LAVORI D'AULA (2): “RIDUZIONE DEI CONSUMI, INCREMENTO DELLE RINNOVABILI, SVILUPPO DELLA FILIERA INDUSTRIALE” - APPROVATA A MAGGIORANZA LA STRATEGIA ENERGETICO AMBIENTALE 2014/2020

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato (11 sì di PD e SeR, 3 no di Fiorini Lega Nord e M5S, 2 astenuti Ricci-RP e Nevi FI) la 'Strategia energetico – ambientale regionale 2014/2020'. Il documento stilato dalla Giunta prevede la diminuzione dei consumi energetici complessivi; l'incremento delle fonti energetiche rinnovabili; il miglioramento della governance regionale; lo sviluppo della filiera industriale e dei servizi connessi con l'energia. 

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07 Nov 2017 16:30

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(Acs) Perugia, 7 novembre 2017 - L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato nella seduta pomeridiana la 'Strategia energetico – ambientale regionale (Sear) 2014/2020': 11 sì di PD e SeR, 3 no di Fiorini-Lega Nord e M5S, 2 astenuti Ricci-RP e Nevi FI. Il documento stilato dalla Giunta prevede la riduzione dei consumi energetici complessivi; l'incremento delle fonti energetiche rinnovabili; il miglioramento della governance regionale; lo sviluppo della filiera industriale e dei servizi connessi con l'energia.

La 'Strategia energetico – ambientale regionale è stata illustrata in Aula da SILVANO ROMETTI (SeR), che ha spiegato come “l'obiettivo è di costruire UN NUOVO EQUILIBRIO NELLE RELAZIONI FRA AMBIENTE, ECONOMIA, SOCIETÀ ED ISTITUZIONI ED UNO SVILUPPO SOSTENIBILE. È previsto il coinvolgimento delle amministrazioni comunali per la redazioni dei  'Piani Energetici-Ambientali comunali' o dei 'Piani d’azione per l’energia sostenibile', qualora tali comuni  abbiano sottoscritto o intendano sottoscrivere il patto dei sindaci per la riduzione delle emissioni di CO2. Attualmente si stanno definendo i criteri per la selezione degli interventi finanziabili mediante bandi e programmi regionali anche per particolari categorie di edifici o enti beneficiari, criteri basati sulle risultanze delle oltre 260 diagnosi di edifici pubblici e destinati ad uso pubblico presentate da parte di 94 amministrazioni (Comuni, Province, Aziende sanitarie e ospedaliere, Adisu e Regione) per un fabbisogno finanziario di oltre 60milioni di euro; gli edifici riguardano principalmente scuole (139), sedi municipali (39), strutture sportive (26), ospedali (14) e altre tipologie di edifici (32).

Per il periodo 2014-2020 la Sear individua quattro obiettivi principali: diminuzione dei consumi energetici complessivi; incremento delle fonti energetiche rinnovabili; miglioramento della governance regionale; sviluppo della filiera industriale e dei servizi connessi con l'energia. La direzione individuata dalla Regione Umbria con la Sear è quella del doppio binario: da un lato incrementare, anche se in maniera più ridotta rispetto al passato, la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia nella componente elettrica, sia nella componente termica; dall'altro, mettere in atto interventi di razionalizzazione e di riduzione dei consumi finali lordi di energia. Rispetto al contenuto iniziale dell'atto, dopo i lavori della Seconda commissione, si prevede un'invarianza del rapporto tra produzione energetica da fonti rinnovabili e consumi finali lordi di energia. In particolare, per la produzione da fonti rinnovabili (Fer) la nuova strategia prevede un maggiore incremento della Fer termica a fronte di un incremento più contenuto della Fer elettrica”.

Il relatore di minoranza, ANDREA LIBERATI (M5S) ha sottolineato che “NON BASTA SCRIVERE PIANI INTERESSANTI, SERVONO AZIONI CONCRETE E REALISTICHE E FONDI ADEGUATI - Il Piano energetico regionale è scaduto nel 2008 e questa strategia viene approvata nel 2017 quando riguarda il periodo 2014/2020. La Strategia che votiamo oggi è stata predisposta dagli stessi dirigenti e funzionari che elaborarono un Piano energetico di cui viene riconosciuto il fallimento. Non viene spiegato con quali risorse si procederà all'efficientamento degli edifici pubblici, a partire da Palazzo Cesaroni. Se i fondi, come quelli derivanti dall'idroelettrico, vengono ceduti ai privati, non si capisce da dove si prenderanno i soldi. Si continua ad incentivare la produzione da biomasse e a sostenere impianti che vedono l'opposizione dei territori. Viene previsto un incremento dell'eolico del 7/800 per cento rispetto alla produzione attuale. In Umbria siamo ben oltre il 20 per cento di energia da fonti rinnovabili, soprattutto grazie al grande idroeletttrico di Terni e alla limitata attività delle centrali termo elettriche. Ma pensare di efficientare l'idroelettrico senza condizionarlo all'erogazione di contributi sui territori è sbagliato. Inoltre il sistema delle concessioni andrebbe rivisto prima di incentivare ulteriormente l'idroelettrico. Il ricorso alle energie alternative consentirà di liberarci dagli effetti negativi del carbone, di ridurre i costi sanitari legati all'inquinamento e di liberarci dalla ingombrante presenza delle lobby energetiche. Se non si individuano con chiarezza le risorse, la Strategia rischia di restare sulla carta. In materia di biomasse si raccomanda solo 'attenzione e cautela per le aree critiche' mentre invece servirebbero zone di esclusione e dettagliati Piani di qualità dell'aria. Viene spesso indicata la necessità di ridurre l'uso dei caminetti domestici ma non si interviene sui grandi inquinatori. Sul teleriscaldamento, uno dei più grandi è quello delle acciaierie di Terni, che non funziona da oltre 10 anni mentre potrebbero riscaldare ampie zone della città. Bisognerebbe riconoscere che ci sono impianti non funzionanti prima di prevederne altri. La Strategia cita poi l'impianto 'Archimede' di Massa Martana, che però non funziona ed è sostanzialmente un fallimento. Per la riduzione a monte dei consumi, la riqualificazione del patrimonio pubblico non è stata effettuata”. 

GLI INTERVENTI
Claudio RICCI (Rp): “Siamo in una fase di forte transizione energetica. C'è una difficoltà di definire una strategia o un Piano in termini tradizionali. Stiamo approvando un osservatorio che dovrà riposizionare le azioni operative avendo alcune linee guida. Le stime prevedono si possa arrivare fino al 36 per cento di energia da fonti rinnovabili. Andranno sfruttate le possibilità che saranno offerte dalla produzione di nuove batterie molto più efficienti delle attuali. Insieme a quelle del mini idroelettrico e del mini eolico. L'Umbria può diventare un modello applicativo ma anche produttivo, di innovazione e di ricerca. Aleggi in questo documento il tema del risparmio energetico, elemento nodale che potrebbe essere sostenuto efficacemente da sistemi pensati proprio per ridurre i consumi. Sarà importante dare seguito alle più innovative tecnologie in materia di trasporto pubblico e di produzione di energia da fonti rinnovabili, sia eoliche che solari. Anche il rapporto tra smaltimento dei rifiuti e produzione di energia dovrà essere approfondito, prendendo decisioni chiare che rendano i rifiuti una opportunità”.

Emanuele FIORINI (LN): “Stiamo parlando al vento perché parte della maggioranza è assente nonostante l'importanza del tema. Sul documento c'è da rilevare, fra le altre cose, che fa riferimento a previsioni sui consumi energetici del 2014. Poi sono descritti gli accordi fra la Regione e Terna per la manutenzione della rete elettrica umbra. Terna ha programmato interventi di potenziamento è c'è un accordo programmatico sottoscritto dall'assessore regionale all'ambiente nel 2011, ma i lavori inizieranno solo nel 2020, come è indicato nel sito dell'azienda. Quindi come fa a essere parte della strategia regionale se l'avvio dei cantieri ci sarà nel 2020?”

Gianfranco CHIACCHIERONI (PD): “La fonte energetica più grande è il risparmio. Noi mandiamo un grande messaggio ai cittadini, bisogna risparmiare, non lasciare apparecchi elettrici accesi, risparmiare sul riscaldamento domestico, cose importanti che potrebbero portare a un notevole abbattimento dell'inquinamento. Il futuro ci darà risposte nuove e importanti su questo tema.  Le bollette energetiche di tante aziende potrebbero diventare a credito se le stesse attueranno una propria politica di risparmio energetico o di accumulazione in proprio dell'energia e ridistribuzione della stessa. Il nostro è un intervento importante. L'Umbria ha impegnato sulla politica energetica il 21 per cento delle risorse europee Por Fesr, pari a 70 milioni, di cui il 30 per cento su edifici pubblici, che dovranno avere caratteristiche diverse dal passato”.

Fernanda CECCHINI (assessore): “L'Umbria ha raggiunto i coefficienti europei previsti per il 2020 già nel 2014. Abbiamo attivato processi e finanziamenti per abbattere il consumo energetico, risparmiare nei consumi e produrre da fonti alternative. Tutto ciò per puntare sulla sostenibilità ambientale. Sono state introdotte valutazioni che hanno poca attinenza con la Strategia ambientale, come quelle sulle reti elettriche. C'è stata molta attenzione nella produzione da fonti come la geotermia o l'eolico, due tipologie che si possono svolgere solo in alcune parti del territorio regionale e per le quali si deve tenere conto delle indicazioni dei Comuni e delle comunità. La Strategia ha dato indicazioni che hanno portato dei risultati ed ha tenuto conto delle sensibilità dei territori rispetto alle varie energetiche. Porteremo avanti la Strategia, pronti ad aggiornare l'Assemblea sulle evoluzioni in corso”. 

DICHIARAZIONI DI VOTO
Andrea LIBERATI (M5S): “La scelta di autorizzare altri impianti, siano eolici, a biomasse o geotermici, deve tenere conto delle indicazioni dei territori e dei cittadini”. 
Valerio MANCINI (Lega): “La maggioranza porta i propri atti in Aula e poi non garantisce la presenza in Aula. Questa sta ormai diventando una consuetudine. Noi non manterremo il numero legale e quindi lasciamo l'Aula”.
Claudio RICCI (Rp): “Avevo annunciato un voto di astensione, in attesa di valutare la concreta attuazione del Piano. Ma se la maggioranza non garantisce la propria presenza io uscirò dall'Aula”. MP/PG

Ultimo aggiornamento: 22/11/2017