(Acs) Perugia, 19 gennaio 2011 - “Quali azioni intende mettere in atto la Giunta regionale, nel rispetto dei tempi previsti, ed ormai drammaticamente superati, per la realizzazione dei lavori della direttrice Perugia-Ancona e a tutela della comunità regionale, vera vittima delle tante lungaggini burocratiche”. Lo chiede, attraverso una interrogazione urgente, il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli che ricorda come, “nello scorso mese di marzo l'Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'esito dell'aggiudicazione della gara per la costruzione della variante alla strada statale 318 nel tratto compreso tra Valfabbrica e Casacastalda, lavoro già iniziato ed interrotto nel 2007 a causa di un contenzioso con l’impresa appaltatrice che aveva portato alla rescissione del contratto. Lo scorso 13 gennaio 2011 il Tar ha annullato la gara d'appalto, vinta dalla società Carena per il completamento del tratto suddetto, frenando ancora per chissà quanto i lavori sul braccio della Quadrilatero oggetto, sembra, di maledizione. Gli interventi, oggetto dell’appalto, - continua Monacelli - consistono nel completamento dell’opera avviata per un tratto di circa 4 chilometri e includono l’ultimazione dello scavo della galleria 'Picchiarella', la realizzazione di un’altra galleria di circa 300 metri e di 6 viadotti in parte già realizzati. Dal gennaio 2009, con l’obiettivo dichiarato di completare entro il 2012 la realizzazione della quattro corsie nel tratto Pianello-Valfabbrica, sono stati aperti i cantieri”.
L'esponente centrista ricorda quindi l'incontro, “il 18 gennaio scorso, tra il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, l'Assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Viventi e il Presidente della Quadrilatero spa Fausto Galia, che ha avuto ad oggetto la difficile situazione che sta vivendo in queste ore la BPT (Baldassini Tognozzi Pontello), azienda che fa parte dell'associazione temporanea di imprese Dirpa, contraente generale per i lavori del Quadrilatero Marche-Umbria, la quale si è aggiudicata l'appalto per uno dei maxilotti dell'infrastruttura, disagi che caratterizzano l'azienda in questione e che rappresentano un concreto rischio per la realizzazione e la continuità dei lavori”.
Per Sandra Monacelli “è apprezzabile l'iniziativa promossa dalle comunità locali coinvolte con lo scopo di raccogliere firme da inviare al Presidente della Repubblica, affinché intervenga in prima persona sulla storia infinita della 'Perugia-Ancona', che rappresenta un chiaro sintomo di determinazione nel continuare a scuotere le stanze del potere sempre più sorde di fronte al richiamo delle numerose iniziative intraprese negli ultimi tempi, sia dalla popolazione che dalle istituzioni locali, per far sì che i lavori di questa infrastruttura possano finalmente essere conclusi”.
Monacelli si dice preoccupata perché “l'eventuale e probabile ricorso dell'Impresa Carena al Consiglio di Stato, un iter che comporterebbe già di per sé un procedimento di almeno 12 mesi, qualora ottenesse un responso positivo permetterebbe la ripresa dei lavori, ma nel caso in cui fosse negativo si dovrebbero avviare le procedure per bandire una nuova gara d'appalto, che significherebbe almeno un altro anno di fermo dei lavori. Anche l'impresa che sta lavorando sul tratto Valfabbrica–Pianello – osserva - sconta enormi difficoltà economiche e finanziarie, che potrebbero portare, di qui a breve, al blocco dei lavori anche di quel tratto. È del tutto evidente – spiega il capogruppo Udc - che le implicazioni del provvedimento del Tar produrranno effetti sull'esecuzione dell'opera, che potevano essere evitati mettendo in campo il buon senso, mancato del tutto negli anni passati da parte delle istituzioni e dell'Anas, la quale, scegliendo di non trattare con la precedente ditta, ha aperto un contenzioso nel quale si sono innescate disastrose conseguenze”.
Per Sandra Monacelli, in sostanza, “il completamento della Perugia-Ancona rappresenta per il nostro territorio una priorità assoluta, in quanto infrastrutture moderne che consentano rapidi collegamenti verso i due mari sono prerogativa indispensabile per la crescita economica dell'Umbria, cuore dell'Italia mediana e cerniera del Paese, che patisce storicamente un pesante deficit infrastrutturale aggravato dalla pesantezza di una crisi che abbiamo, in primis, il dovere di non sottovalutare, arginando le sue inevitabili ripercussioni attraverso gli strumenti che ci sono concessi dal ruolo istituzionale che ricopriamo. È inammissibile – conclude - la prassi di investire milioni di euro per realizzare opere che non si concludono mai”. RED/as