(Acs) Perugia, 18 novembre 2014 - “La notizia che i 18 lavoratori del magazzino della Grifo Latte di Ponte San Giovanni sono tornati al lavoro ci fa sperare in una soluzione dignitosa e rispettosa delle persone”. Lo dichiara il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi.
Smacchi spiega che “i dipendenti sono tornati al lavoro dopo una settimana di sciopero e tensioni grazie ad un importante passo in avanti ottenuto con l'impegno delle istituzioni e dei sindacati. La pausa di una settimana concordata con i sindacati dovrà servire a definire una soluzione che offra prospettive future ai lavoratori senza che questi debbano subire decisioni perentorie, che nulla hanno a che vedere con la normale dialettica tra azienda e sindacati. Dopo le mie numerose interrogazioni in merito, dopo aver chiesto l’audizione del presidente della Grifo Latte Catanossi, dopo i presìdi dei lavoratori davanti Palazzo Cesaroni, dopo lo sciopero ad oltranza – aggiunge il consigliere regionale - finalmente si intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel che il management dell’azienda ha voluto insistentemente percorrere. Nonostante l'esternalizzazione del magazzino ad una cooperativa esterna sia confermata e sia del tutto legittima, i dipendenti potranno rimanere nell'azienda Grifo Latte, mantenendo le garanzie e le tutele previste. Questo – continua Smacchi - dimostra senza dubbio che la scelta andava valutata meglio, approfondita e condivisa maggiormente sia con le maestranze che con le organizzazioni sindacali. Una cooperativa del settore agroalimentare umbro così importante nella nostra Regione deve cercare di dare sempre il massimo anche nel rapporto e nella gestione delle forze lavorative, fare sistema insieme alle istituzioni per coniugare sia le esigenze di equilibrio economico sia la coesione sociale. Per questi motivi - conclude Smacchi - continuerò a vigilare costantemente, ma considero l’accordo raggiunto ieri il ritorno ad un sistema di corretto confronto tra le parti e una buona base di partenza per risolvere la questione in modo condiviso, senza dover ricorrere per forza alla precarizzazione”. RED/mp