IMPIANTI BIOGAS E BIOMASSE: “È NECESSARIO UNO STOP E UNA RIVISITAZIONE DELLE SCELTE FINO AD OGGI COMPIUTE” - LETTERA APERTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO) A PRESIDENTE MARINI E ASSESSORE ROMETTI

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) ha inviato una lettera aperta alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e all'assessore all'ambiente Silvano Rometti sulla questione relativa alla realizzazione di impianti a biogas e a biomasse. Goracci scrive di condividere le perplessità e la preoccupazione di “migliaia di cittadini che contestano con forza tali scelte” e chiede quindi ai due esponenti dell'Esecutivo il ritiro della delibera di Giunta “'494/2012', e il congelamento della situazione attuale bloccando l'iter autorizzativo di tutte le richieste fino a oggi avanzate. Il consigliere di maggioranza sollecita quindi la rapida l'attivazione di un confronto con i Comuni e i Comitati al fine di capire “cosa sia più utile all'Umbria e ai suoi cittadini”.

Data:

10 Ott 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 10 ottobre 2012 - Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) ha inviato una lettera aperta alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e all'assessore all'Ambiente Silvano Rometti sulla questione relativa alla realizzazione di impianti a biogas e a biomasse. Goracci scrive di condividere le perplessità e la preoccupazione di “migliaia di cittadini che contestano con forza tali scelte” e chiede quindi ai due esponenti dell'Esecutivo il ritiro della delibera di Giunta “'494/2012', e il congelamento della situazione attuale bloccando l'iter autorizzativo di tutte le richieste fino a oggi avanzate. Il consigliere di maggioranza sollecita quindi la rapida attivazione di un confronto con i Comuni e i Comitati al fine di capire “cosa sia più utile all'Umbria e ai suoi cittadini”.

 

Di seguito il testo integrale della lettera del consigliere Goracci:
 

Sig. Presidente, Sig Assessore,
 

ho partecipato a diverse iniziative indette da comitati di cittadini che contestano con forza la scelta dell'attivazione di impianti a biogas e a biomasse. Parliamo di centinaia (si può tranquillamente dire anche migliaia) di persone di tutte le idee politiche, appartenenti alle categorie sociali più disparate e non certo di ristrette minoranze oscurantiste o portatrici di 'interessi' particolari (che non escludo aprioristicamente, ma che certamente sono pochissima cosa rispetto alla grande maggioranza che ha paura ed è preoccupata per la salute).

Non vanno sottaciute certo le preoccupazioni sul perché, qui ed ora, in Umbria c'è questo anomalo proliferare di richieste di impianti di tale genere e... guarda caso, sembra una pubblicità, si fermano tutti a 999. In una fase dove la legislazione nazionale (decreto Clini) apre fronti assurdi ed antieuropei su come disfarsi dei rifiuti, l'Umbria è inserita in progetti per le biomasse di diverse regioni europee poco chiari.

La paura per la salute e la qualità della vita non può che essere un riferimento imprescindibile, a maggior ragione quando le cose sono calate dall'alto senza confronti e partecipazione. Il 'Cuore Verde' d'Italia diviene una 'groviera' di impianti che non sono al servizio delle aziende agricole, ma al servizio di qualche forma un po' speculativa.

Non è che il mio parere abbia chissà quale peso politico per invertire tendenze e scelte, ho consapevolezza della mia 'debolezza', ma in qualità di consigliere regionale di maggioranza che vi sostiene, dico che vorrei farlo in maniera convinta e su questo argomento è proprio difficile e per quanto mi riguarda impossibile condividere scelte che mettono in difficoltà Comuni e Sindaci e ci fanno essere bersaglio dei cittadini.

Sono già stati presentati in Consiglio regionale atti sull'argomento a partire dalla mia interrogazione del 14 marzo 2011, atto n. 392; da quella del 1 agosto 2012, atto n. 954 ed infine dalla recente interrogazione del 1 ottobre 2012, atto n. 1009. Anche altri colleghi di maggioranza hanno proposto atti in Consiglio Regionale che chiedono la scelta del ritiro della delibera 494, che oltre all'assurdo abbattimento delle distanze apre la breccia per superare il concetto di 'filiera corta' e tutto può essere portato nella nostra Regione da ogni dove. Questo gesto da parte Vostra sarebbe un segnale positivo importante.

Io mi permetto di sollecitarvi ad andare oltre: ritiro della delibera sopra detta e congelamento della situazione attuale bloccando l'iter autorizzativo di tutte le richieste fino a oggi avanzate per attivare subito un confronto con Comuni, Comitati al fine di capire cosa sia più utile all'Umbria e ai cittadini della nostra regione, mettendo bene in chiaro i nostri programmi sul piano energetico e sul piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti. Senza questa chiarezza i dubbi, le incertezze, le preoccupazioni, i "sospetti" rimarranno, come pure la forte ostilità dei cittadini.

I progetti che fino ad ora hanno scatenato una fortissima reazione popolare poco o niente portano alle comunità coinvolte, molto agli imprenditori che puntano tutto sugli incentivi e che candidamente riconoscono che senza quelli non sarebbero interessati a realizzare quei tipi di impianti.

E' difficile capire perché dobbiamo farci male da soli. Forse essendoci già tanto 'male' intorno (senza metterci quello 'personale'), io non posso che dissociarmi da scelte delle quali ad oggi non riesco a vedere un briciolo di positività.

Confido nel fatto che anche da parte Vostra possa esserci la disponibilità e volontà a rivedere queste scelte. Quando si verifica che le scelte non sono "positive" come magari si pensava, è segno di intelligenza politica saper fare adeguati passi indietro”. RED/tb

Ultimo aggiornamento: 10/10/2012