(Acs) Perugia, 17 ottobre 2013 - “Dopo una nuova serie di sopralluoghi e monitoraggi, la Regione ha provveduto ad elaborare un ulteriore progetto di interventi per la messa in sicurezza dell’intera zona interessata dalla frana di Valderchia, originatasi nel 1997 e interessata nel 2010 da un nuovo smottamento. Domani saranno affidati i lavori, che dovrebbero essere ultimati entro giugno 2014”. Ne dà notizia il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi.
“L’annosa vicenda della frana di Valderchia – ricorda Smacchi - risale al lontano 6 gennaio 1997 quando, a seguito di un’abbondante nevicata seguita da un repentino e totale scioglimento, si verificò la riattivazione dell’antica frana. Il corpo franoso, di una lunghezza pari a 450 metri, si estese per 18 ettari, distrusse due abitazioni, ostruì il torrente San Donato creando un lago di sbarramento e coinvolse numerosi pali delle linee elettriche e telefoniche, arrestandosi contro la rilevata della ex sede della strada statale 452 della Contessa. I primi lavori di consolidamento furono mirati all’abbattimento del livello dell'acqua mediante pozzi drenanti strutturali. L’opera di monitoraggio continuo è proseguita fino a tutto il 2004. Il 2 gennaio 2010 un nuovo smottamento causò ulteriori danni, comportando la chiusura della sede stradale di accesso ad alcune abitazioni”.
“Quello della Regione è un intervento molto consistente – informa Smacchi -, di un milione e duecentomila euro, e consentirà di dare una risposta concreta ai cittadini che da tempo aspettano la messa in sicurezza dell’area interessata dalla frana. Un intervento che conferma l’impegno e l’attenzione che in questi ultimi anni la Regione ha dimostrato nei confronti delle problematiche della comunità eugubina e un grazie va alla struttura regionale che vi ha lavorato. Dopo l’apertura del primo tratto della Pian d’Assino, gli impegni assunti per gli stralci successivi ed una serie di interventi che si concretizzeranno nei prossimi mesi, l’intervento sulla frana di Valderchia è un ulteriore tassello che si aggiunge ad un mosaico che si sta componendo nell’interesse di tutta la città di Gubbio”. RED/PG