“Giano dell’Umbria, approvvigionamento idrico locale: criticità e prospettive”
Via libera dall’Aula ad una Proposta di risoluzione della Seconda commissione. La Giunta viene impegnata a valutare lo stato, le potenzialità di recupero e i costi di riattivazione degli invasi e dei laghetti dismessi o sottoutilizzati in Umbria
25 Giu 2026 15:24
6 minuti, 19 secondi
(Acs) Perugia, 25 giugno 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti (11 consiglieri di maggioranza) una Proposta di risoluzione in tema di approvvigionamento idrico impegnando tra l’altro la Regione a valutare lo stato, le potenzialità di recupero e i costi di riattivazione degli invasi e dei laghetti dismessi o sottoutilizzati in Umbria. La questione è stata portata all’attenzione della Commissione dal Comitato ‘Pro Acque Giano dell’Umbria’ che in audizione aveva chiesto ai Commissari di “affrontare e approfondire le principali criticità e problematiche relative all’approvvigionamento idrico locale, caratterizzato da una annosa scarsità idrica, accentuata dai recenti cambiamenti climatici”.
Nello specifico, la Giunta regionale viene impegnata a: “completare il lavoro di ricognizione degli invasi e dei laghetti presenti sul territorio umbro; di predisporre, sulla base delle risultanze di tale attività, un piano organico di recupero e valorizzazione delle infrastrutture esistenti; di attivarsi presso il Governo nazionale affinché siano destinate adeguate risorse finanziarie a sostegno degli interventi necessari; di verificare tutte le opportunità offerte dalla programmazione regionale, nazionale ed europea; di promuovere lo sviluppo degli invasi energetici incentivando la realizzazione di impianti fotovoltaici galleggianti sulle superfici idriche e, infine, di coinvolgere in maniera strutturata Comuni, Consorzi di Bonifica, AFOR e rappresentanze del mondo agricolo e produttivo al fine di definire modelli organizzativi omogenei ed efficaci sull’intero territorio regionale, capaci di garantire uniformità di intervento”.
Illustrando l’atto di indirizzo all’Aula, Letizia Michelini (Pd-presidente Seconda commissione) ha spiegato che, “questo atto di indirizzo nasce da un percorso di ascolto e approfondimento svolto dalla Commissione a seguito della richiesta di audizione presentata dal Comitato ‘Pro Acque Giano dell'Umbria’. Nel corso dell’audizione, svoltasi il 28 aprile scorso, sono emerse con particolare evidenza le difficoltà che il territorio di Giano dell’Umbria sta affrontando in materia di approvvigionamento idrico, soprattutto per quanto riguarda gli usi irrigui, con ripercussioni dirette sull’attività agricola, sulla sostenibilità delle produzioni e sulla tenuta economica di un comparto fondamentale per il territorio. I cambiamenti climatici, l'aumento della frequenza dei periodi siccitosi e la crescente irregolarità delle precipitazioni stanno infatti accentuando problematiche già presenti da tempo, rendendo necessaria una riflessione più ampia sulle politiche regionali di gestione della risorsa idrica. La Commissione ha ritenuto opportuno affrontare la questione non soltanto con riferimento alla situazione specifica di Giano dell’Umbria, ma collocandola all’interno di una strategia regionale complessiva, capace di valorizzare le risorse esistenti e di programmare interventi strutturali per il futuro. Da questo confronto è emersa l’importanza di procedere a una ricognizione aggiornata degli invasi, dei bacini e dei laghetti presenti sul territorio regionale, molti dei quali risultano oggi dismessi, sottoutilizzati o comunque non pienamente valorizzati. Tali infrastrutture potrebbero invece svolgere un ruolo fondamentale non solo per l’irrigazione agricola, ma anche per la prevenzione degli incendi boschivi, per la mitigazione del rischio idraulico e per una più efficace gestione delle risorse idriche. La risoluzione prende inoltre atto delle differenze operative oggi esistenti tra le aree servite dai Consorzi di Bonifica e quelle che ne sono escluse, come il Comune di Gian, dove le competenze fanno capo direttamente alla Regione e ad AFOR. Si tratta di una situazione che richiede una riflessione finalizzata a individuare modelli organizzativi omogenei e strumenti di coordinamento capaci di garantire uniformità di intervento e maggiore efficacia gestionale su tutto il territorio regionale. Particolare attenzione viene inoltre dedicata alle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica. Oggi gli invasi collinari possono assolvere a una pluralità di funzioni, integrando la raccolta e l’accumulo delle acque con la produzione di energia da fonti rinnovabili, come nel caso degli impianti fotovoltaici galleggianti. Soluzioni che consentono di coniugare sostenibilità ambientale, efficienza gestionale e attrazione di investimenti pubblici e privati. In questa prospettiva assume particolare rilevanza anche l’esperienza maturata dalla Regione Umbria attraverso il progetto Basin4Energy, finalizzato al recupero e alla valorizzazione degli invasi collinari esistenti, con l’obiettivo di realizzare sistemi innovativi di accumulo energetico e idrico. Un progetto che ha ricevuto attenzione anche in contesti internazionali - è stato infatti presentato nell’ambito di COP 30 di Belem, in Brasile - e che dimostra come la gestione delle risorse idriche possa rappresentare un elemento strategico per affrontare le sfide poste dalla transizione ecologica e dall’adattamento climatico. Questo documento non prefigura interventi puntuali né individua opere specifiche, ma intende fornire alla Giunta regionale un indirizzo politico chiaro e condiviso. Si tratta di un approccio fondato sulla programmazione, sulla collaborazione istituzionale e sulla visione di lungo periodo, nella consapevolezza che la gestione della risorsa idrica rappresenta una delle principali sfide che i nostri territori saranno chiamati ad affrontare nei prossimi anni”.
Thomas De Luca (assessore regionale): “Il lavoro svolto dalla Seconda commissione, che ringrazio, è partito da una peculiarità e da una emergenza territoriale, ma che nei fatti guarda ad un paradigma, ad un modello di gestione che riguarda tutto il territorio regionale. Proprio ieri ero alla Festa dell'Acqua a Parrano dove abbiamo ricordato insieme il professor Lucio Bertini che tanto ha dato a questo territorio, al nostro paese, con uno sguardo di lungimiranza, nella direzione di una gestione delle acque che possa contemperare le tante criticità e necessità che ci troviamo ad affrontare. In questa occasione ho avuto modo di poter sottolineare come siamo seduti sulle spalle dei giganti, nel senso che quello che troviamo oggi degli interventi progettati nei decenni passati e ci permette di poter guardare alla nostra regione con uno sguardo di sicurezza e di serenità, legato a quella lungimiranza che ha visto la messa in atto di importanti da cui oggi possiamo prendere il testimone. In questo quadro, proprio alcune settimane fa, ho avuto l'onore e il piacere di incontrare il professor Jeremy Rifkin che ha posto uno sguardo sul tema dell'idrosfera e sul tema acqua, con uno spunto assolutamente interessante che abbiamo ripreso anche in occasione della visita della Commissione Enve del Comitato Europeo delle Regioni ad Assisi, l'idea che a un Green Deal, che ha segnato un quadro di riferimento mondiale sulle politiche ambientali a livello europeo, debba seguire un Blue Deal, una una visione integrata, una strategia integrata di interventi proprio sulla tematica acqua. Il tema dell'uso plurimo delle acque e di interventi infrastrutturali che riescano a recuperare il patrimonio che abbiamo e che è di assoluto interesse e potenzialità. La capillarità dei piccoli interventi può realmente fare la differenza. Il progetto citato all'interno della risoluzione, il progetto Basin4Energy, che abbiamo avuto modo di rappresentare alla COP30, si ricollega con una tematica che la collega Simona Meloni sta affrontando in maniera assolutamente inedita. Al di là di alcune polemiche sterili che ho sentito negli scorsi giorni in merito agli interventi infrastrutturali sul lago Trasimeno, questo si inserisce in maniera assolutamente diretta perché oggi noi abbiamo l'opportunità di pensare a questa rete, a questa infrastruttura blu all'interno del nostro territorio, non solo con quella che era l'idea del passato, del fondamentale utilizzo irriguo, ma anche con la prospettiva di guardare nella scala delle priorità, partendo ovviamente dall'uso umano e quindi idropotabile, per arrivare ad una grande quantità di interventi. Pensiamo quindi alla restituzione dei corpi idrici, superficiali, e come noi possiamo dare risposta alla discontinuità delle precipitazioni, sempre di più segnata da fenomeni estremi che ci chiedono oggi di avere la capacità di poter raccogliere e stoccare acqua per poi poterla riutilizzare quando ne abbiamo bisogno. Nel nostro territorio regionale abbiamo delle tecnologie di accumulo di energia ormai secolare, che sono i bacini per idroelettrico da pompaggio. Avremo un sistema di accumulo totalmente sostenibile a livello ambientale, ma anche un sistema di accumulo duraturo, stagionale. Nella Risoluzione viene citato meritoriamente il tema del fotovoltaico flottante che anche diversi Consorzi di bonifica in questo momento stanno mettendo in campo. Ci sono diversi progetti, e noi li abbiamo inseriti nelle aree idonee, proprio perché la riteniamo assolutamente una prospettiva da prendere in considerazione. La presenza di impianti fotovoltaici flottanti ci permette anche di poter ridurre l'evotraspirazione e quindi avere un duplice beneficio. All'interno di questo quadro la tematica della rete degli invasi è fondamentale. Altra tematica è quella della presenza in territorio sì ed in altri no dei Consorzi di bonifica. È necessario intervenire per ripristinare questa omogeneità. Su questo posso garantire il mio impegno personale e quello dell'intera maggioranza perché riteniamo fondamentale che il territorio regionale abbia gli stessi livelli di manutenzione e gli stessi diritti. La manutenzione del territorio non può essere un'opzione, è un diritto di ogni cittadino”. AS/
