANOVRA E AI FONDI STANZIATI IN VISTA DELLE ELEZIONI - Nel bilancio di previsione l'assessore Bracco, forse pensando di mettere da parte un gruzzoletto per gli ultimi mesi della legislatura, disse che le spese erano tutte ridotte all'osso, con una compressione spaventosa delle risorse che non permetteva di trovare neppure 50 mila euro. All'epoca si discusse molto per abbattere del 50 per cento del contributo di escavazione per i gestori delle cave, vista la crisi terribile che colpisce questo settore. Sarebbero serviti 400/500 mila euro che però non vennero trovati. Oggi invece scopriamo che ci sono cifre significative che possono essere spese. Soldi che vengono spesi, a pochi mesi dalle elezioni, danno un poco a tutti e investendo nei settori che possono risultare elettoralmente più interessanti. Avevamo proposto, ad inizio legislatura, di valutare ogni singolo centro di spesa per capire se era possibile procedere con privatizzazioni, esternalizzazioni e riduzione degli sprechi legati alla gestione delle politiche. L'unica cosa positiva sono gli stanziamenti per gli investimenti, per la manutenzione delle strade, per il trasporto pubblico locale e per la costruzione di politiche anticicliche. Bene anche i fondi per le strutture sportive, che richiedono una forte manutenzione. Se non si guarda al futuro e agli investimenti ci si limita alla gestione corrente, che risente poi delle richieste e degli interessi contingenti. Nella prossima legislatura si dovrà contrarre al massimo al spesa corrente facendo invece 'buona' spesa per gli investimenti, per dare alla nostra regione infrastrutture più moderne”.
ROCCO VALENTINO (FI): “VOTERÒ CONVINTAMENTE CONTRO QUESTO ASSESTAMENTO DI BILANCIO PERCHÉ NON DÀ NIENTE ALL'UMBRIA. Noi vogliamo qualcosa di meglio. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo l'assestamento di bilancio dovrebbe servire per risollevare la nostra regione. Invece non ci sono investimenti per il lavoro, per il turismo, per le piccole e medie imprese, per le infrastrutture. La politica umbra si è dimostrata miope: ci saremmo aspettati di più per rilanciare l'Umbria. Questo bilancio ha ritardi e inadempienze anche sotto l'aspetto normativo, visto che il Consiglio lo avrebbe dovuto approvare entro il 30 giugno. Sono poi illegittime le autorizzazioni per contrarre i nuovi mutui, e si va a certificare un disavanzo contro la legge che stabilisce il pareggio di bilancio. Inoltre i consiglieri regionali, ancora una volta, non sono stati messi in condizione di svolgere il proprio lavoro perché il presidente del consiglio non ha mandato il testo a noi e al Cal, ma lo ha fatto la presidente della Giunta. Serve una revisione del modello organizzativo del Consiglio. Infine non si capisce il finanziamento di 7,5 milioni all'Adisu, con il paradosso di 2 milioni 550mila euro destinati al Padiglione A di via Innamorati che è stato inaugurato l'anno scorso: finanziamo opere già finite. Una cosa assurda che qualcuno dovrebbe spiegare”.  

FABRIZIO BRACCO (assessore regionale): “Abbiamo scelto di non aumentare le tasse e di contenere la spesa. Nel merito della manovra: le spese per investimento sono interventi anticiclici. Se investiamo 7,5 milioni per la manutenzione delle strade andiamo verso l'espansione delle sviluppo. Abbiamo un limite di legge, il 20 per cento delle risorse proprie della Regione, per il ricorso al mercato. Noi negli ultimi 4 anni non abbiamo contratto mutui e siamo scelti notevolmente sotto quella soglia. Oggi abbiamo una possibilità di indebitamento molto più elevato di quei 25 milioni che abbiamo deciso di utilizzare per intervenire a sostegno dell'economia regionale. Gli interventi in favore dell'Adisu fanno parte di un programma triennale che la Regione cofinanzia, alcuni di essi, come il famoso padiglione A, possono anche essere già state realizzate. Adesso, in una fase di crisi economica, abbiamo deciso di intervenire con le risorse disponibili per gli investimenti. Mi stupisce che mentre a Roma si registra una convergenza nel chiedere all'Europa di poter usare il debito per l'investimento, lo stesso tipo di scelta praticata in Umbria viene criticata. Rilevanti, visto il periodo, sono i 7,5 milioni per la manutenzione delle strade, che richiederebbero ben altre cifre. La Regione ha costituito commissioni e stilato regolamenti per la concessione dei contributi, non esiste dunque alcuna discrezionalità. Nel corso di questo anno siamo riusciti a ricavare un piccolo gruzzoletto, 9milioni, che abbiamo cercato di utilizzare al meglio per lo sviluppo e la coesione sociale. L'opposizione non vuole cogliere il disegno che c'è davvero dietro questa manovra, ma forse è normale vista l'imminenza delle elezioni. Gran parte delle osservazioni del consigliere Valentino alle procedure di approvazione del bilancio fanno riferimento ad una legge del 2000, nel frattempo ci sono state molte modifiche e innovazioni che hanno portato procedure complesse che dovrebbero portare a modificare le leggi regionali e i tempi che prevedono per l'approvazione del bilancio”. MP/DMB

Ultimo aggiornamento: 11/11/2014