LASCITO FRANCHETTI: “COMUNE ELABORI PROGETTO DI VALORIZZAZIONE INSIEME A REGIONE E TELA UMBRA. ALTRIMENTI RISCHIO ALIENAZIONE” - NOTA DI DOTTORINI (IDV)

Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) interviene sulla vicenda del 'lascito Franchetti', proprietà della Regione affidate al Comune di Città di Castello, e sollecita l'Amministrazione comunale ad elaborare un progetto serio e lungimirante per l'utilizzo di quei beni. Secondo Dottorini “l'immobilismo rischia di privare la città di beni di inestimabile valore culturale, storico ed economico. Nel 2011 solo un nostro emendamento evitò l'alienazione”.

Data:

05 Nov 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 5 novembre 2013 - "Occorre che il Comune di Città di Castello elabori un progetto serio e lungimirante per l'utilizzo dei beni del lascito Franchetti. Non tanto e non solo per Villa Montesca e il suo parco, che pure necessitano di una progettualità ambiziosa, ma in particolare per il campeggio, la foresteria e gli altri beni che rischiano altrimenti di essere classificati come alienabili nel prossimo piano triennale di politica patrimoniale della Regione". Con queste parole Oliviero Dottorini (Idv) interviene sulla vicenda del lascito Franchetti, beni di proprietà della Regione, ma affidati ormai da anni al Comune di Città di Castello. Dottorini, che nella nota fa riferimento anche alla sua carica di presidente di 'Umbria migliore', ricorda che già nel 2011 grazie ad un suo emendamento al Piano patrimoniale la vendita dei beni Franchetti fu scongiurata.

“Adesso però – sostiene - il rischio di alienazione si fa più serio perché quel patrimonio non ha trovato un'adeguata valorizzazione e lo stesso Comune si è dimostrato carente di idee e di una coerente progettualità. Per questo è quanto mai urgente mettere in campo un reale piano di valorizzazione turistica, culturale e imprenditoriale che induca la Regione a non pensare alla pura e semplice alienazione. Non stiamo parlando – spiega - della Villa e del parco che in ogni caso dovranno trovare la giusta valorizzazione, ma degli altri beni che rischiano di essere alienati per la mancanza di iniziativa delle istituzioni preposte, privando la città di una parte importante del patrimonio storico, culturale e architettonico che il barone Franchetti volle lasciare ai suoi concittadini. Sarebbe davvero grave se al degrado dell'ex Ospedale, alla chiusura dei corsi di Villa Montesca e al trasferimento del Tribunale si aggiungesse ora anche la perdita di questi beni".

"È inaccettabile – spiega Dottorini - che la nostra comunità rischi di vedere svenduto un patrimonio inestimabile dal punto di vista sia economico che culturale e affettivo. Ci auguriamo che il Comune si risvegli dal torpore che caratterizza la sua azione politico-amministrativa ed elabori un progetto assieme a tutti i soggetti interessati, a partire da Regione e da Tela Umbra. È importante che questo avvenga in tempi rapidi e con modalità sostenibili e credibili, magari tenendo conto delle proposte sia private che sociali provenienti dal territorio. Il nostro contributo di impegno a favore del territorio – conclude - non verrà a mancare e, in presenza di un piano di autentica valorizzazione, l'amministrazione comunale potrà far conto su una nostra azione seria e determinata in seno al Consiglio regionale". RED/tb

Ultimo aggiornamento: 05/11/2013