(Acs) Perugia, 10 gennaio 2017 – Il consigliere regionale Claudio Ricci (gruppo consiliare Ricci presidente) ha presentato in Aula la Relazione per gli anni 2011-2014 della legge “25/2008” (Norme in materia di sviluppo, innovazione e competitività), in adempimento della clausola valutativa di tale legge. Critiche da M5s e Lega Nord sugli effetti prodotti e sulla difficoltà di valutare con dati troppo vecchi.
CLAUDIO RICCI (RP): “La clausola valutativa della legge 25/2008, contenente norme in materia di sviluppo, innovazione e competitività, presenta aspetti quantitativi che parlano di 19 BANDI PER UN TOTALE DI 1536 PROGETTI, CON 88MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTO IN TOTALE, CHE HANNO ATTIVATO PROGETTI PER 258MILIONI DI EURO. L'istruttoria degli uffici evidenzia come le imprese agevolate hanno sviluppato maggiore propensione a innovazione e sviluppo di reti commerciali. Evidenziati anche ritardi nell'avanzamento dei progetti, in particolare dei piani operativi di dettaglio. Potenziali cause i modelli organizzativi, che dovrebbero essere più evoluti, e procedure pubbliche non semplicissime. Le imprese dovranno meglio strutturarsi per partecipare alle filiere finanziarie. Innanzitutto le imprese devono investire di più nella formazione e nella ricerca di reti commerciali, e sviluppare modelli organizzativi che colgano in maniera più efficiente le opportunità provenienti dai finanziamenti europei. Poi i progetti in itinere dovrebbero includere misuratori maggiormente adeguati per monitorare i risultati conseguiti. Infine si raccomanda di ampliare le fasi partecipative per cogliere meglio quali sono le esigenze delle imprese. La semplificazione non è ottimale e la burocrazia pesa ancora per il 4 per cento dei fatturati”.
ANDREA LIBERATI (M5s): “Parliamo di ATTI CHE APPRODANO IN AULA CON RITARDI DI ANNI E RENDONO L'ESAME DA PARTE DELL'ASSEMBLEA ABBASTANZA INUTILE. I fondi vanno riducendosi, i programmi sono poco pubblicizzati, opachi, complessi, variano in continuazione, il sistema delle agenzie non è coordinato, un sistema che si presta a favoritismi. Centro estero e Sviluppumbria si occupano di internazionalizzazione delle imprese e la Regione paga una quota cospicua al Centro estero, inserito in Sviluppumbria, che ha un sito web non aggiornato da quasi un anno, con contenuti poco raggiungibili. La criticità riscontrata fa riferimento alla scarsa attenzione all'utilizzo dei dati, alcuni dei quali fanno riferimento agli anni 2010-2012, difficile costruire un quadro chiaro di sintesi. Indicatori economici occupazionali che non sono chiari, capacità che manca di misurazione ex post delle misure, sistema controlli e rendicontazione che dovrebbe essere reso più trasparente. Occorrerebbe capire cosa sia stato realizzato dopo gli investimenti della Regione, c'è disordine e scarsa attenzione all'utilizzo dei dati che, del resto, non sono aggiornati. Capire come impiegare meglio i fondi, non a pioggia con ricadute tutte da valutare. Serve un miglioramento a costo zero che renda difficile frodi e favoritismi e il variare continuo di programmi che rischiano di essere soltanto per pochi amici”.
VALERIO MANCINI (Lega): “SAREBBE PIÙ INTERESSANTE DISCUTERE CON GLI ASSESSORI DEI DATI ATTUALI, CHE MOSTRANO UN'ECONOMIA DI NUOVO IN REGRESSIONE, CON ALTRI 15MILA POSTI DI LAVORO PERSI nell'ultimo anno. E' questo tipo di risultati che dovremmo analizzare. Sicuramente fattori esterni hanno contribuito a una non buona performance dell'Umbria, ma ci saranno pure responsabilità politiche per questo. Di fronte al calo degli occupati, alla fuga dei giovani umbri in cerca di un lavoro e al calo demografico, l'azione politica si rivela insufficiente. Non si chiede nemmeno ai colleghi di partito che stanno al governo di intervenire, siamo asserviti all'Europa che ci chiede tanto ma da cui riceviamo poco e le famiglie combattono contro la povertà che avanza. Questa è la clausola valutativa del mondo reale. L'atto in esame oggi non è votabile ma sicuramente dobbiamo condannare le risultanze che porta. La disoccupazione giovanile è al 40 per cento, la media europea è del 20 e quella della Germania solo il 7 per cento. Qualcuno dovrà fare qualcosa. Se la Regione Umbria non ha risorse da investire su questo intervenga il Governo”. PG/