IMPIANTO BIOGAS PANICALE: “CONTRARIO ALLA COSTRUZIONE. QUELL'IMPIANTO È UNA FOLLIA DOVE L'ASSESSORE ROMETTI HA MESSO LO ZAMPINO” - PER BRUTTI (IDV) “SI È ANCORA IN TEMPO PER FERMARE QUESTO NUOVO SCEMPIO”

Il consigliere regionale dell'Italia dei Valori, Paolo Brutti nel definire l'impianto a biogas nei pressi di Panicale “una spudorata speculazione di chi vuol fare impresa attraverso le facilitazioni governative”, punta il dito sull'assessore regionale all'Ambiente Silvano Rometti per aver “fatto retromarcia (da 500 a 300 metri) sulle distanze da tenere tra impianto e centro urbano”. Per Brutti va anche “assolutamente bocciata l'idea di fare energia tramite i liquami provenienti dagli allevamenti, per l'assenza di maxistalle limitrofe, il che significa, tra l'altro, centinaia di camion carichi di letame costretti a fare avanti e indietro lungo la strada del Trasimeno. La Regione - rimarca Brutti - deve chiedere l'applicazione scrupolosissima di tutte le normative e vigilare su ogni singolo passaggio procedurale”.

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27 Lug 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 27 luglio 2012 - “Sia chiaro a tutti. Basta con i cacciatori di incentivi e basta con i progetti che deturpano il nostro territorio ammantandosi di ecologismo. L'impianto a biogas nei pressi di Panicale è una spudorata speculazione di chi vuol fare impresa attraverso le facilitazioni governative”. Così il consigliere regionale Paolo Brutti (IdV) che aggiunge: “Spiace anzitutto constatare, alla luce delle molteplici richieste di autorizzazione inoltrate di recente, che risulta finalmente chiaro il senso della retromarcia operata dall'assessore regionale all'Ambiente Rometti sulle distanze da tenere tra impianto e centro urbano. A voler essere benevoli la riduzione da cinquecento a trecento metri è stata quantomeno un incoraggiamento inopportuno. Ancora - prosegue -, i proprietari dell'impianto di Casalini, nel comune di Panicale intenderebbero fare energia tramite i liquami provenienti dagli allevamenti”.

Per Brutti “l'idea va assolutamente bocciata, anzitutto per l'assenza di maxistalle limitrofe, il che significa centinaia di camion carichi di letame costretti a fare avanti e indietro lungo la strada del Trasimeno, poi perché i liquami sono sostanze altamente impattanti, da trattare scrupolosamente e da sigillare ermeticamente, come prescrive il regolamento firmato dallo stesso Rometti, in modo da evitare il ristagno e il propagarsi di una puzza che potrebbe infestare buona parte del Trasimeno. È sbalorditivo – rimarca l'esponente regionale dell'IdV - che esistano sindaci convinti che la saltuaria e occasionale mano d'opera necessaria all'impianto comporti una forma di crescita per un territorio di pregio come tutta la zona che si affaccia sul Trasimeno. Come se Bettona non avesse insegnato niente”.

La Regione - rimarca Brutti - deve chiedere l'applicazione scrupolosissima di tutte le normative e vigilare su ogni singolo passaggio procedurale. Per quanto riguarda l'Italia dei Valori – conclude -, i comitati locali avversi al progetto avranno in noi un sostegno fermo e determinato all'interno delle istituzioni. Si è ancora in tempo per fermare questo nuovo scempio”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 27/07/2012