“Isolamento infrastrutturale dell’Altotevere: ottimizzazione e razionalizzazione dei servizi di mobilità urbana, extraurbana e ferroviaria”
Via libera dall’Assemblea legislativa a Proposta di risoluzione unitaria predisposta dalla Seconda commissione. La Giunta regionale viene impegnata a “istituire un tavolo tecnico tra Regione Umbria, Regione Toscana, società di gestione del TPL, RFI e Trenitalia per creare una ‘cabina di regia’ per l'integrazione tariffaria e l'ottimizzazione degli orari"
09 Apr 2026 15:35
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(Acs) Perugia, 9 aprile 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha dato il via libera con voto unanime dei presenti (18) ad una Proposta di risoluzione già condivisa in Seconda commissione in tema di ‘isolamento infrastrutturale dell’Altotevere: ottimizzazione e razionalizzazione dei servizi di mobilità urbana, extraurbana e ferroviaria’. Attraverso questo atto di indirizzo viene impegnata la Giunta regionale a: “istituire un tavolo tecnico tra la Regione Umbria, la Regione Toscana, le società di gestione del TPL, RFI e Trenitalia, al fine di creare una vera e propria ‘cabina di regia’ per l'integrazione tariffaria e l'ottimizzazione degli orari; valutare l’attivazione sperimentale di un servizio bus navetta rapido e cadenzato che colleghi direttamente Città di Castello (e l'Altotevere) alla stazione FS di Arezzo, con corse compatibili con gli orari dei treni a lunga percorrenza, attivo anche nei giorni festivi; promuovere l’attivazione dell’integrazione tariffaria tra i diversi vettori e le diverse regioni per la tratta Città di Castello-Arezzo via Sansepolcro, eliminando la duplicazione dei costi che penalizza attualmente gli utenti costretti a cambi di vettore, facendo seguito agli accordi precedentemente attivati tra le Province di Perugia e Arezzo e le Regioni Umbria e Toscana”.
Illustrando il documento, la presidente della Seconda commissione, Letizia Michelini (Pd-relatrice di maggioranza) ha ricordato che “questo atto di indirizzo trae origine dalla richiesta di un'audizione da parte dell'Associazione ‘Il Mosaico 2.0’ avanzata al fine di approfondire la tematica dell'isolamento infrastrutturale e dell'area dell'Altotevere. Dall’audizione è emersa una criticità storica del territorio Altotiberino, ossia quella dell'isolamento di un'area che conta circa 150mila abitanti fra Umbria e Toscana, un territorio che, nonostante la rilevanza strategica ed economica, soffre ancora di un sistema di trasporto pubblico frammentato e non competitivo. È emerso che, da un lato per un cittadino dell'Altotevere e la stazione di Arezzo rappresenta, per tempi di percorrenza, accessibilità ed economicità, il principale nodo di riferimento per l'alta velocità e le direttrici nazionali, dall'altro che i collegamenti attuali verso questo snodo sono quantitativamente insufficienti, privi di integrazione tariffaria tra i gestori e totalmente assenti nei giorni festivi. A questo riguardo, e in questo contesto, il comune di Città di Castello si è fatto più volte parte attiva nel sollecitare le istituzioni competenti per il superamento delle criticità infrastrutturali dei collegamenti di mobilità che interessano l'Altotevere, manifestando piena disponibilità a collaborare con la Regione e con gli altri soggetti istituzionali e i gestori dei vari servizi di trasporto al fine di individuare soluzioni operative efficaci e condivise. È interesse della Regione Umbria garantire servizi a tutti i territori e favorire l'attivazione di collegamenti diretti verso nodi ferroviari strategici già sperimentati in altri territori della regione. La Regione Umbria è recentemente intervenuta per risolvere una criticità strutturale del sistema di trasporto pubblico locale, introducendo l'integrazione tariffaria tra i servizi ferroviari e gli autobus extraurbani, consentendo ai titolari di abbonamento entrambi i mezzi sulle medesime tratte senza costi aggiuntivi, quindi caricandosi anche di un onere economico importante. Questo documento di indirizzo assume una particolare rilevanza di natura politica in quanto approvato all'unanimità dalla Commissione a testimonianza di una convergenza piena tra maggioranza e minoranza su un tema strategico per lo sviluppo e la coesione territoriale dell'Alto Tevere. Questa condivisione rafforza il valore dell'atto, ne evidenzia l'urgenza e l'importanza, ponendo le basi per un'azione coordinata ed efficace da parte della Giunta regionale”.
Enrico Melasecche (Lega-relatore di minoranza): “Stiamo affrontando un tema particolarmente complesso che interessa tutti i cittadini e quindi il futuro di ogni territorio dell’Umbria. Per questo occorre un approccio assolutamente pragmatico, concreto, legato a risultati fondamentali. Anche l'Alta Valle del Tevere reclama una propria permeabilità nei confronti dell'esterno. La precedente Giunta Tesei, di cui ho fatto parte, sul tema dei trasporti ha conseguito risultati importantissimi, fondamentali nella storia dei trasporti dell'Umbria. Non abbiamo mai avuto un approccio amministrativamente e politicamente ‘chiuso’ entro i confini regionali. In relazione agli interessi dell'Alta Valle del Tevere, in particolare Città di Castello, San Giustino ecc. eravamo già intervenuti in passato migliorando la situazione, soprattutto per gli studenti che vengono dalla Toscana a frequentare gli istituti d Città di Castello, come gli umbri che vanno invece in Toscana. Avevamo abbattuto il pagamento del doppio abbonamento perché diversamente gli studenti erano costretti a pagare il doppio abbonamento per gli autobus che venivano dall'Umbria, oltre agli autobus che venivano dalla Toscana, per l'andata ed il ritorno. L’Alta Valle del Tevere merita considerazione. Sempre in tema di trasporti ricordo che noi aprimmo alle richieste di tutti i Comuni del Trasimeno rispetto alla fermata a Terontola del Frecciarossa di Perugia riuscendo a conseguire, dopo molte ‘battaglie’ il risultato. In questo modo, oggi anche la Valdichiana usufruisce del Frecciarossa. Per il Frecciarosa di Perugia la Toscana non volle sapere di mettere alcuna risorsa. Stesso discorso per la provincia di Terni, Viterbo e Rieti, sembrava impossibile, ma con una forte azione diplomatica ottenemmo importanti risultati. Ma l'azione più importante è stata l’ottenimento della costruzione e l'acquisto, dei 12 treni da 200 Km/ora dell'Alstom, su cui Trenitalia aveva completamente rinunciato. Avemmo la garanzia da RFI e da Trenitalia che quei treni avrebbero consentito all'Umbria di rompere definitivamente l'isolamento. Chiediamo e pretendiamo dall'attuale Giunta che tutto il lavoro fatto nei cinque anni precedenti non vada disperso. Rispetto alla stazione dell’alta velocità la presidente Proietti e l’assessore De Rebotti dissero Creti poi, ora, sembra che abbiano cambiato idea che la Mediaetruria sia prevista in Toscana, in altro luogo. Vanno difesi gli interessi degli umbri. Il fatto che la direttissima passi per la Toscana non vuol dire che dobbiamo alzare bandiera bianca. Avevamo ottenuto un risultato fondamentale per l’Umbria ed ora questa Giunta per 200 litri al secondo dell’acqua di Montedoglio per il Trasimeno, forse da pagare, ha rinunciato ad un risultato come quello che avevamo raggiunto”.
Francesco De Rebotti (assessore): “Qualsiasi atto approvato all'unanimità dalla Commissione per me diventa un obbligo perseguire l’obiettivo posto. Questo aspetto importante riguarda l'Alta Valle del Tevere da prendere in giusta considerazione con l'augurio che la novità emersa ieri ci aiuti anche in questo percorso. Finalmente, dopo un anno è stato riconosciuto un approccio corretto, quello che sui servizi ferroviari, a partire dal servizio pubblico su ferro, le regioni escano dalla logica del singolo accordo quadro nel rapporto RFI - Regione senza conoscere o poter intervenire di concerto con le altre Regioni, facendo riferimento anche agli accordi quadro che le altre Regioni sottoscrivono. E quindi è il tempo che le Regioni abbiano un tavolo, un ambito, su cui, insieme a RFI/Trenitalia si creino le condizioni per cercare di risolvere problemi che si sono accumulati nel tempo e che riguardano soprattutto un ambito che viaggia normalmente sui tempi dei treni regionali, degli intercity o dei Frecciargento. Questi soggetti si chiamano ‘pendolari’, chi quotidianamente per studio, lavoro o per altri motivi sono costretti a prendere i nostri treni. La novità è che ieri abbiamo inaugurato questo tavolo con la Regione Lazio, Toscana e con RFI con il compito, entro un tempo limitato, di provare ad elaborare un modello di servizio che non sia soltanto quello umbro, ma che sia del centro Italia. A chi sale sui treni interessa avere la certezza dei tempi di arrivo e partenza. Il tavolo aperto con le altre Regioni dimostra che la volontà ormai è stata sopravanzata dagli atti, dipende da un fenomeno che si chiama ‘direttissima’ e che è ormai arrivato ad un livello di saturazione con cui necessariamente dobbiamo avere a che fare. C'è una delibera Art il cui riempimento alle regioni è affidato all'85% sulla direttissima, quindi per legge i nostri treni, quelli dell'accordo quadro solo all'85% possono entrare in direttissima. L'alternativa è quella della linea tradizionale. Oggi viene imposto, da regole del mercato europeo, che vanno sempre più riservati spazi ai treni a mercato. Oggi abbiamo il livello 85% su cui si costruiscono anche gli accordi quadro attuali. Ecco perché diventa fondamentale che le Regioni dialoghino e mettano insieme i pezzi operativi che hanno. Rispetto alla stazione dell’alta velocità siamo fortemente interessanti affinché si realizzi come pure siamo interessati al fatto che venga potenziato anche, ad esempio, e questo sarà oggetto di discussione anche insieme alle altre regioni, il polo ‘sud’, ad oggi quello di Orte che prevede una cosa differente da qualsiasi altro polo del nord, lì esci dalla direttissima, quindi è particolarmente complesso. Così come altre opzioni, che possono prevedere, attraverso una trasformazione di motrice, anche trasformazioni dei nostri treni che oggi fanno un servizio extra-regionale. Rispetto al documento che ci accingiamo a votare prendo assolutamente su di me l’obiettivo indicato. Penso che noi sul trasporto pubblico su ferro potremo essere in grado da una parte di tenere botta, dall'altro di migliorare un po' le condizioni che quotidianamente vivono i pendolari”. AS
