Indirizzi strategici per l’attuazione e la riprogrammazione dei Fondi europei 2021–2027 a sostegno dello sviluppo, del lavoro e della coesione sociale in Umbria”
Via libera dall’Aula (voto contrario dell’opposizione) alla mozione della maggioranza, prima firmataria Letizia Michelini (Pd)
21 Mag 2026 18:46
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(Acs) Perugia, 21 maggio 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha dato il via libera con 12 voti favorevoli della maggioranza e 7 contrari dell’opposizione ad una mozione promossa dai consiglieri di maggioranza Letizia Michelini (prima firmataria), Cristian Betti, Francesco Filipponi, Stefano Lisci, Maria Grazia Proietti Pd), Fabrizio Ricci (Avs), Luca Simonetti (M5S), Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp) concernente gli “Indirizzi strategici per l’attuazione e la riprogrammazione dei Fondi europei 2021–2027 a sostegno dello sviluppo, del lavoro e della coesione sociale in Umbria”.
Attraverso questo atto la Giunta regionale viene impegnata a: “Confermare l’utilizzo dei Fondi europei come asse portante delle politiche regionali, rafforzando il ruolo della Regione Umbria come soggetto pubblico di indirizzo e coordinamento dello sviluppo economico e sociale; garantire la continuità del cofinanziamento regionale, quale condizione imprescindibile per la piena attuazione dei Programmi FSE+ e FEASR e per la tutela degli interessi delle comunità umbre; proseguire nel percorso di riprogrammazione del PR FSE+, già deliberato tra febbraio e marzo, orientando le risorse verso interventi strutturali su lavoro, istruzione, inclusione e servizi, riducendo la frammentazione degli strumenti e semplificando l’accesso alle misure per cittadini e imprese; sostenere con priorità: l’occupazione stabile e di qualità, in particolare per giovani e donne; il diritto allo studio e l’accesso universale ai servizi educativi; i servizi per l’infanzia e la conciliazione vita-lavoro; i percorsi di formazione e riqualificazione legati ai fabbisogni produttivi e territoriali; valorizzare il FEASR quale leva strategica per la competitività dell’agricoltura umbra, la sostenibilità ambientale e lo sviluppo delle aree rurali e interne; garantire un costante confronto con l’Assemblea legislativa, riferendo periodicamente sullo stato di avanzamento della spesa, sugli impatti occupazionali e sociali degli interventi finanziati e sugli esiti della riprogrammazione”.
Illustrando l’atto, Michelini ha evidenziato che “la Politica di Coesione dell’Unione europea rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre le disuguaglianze territoriali, rafforzare i diritti sociali, sostenere l’occupazione e accompagnare le transizioni ecologica e digitale. La Regione Umbria è chiamata a svolgere un ruolo attivo e responsabile nell’utilizzo delle risorse europee, orientandole verso obiettivi di crescita equa, inclusiva e sostenibile, in coerenza con i valori e le priorità del Pilastro europeo dei diritti sociali. Nell’attuale ciclo di programmazione 2021–2027, l’Umbria dispone di risorse rilevanti attraverso il Programma Regionale FSE e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che costituiscono una leva decisiva per il rilancio del sistema economico e sociale regionale. La nuova fase di governo regionale ha assunto fin dall’inizio una chiara scelta politica di responsabilità, garantendo il cofinanziamento regionale necessario all’attuazione dei programmi europei, superando le criticità ereditate e mettendo la Regione nelle condizioni di non perdere risorse fondamentali per il territorio; in assenza di tale scelta, la Regione Umbria avrebbe rischiato di rinunciare a quasi mezzo miliardo di euro di investimenti europei, con un impatto negativo su lavoro, servizi, inclusione sociale e competitività del sistema produttivo. Grazie al cofinanziamento assicurato, è stato possibile attivare 155 milioni di euro di interventi FSE nel sociale, nell’istruzione e nel lavoro, e rafforzare in modo significativo la dotazione del FEASR, portandola complessivamente a 326 milioni di euro per lo sviluppo rurale e agricolo regionale. ll Programma Regionale (P.R.) FSE 2021–2027, con una dotazione complessiva di 289,7 milioni di euro, ha registrato nel 2025 una netta accelerazione, raggiungendo i target di spesa previsti e coinvolgendo oltre 46.000 cittadine e cittadini umbri, tra lavoratori, studenti, famiglie, giovani e imprese. La Giunta regionale ha avviato un percorso di riprogrammazione del PR FSE+, finalizzato a rendere gli interventi più semplici, efficaci e aderenti ai bisogni reali delle persone e dei territori, rafforzando istruzione, inclusione sociale e politiche attive del lavoro, anche in vista della conclusione delle misure straordinarie del PNRR. La riprogrammazione conferma e rafforza il rispetto degli obiettivi europei, anche stanziando risorse aggiuntive a favore di donne, famiglie, diritto allo studio e servizi educativi e destinando, in particolare: il 34,9% delle risorse all’inclusione sociale, superando ampiamente il minimo UE; il 16,8% all’occupazione giovanile, superando ampiamente il minimo UE. L’impostazione della programmazione regionale dei fondi europei pone al centro: la qualità e stabilità del lavoro, anche attraverso incentivi alla stabilizzazione dei contratti precari; il diritto allo studio come leva di uguaglianza e mobilità sociale, con misure strutturali su borse di studio e trasporto scolastico e universitario; il rafforzamento dei servizi per l’infanzia e per le famiglie, indispensabili per sostenere l’occupazione femminile e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; l’inclusione delle persone più fragili e il contrasto alle nuove e vecchie povertà, anche tramite progetti di autonomia e vita indipendente. Sul versante agricolo e rurale, il FEASR rappresenta uno strumento strategico per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, innovativo e attento alla coesione territoriale, sostenendo le imprese agricole, i giovani agricoltori, le aree interne e i servizi essenziali per le comunità rurali”.
Interventi:
Laura Pernazza (capogruppo FI): “Nelle considerazioni iniziali contenute nell’atto viene fatta una rappresentazione che non è reale rispetto a quanto ereditato. Ci sono i passaggi nelle premesse non condivisibili. In ogni occasione questa maggioranza prende le distanze da quanto fatto precedentemente come fosse il male assoluto. La precedente amministrazione regionale è riuscita ad intercettare risorse grazie anche al grande lavoro fatto sul Csr, anche con fondi recuperati da altre Regioni che non erano riuscite a spendere. Non siamo noi oggi a lamentare che le imprese agricole hanno una chiara ed evidente necessità di liquidità che non state assicurando. Lo testimoniano anche attraverso manifestazioni fin davanti alla sede della Regione. La narrazione utilizzata nelle premesse a questo atto non la riteniamo né corretta, né veritiera e quindi non è per noi accettabile il documento. Mi piace ricordare infine che le riprogrammazioni che avete fatto sui fondi europei e sell’Fse+ non ci hanno visto condividere molte vostre scelte”.
Tommaso Bori (assessore bilancio): “È un documento che ci permette di fare un punto sui fondi europei. Quando ci siamo insediati abbiamo fatto una scelta di responsabilità. Abbiamo trovato una situazione in cui i principali programmi comunitari non erano stati cofinanziati, o lo erano in maniera del tutto insufficiente. L'unico cofinanziamento preesistente era quello destinato al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), pari a circa 61 milioni di euro di risorse del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc). Questo è stato un cofinanziamento doveroso e di semplice reperimento, poiché reso possibile dai fondi provenienti dal Governo tramite l'Accordo per la Coesione. La vera scelta politica, ha riguardato il resto dei fondi: senza un nostro intervento immediato, l’Umbria avrebbe rischiato di rinunciare a quasi mezzo miliardo di euro di investimenti europei. Abbiamo dovuto garantire dal bilancio regionale i 28 milioni essenziali per sbloccare il Fondo sociale europeo Plus (Fse+) e abbiamo stanziato quasi 52 milioni per il Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr) nel triennio. Non perdere queste risorse era la condizione imprescindibile per tutelare il lavoro, l'inclusione e la competitività del nostro sistema produttivo. Oggi, grazie a quello sforzo, possiamo dire che la strategia di attivazione sta procedendo con forza e con una visione nuova, frutto di una profonda riprogrammazione. Un processo complesso che richiede passaggi rigorosi per la sua validazione: la consultazione del Comitato di sorveglianza per un parere vincolante e l'invio alla Commissione europea per la decisione finale. Partiamo dal Fse+, che prevede una dotazione complessiva di quasi 290 milioni di euro. Abbiamo raggiunto i target di spesa previsti per il 2025, mettendo al riparo le risorse. Abbiamo riprogrammato gli interventi per rispondere ai bisogni reali. Questa nostra proposta di riprogrammazione ha già ottenuto il parere positivo del Comitato di sorveglianza lo scorso 7 aprile 2026. Abbiamo adeguato le politiche attive del lavoro in vista della chiusura del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del programma Garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol), garantendo continuità con 17 milioni per qualificazione, tirocini e profili ad alta specializzazione. La nostra bussola è la coesione sociale: stiamo investendo 12 milioni di euro per ridurre il divario occupazionale tra uomini e donne e abbiamo destinato risorse strutturali per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Non lasciamo indietro i più fragili: con la riprogrammazione abbiamo incrementato di 8 milioni i progetti di Vita Indipendente per le persone con disabilità, portando la dotazione a oltre 15 milioni di euro per sostenere centinaia e centinaia di persone della nostra regione. E sul diritto allo studio, vera leva di uguaglianza, abbiamo stanziato 10,4 milioni per abbattere i costi degli abbonamenti di trasporto per 40mila studenti e 36,5 milioni per borse di studio, residenze e mense. Passando al Fesr, parliamo di una dotazione di oltre 523 milioni di euro. Anche qui abbiamo raggiunto il target di spesa del 2025 e, ad oggi, abbiamo già programmato oltre il 78 per cento delle risorse. Con la Revisione di medio termine (Mtr) abbiamo impresso una svolta fondamentale per modernizzare l'Umbria. Abbiamo consolidato la Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (Step) con oltre 31 milioni di euro per sostenere le tecnologie digitali, le biotecnologie e le tecnologie pulite, puntando a rafforzare la grande impresa in sinergia con le nostre Piccole e medie imprese (Pmi). E in risposta al crescente disagio abitativo, abbiamo fatto una scelta coraggiosa inserendo per la prima volta l'Housing sociale e sostenibile, destinandovi 20 milioni di euro. Un intervento strategico che ha concluso con successo tutto l'iter di valutazione, ottenendo il parere positivo del Comitato di sorveglianza il 4 febbraio 2026 e la decisione finale favorevole della Commissione europea il 4 marzo 2026. È una risposta concreta alle giovani coppie e alle famiglie in difficoltà economica. Non dimentichiamo poi le imprese: il 2026 vedrà l'attivazione di tutte le misure per fronteggiare la crisi energetica, supportando le aziende nella transizione verso fonti rinnovabili e cicli produttivi efficienti, che si affiancano ai 41 milioni per ricerca e innovazione e ai 40 milioni per la competitività delle Pmi. Infine, voglio evidenziare lo straordinario lavoro fatto sul Feasr. Questo fondo è vitale per un territorio come il nostro: con il cofinanziamento regionale, che vale nel triennio oltre 52 milioni di euro, diamo copertura a interventi che attivano tutte le misure del programma per assicurare una dimensione importante alle politiche per lo sviluppo rurale. La dotazione del Feasr è infatti di circa 532 milioni. Abbiamo sbloccato investimenti enormi: oltre 90 milioni a sostegno diretto delle aziende agricole per dare forza alle nostre produzioni. Stiamo investendo sul futuro e sul ricambio generazionale, portando a 13 milioni le risorse per i giovani agricoltori, garantendo 70mila euro a 200 ragazze e ragazzi che scelgono di lavorare la nostra terra. Stiamo accompagnando la transizione verso una produzione di cibo più sano e sostenibile con 40 milioni sbloccati per l'agricoltura biologica. E non dimentichiamo che lo sviluppo rurale è anche sviluppo del territorio nel suo complesso: abbiamo attivato 25 milioni per il turismo lento, le ciclovie e i percorsi escursionistici, e 16,5 milioni per tutelare la nostra risorsa idrica. In conclusione, la Giunta accoglie pienamente gli impegni richiesti da questa mozione. Confermiamo l’utilizzo dei fondi europei come asse portante delle nostre politiche. Garantiremo la continuità del cofinanziamento regionale perché è l'unico modo per tutelare gli interessi delle nostre comunità. Stiamo riducendo la frammentazione per semplificare l'accesso a cittadini e imprese, consapevoli che politiche di welfare solide e universali, unite al sostegno all'innovazione, rendono la nostra Umbria più competitiva, attrattiva e, soprattutto, più giusta.
L’assessore Bori ha quindi illustrato nel dettaglio la suddivisione dei fondi:
Housing Sociale - Costo sostenuto: 20 milioni di euro investiti tramite la riprogrammazione dei fondi FESR. Numero di beneficiari: Il piano prevede la ristrutturazione di 700 appartamenti per offrire soluzioni abitative di qualità, efficienti dal punto di vista energetico e socialmente inclusive in risposta al crescente disagio abitativo.
Abbonamento al Trasporto Pubblico per Studenti. Costo sostenuto: 10,4 milioni di euro di investimento totale. Numero di beneficiari: 40mila studenti (scolastici e universitari). Grazie a questa misura, il costo annuale dell'abbonamento viene ridotto a 90 euro (invece di oltre 200 euro, pari a circa 0,24 euro al giorno), garantendo un risparmio medio di circa 250 euro a studente.
Voucher e Sostegni per Lavoratori (Giovani, Inoccupati, Disoccupati): Gli interventi in questo ambito si dividono in diverse misure specifiche - Prima qualificazione per i giovani: A fronte di un investimento di 3 milioni di euro, la misura permetterà di qualificare 1000 giovani (il costo unitario medio per la formazione è stimato in 3.000 euro).
Qualificazione e riqualificazione disoccupati: Sono stati stanziati 17 milioni di euro aggiuntivi (che includono tirocini per i giovani, interventi post-GOL e formazione per profili ad elevata qualificazione) destinati a 7mila disoccupati.
Programma GOL: Sostenuto da un fondo complessivo di 66,1 milioni di euro, ha già registrato 54.953 beneficiari (superando il target previsto di 44.497), dei quali 14.226 lavoratori formati. Bando Incentivi all'Assunzione 2025: Con un valore di 15 milioni di euro, la misura conta 1.550 domande ammissibili, di cui 623 già finanziate per supportare l'occupazione.
Sostegni a Persone con Disabilità. Costo sostenuto: La dotazione finanziaria complessiva per queste misure ammonta a 15,2 milioni di euro, raggiunta grazie a un recente incremento di fondi pari a 8 milioni di euro. Numero di beneficiari: Vengono sostenute oltre 500 persone con disabilità, attraverso interventi mirati all'estensione dei progetti di vita indipendente e al supporto per la domiciliarità. AS
