INFRASTRUTTURE PER LE TELECOMUNICAZIONI: VIA LIBERA DELLA II° COMMISSIONE AL DDL DELLA GIUNTA REGIONALE – SODDISFATTO L'ASSESSORE VINTI E IL PRESIDENTE CHIACCHIERONI. ASTENUTI I COMMISSARI DELL'OPPOSIZIONE

Via libera dalla Seconda Commissione, con l'astensione dei commissari dell'opposizione, al disegno di legge della Giunta regionale che detta 'Norme in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni'. Profonda e partecipata è stata l'analisi sui contenuti del testo che, come ha sottolineato lo stesso assessore alle Infrastrutture immateriali, Stefano Vinti, presente alla riunione, ha fatto proprie la quasi totalità delle proposte emerse nel corso dell'incontro partecipativo con i soggetti interessati alla materia. Le finalità della legge riguardano il riconoscimento, da parte della Regione, del diritto di tutti cittadini di accedere a internet, promuovendo per questo lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione al fine di assicurare la partecipazione attiva alla vita della comunità digitale.

Data:

05 Dic 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 5 dicembre 2013 – Con 3 voti favorevoli dei commissari di maggioranza (determinante quello del presidente Gianfranco Chiacchieroni) e 3 astenuti dell'opposizione, la Seconda Commissione consiliare ha dato il via libera, nella seduta di ieri, al disegno di legge della Giunta regionale che detta 'Norme in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni'.
Profonda e partecipata è stata l'analisi sui contenuti del testo che, come ha sottolineato lo stesso assessore alle Infrastrutture immateriali, Stefano Vinti, presente alla riunione, ha fatto proprie la quasi totalità delle proposte emerse nel corso dell'incontro partecipativo con i soggetti interessati alla materia.
Seppure i commissari di opposizione [Raffaele Nevi (FI), Massimo Mantovani (Ncd) e Alfredo De Sio (Fd'I)]  hanno riconosciuto “l'importanza della legge e la bontà degli obiettivi contenuti”, hanno mosso tuttavia alcune critiche alla parte del testo (“poco chiara”) concernente gli 'Interventi per la ricerca e l'innovazione in materia di telecomunicazioni'. Da qui, come hanno spiegato, il loro voto di astensione che, se verranno comunque accettati alcuni loro emendamenti che presenteranno in Aula, potrebbe anche diventare 'favorevole'.

Soddisfazione, per l'approvazione dell'atto legislativo, è stata invece espressa sia dall'assessore Vinti che dal presidente della Commissione Chiacchieroni. E se l'assessore ha tenuto a sottolineare come si tratti “della prima legge regionale in materia” e di una iniziativa che “afferma il diritto di  accesso alla rete ed ai servizi tecnologici di ciascun cittadino”, Chiacchieroni ha rimarcato come una legge specifica sulle 'reti' era attesa da 20 anni. “Oggi – ha detto – stiamo tagliando un grande traguardo perché mettiamo a disposizione dei cittadini uno strumento importantissimo sia dal punto di vista economico che sociale”.

Le finalità della legge, di fatto, riguardano il riconoscimento, da parte della Regione, del diritto di tutti cittadini di accedere a internet, promuovendo per questo lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione al fine di assicurare la partecipazione attiva alla vita della comunità digitale. Il diritto di accesso ad internet viene considerato quindi “fondamentale strumento di sviluppo umano e di crescita economica e sociale”.

I relatori in Aula saranno, per la maggioranza, lo stesso presidente della Commissione, Chiacchieroni, per la minoranza il consigliere Raffaele Nevi (FI).

L’articolato, composto da 28 articoli, è diviso in otto Capi: i primi tre riguardano la realizzazione delle infrastrutture per le telecomunicazioni, il quarto l’istituzione della banca dati regionale delle stesse infrastrutture, il quinto la ricerca in materia di telecomunicazioni, il sesto le sanzioni, il settimo le norme finanziarie, l’ottavo riguarda  norme transitorie e abrogazioni.

Di fatto, attraverso questa legge, la Regione mira alla diffusione ed utilizzo delle infrastrutture, al coinvolgimento di soggetti pubblici e privati per adeguate sinergie di utilizzo  delle potenzialità, alla centralità della programmazione e pianificazione circa le infrastrutture per le telecomunicazioni, alla definizione di linee guida e criteri generali per le procedure autorizzative.
Viene trattato l’aspetto relativo alle infrastrutture ed agli impianti radioelettrici (telefonia mobile) e la diffusione del segnale radiotelevisivo (dopo il passaggio alla tecnica digitale). La Regione, nel Documento annuale di programmazione 2012-2014, ha già riconosciuto che il superamento del digital divide rappresenta uno dei principali indicatori del grado di competitività di un territorio.

Lo strumento di programmazione triennale in materia è il Piano Telematico regionale (approvato dal Consiglio regionale) che stabilisce le strategie per la rete pubblica regionale. Il Piano viene reso operativo attraverso il programma annuale di attuazione (approvato dalla Giunta).

La Regione assicurerà  un corretto utilizzo del sottosuolo agevolando e coordinando la realizzazione di infrastrutture per la distribuzione dei servizi a rete, con particolare riferimento alla posa in opera della fibra ottica, mentre ai Comuni ed alle Province spetterà il compito, nell’approvazione dei loro regolamenti per l’uso del sottosuolo, di rispettare le linee guida regionali che saranno emanate dalla Giunta regionale. Di rilevante importanza, oltre alla previsione di procedure e regolamenti omogenei, sarà la messa a punto del Catasto regionale delle reti e di una specifica banca dati, oltre che della Consulta regionale per le telecomunicazioni quale strumento di confronto sull'applicazione e sull'eventuale aggiornamento delle normative.

In un apposito articolo viene ribadita la competenza regionale sull'espressione del parere circa i Piani di assegnazione  delle frequenze, predisposti dall'Adalrico. Particolare attenzione viene quindi riservata all’innovazione tecnologica del sistema radiotelevisivo locale ed agli interventi per la ricerca in materia di telecomunicazioni. Sono previste infatti una serie di azioni, sostenute da un apposito fondo nel bilancio regionale, finalizzate alla promozione della ricerca, dell'innovazione e dell’alta formazione, da realizzarsi attraverso accordi, intese e convenzioni con le Università, con la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica e con enti di ricerca pubblici e privati. AS/

Ultimo aggiornamento: 05/12/2013