(Acs) Perugia, 8 ottobre 2026 - “Ieri, con l’evento ‘Genera Umano’ è stata avviata la Scuola regionale di innovazione e generatività sociale. Circa 400 tra amministratori, tecnici, operatori sociali, professionisti, parti sociali, hanno partecipato a una giornata che apre il percorso di costruzione del nuovo Piano sociale regionale. Alla presidente Stefania Proietti e all’assessore Fabio Barcaioli va il nostro riconoscimento per aver scelto di rimettere il welfare al centro della programmazione dell’Umbria e per aver voluto costruire questo percorso insieme a chi ogni giorno lavora nei territori”: lo dicono congiuntamente i capigruppo di maggioranza dell’Assemblea legislativa.
“È qui il cambio di passo. Per troppo tempo il sociale è rimasto in secondo piano, come elemento residuale per rispondere alle situazioni di emergenza. L’ultimo Piano sociale regionale risale al 2017 e nel frattempo sono cambiate profondamente le condizioni di vita delle persone e delle famiglie. Sono cresciute le disuguaglianze, la non autosufficienza, la solitudine e le difficoltà economiche. A questi cambiamenti la politica deve rispondere con una programmazione nuova, capace di riconoscere il welfare come una responsabilità pubblica fondamentale che può generare quella società più giusta dove tutte e tutti possono vivere bene. La Scuola nasce per questo. Il nuovo Piano sarà costruito attraverso l’ascolto e il confronto con Comuni, Zone sociali, Terzo settore, professionisti, giovani e cittadinanza, mettendo insieme dati, competenze ed esperienze. La scelta è quella di una programmazione che parta dai territori e che tenga insieme diritti, servizi, autonomia, inclusione e sostegno alle persone e alle famiglie”.
“Vuol dire – concludono - investire nei servizi pubblici, contrastare le disuguaglianze, sostenere chi vive una condizione di fragilità e riconoscere il valore del lavoro di chi ogni giorno si prende cura delle persone. Con la Scuola e con il nuovo Piano sociale regionale l’Umbria comincia a colmare un ritardo e sceglie di tornare a considerare il welfare una delle grandi politiche pubbliche della regione”. RED/PG
