IMPIANTI A BIOMASSE: “È QUESTA LA 'GREEN ECONOMY' O SIAMO DI FRONTE AD OPERAZIONI SPECULATIVE DI INTERESSE PRETTAMENTE PRIVATISTICO CHE GUARDANO AI CONTRIBUTI?” - LE RIFLESSIONI DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) affida ad una nota alcune sue riflessioni circa la proliferazione di impianti a biomasse. L'esponente comunista si domanda quindi se sia questa la Green economy che lui stesso ha sostenuto oppure “se siamo di fronte a qualche operazione speculativa di interesse prettamente privatistico che non guarda all'ambiente ed interessi generali, ma ai contributi”. Rammaricandosi per non poter essere al Corteo di protesta organizzato da un Comitato di Avigliano e ricordando di aver preso parte comunque a molte altre analoghe iniziative, Goracci torna a sollecitare l'Esecutivo regionale e la maggioranza a prendere posizione sottolineando che “il proliferare di questi impianti è socialmente pericoloso, specialmente in una fase dove la legislazione nazionale  apre fronti assurdi ed antieuropei sulle modalità di smaltimento dei rifiuti, rendendo di fatto questa tipologia di impianti pienamente utilizzabile”.

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15 Nov 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 15 novembre 2012 - “Ma è questa la 'Green Economy' che anche io ho sostenuto o siamo di fronte a qualche operazione speculativa di interesse prettamente privatistico che non guarda all'ambiente ed interessi generali, ma ai contributi?”. Se lo chiede il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) evidenziando come questa, sia “una domanda espressa alla presidente della Giunta regionale nella mia interrogazione del 1 ottobre, ma alla quale non ho ricevuto ancora risposta. Se ciò fosse vero – spiega il consigliere Comunista - allora significherebbe che il 'Cuore Verde' d'Italia  diverrà una 'groviera' di impianti che non solo non saranno al servizio delle aziende agricole, ma di 'Green' non avranno nulla, anzi, altro non saranno che un irreparabile danno e pericolo (che nessuno esclude in forma assoluta) per la salute delle persone e anche la qualità dell'ambiente circostante”.

Goracci si rammarica quindi perché non potrà essere presente fisicamente al 'Corteo di protesta' organizzato dal Comitato per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini di Avigliano Umbro per sabato 17 novembre, tuttavia tiene a ribadire le sue opinioni al riguardo. “Ho preso parte – ricorda - a diverse iniziative indette da comitati di cittadini che contestano con forza la scelta dell'attivazione di impianti a biogas e a biomasse: una a Costacciaro, due volte a Fossato di Vico e successivamente, a distanza di pochi giorni, ho partecipato attentamente all'incontro organizzato a S. Egidio. Ho portato avanti diversi interventi – tiene a ricordare - con interrogazioni, lettere aperte al presidente della Giunta regionale e svariati comunicati stampa per quanto concerne la scelta della Regione di persistere con la delibera 494, atto che implica non solo l'assurdo abbattimento delle distanze dai centri abitati, che supera il concetto di 'filiera corta', ma anche e sopratutto che tutto può essere portato nella nostra regione da ogni dove”.

Goracci invita “tutto l'Esecutivo regionale e la maggioranza, capaci di scelte 'geniali' su elezioni dei vertici istituzionali, a riflettere sul proliferare di questi impianti, socialmente pericoloso specialmente in una fase dove la legislazione nazionale con il decreto Clini apre fronti assurdi ed antieuropei sulle modalità di smaltimento dei rifiuti, rendendo di fatto questa tipologia di impianti pienamente utilizzabile. Sosterrò – assicura - qualsiasi manifestazione indetta da parte dei cittadini, che altro non sono che i detentori esclusivi della sovranità popolare (aspetto che le istituzioni a volte tendono a dimenticare), che si oppone alla realizzazione di impianti combustibili a biomasse e per produrre biogas tutti insieme, quasi di nascosto e senza la partecipazione dei cittadini. Nessuno mi convincerà – precisa - che ci siano degli improvvisi 'impazzimenti', se la gente ha paura dobbiamo aprire il confronto e non accelerare le autorizzazioni. Questo vale ancor di più – commenta Goracci - dopo che sabato 10 novembre a Perugia tutti i comitati dell'ambiente umbri hanno definito un percorso (che giudico utile e positivo) nel quale la Regione non può decidere di essere il bersaglio, addirittura più del Governo, ma dovrà essere protagonista per cercare risposte utili e condivise. Se non ci sarà questa volontà, per quanto mi riguarda – conclude -, non ci saranno dubbi sullo stare a fianco dei cittadini che senza alchimie e tatticismi scelgono una strada precisa, coinvolgendo migliaia di persone per cause sicuramente nobili”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 15/11/2012