(Acs) Perugia, 26 giugno 2014 - “La Giunta regionale riferisca in aula sul futuro dei 32 lavoratori dell'Isrim di Terni e si attivi per scongiurarne il fallimento”. È la richiesta di Sandra Monacelli, capogruppo dell'Udc nell'Assemblea legislativa dell'Umbria, seconda la quale “l'Istituto Superiore di Ricerca e Formazione sui materiali speciali per le tecnologie avanzate doveva rappresentare uno dei punti di forza sotto il profilo dell'innovazione della nostra regione e invece si è rivelato un altro pessimo esempio di gestione della cosa pubblica, avviato addirittura verso una procedura fallimentare. Mentre il Governo nazionale dichiara di voler puntare sull'innovazione e sulla ricerca, in Umbria purtroppo registriamo un'azione esattamente opposta”.
“La Regione Umbria – spiega Monacelli - in qualità di socio di maggioranza, dopo un suo lungo disinteresse che è stato concausa di questa situazione, come denunciato dai sindacati, si assuma prima di tutto la responsabilità della pessima gestione economica e si attivi immediatamente per scongiurare il fallimento. Oltre al danno economico e di immagine, sulla vicenda sono soprattutto coinvolti 32 ricercatori che da anni si sono fatti carico da soli di salvare l'istituto, attraverso il taglio degli stipendi e una situazione di grave disagio lavorativo. Tutto questo nel disinteresse dei soci pubblici. I lavoratori dell'Isrim, dopo mesi di appelli, sono stati costretti a rivolgersi al Prefetto per avere un incontro con gli enti pubblici che detengono la maggioranza delle quote”.
“La Giunta, attraverso Sviluppumbria – conclude Monacelli - faccia finalmente propria la deliberazione del Consiglio regionale che nel dicembre scorso, all'unanimità, aveva sollecitato l'Esecutivo a seguire il processo di liquidazione e risanamento; assicurare, in tempi brevi, il conseguimento di una soluzione che garantisca il mantenimento dell'intera forza lavoro; la prosecuzione delle attività di ricerca, sviluppo e di servizio alle imprese dell'Istituto”. RED/dmb