FONDI EUROPEI: DIMENSIONE TERRITORIALE DELLA PROGRAMMAZIONE, AREE URBANE, AREE INTERNE, COFINANZIAMENTO, VERIFICA DELL'EFFICACIA DEGLI INTERVENTI – LA PRIMA COMMISSIONE DISCUTE LO SCHEMA 2014/2020
Prosegue, in Prima Commissione, l'iter dello “Schema generale di orientamenti per i programmi comunitari 2014/2020” predisposto dall'Esecutivo di Palazzo Donini”. In vista dell'elaborazione della risoluzione che accompagnerà in Aula il documento, i commissari e l'assessore Bracco si sono confrontati su alcuni aspetti del provvedimento stilato dall'esecutivo: verifica dell'efficacia degli interventi finanziati e cofinanziati con fondi comunitari, ricaduta degli interventi previsti nelle quattro aree urbane (Perugia, Terni, Città di Castello e Foligno) e criteri di scelta delle Aree interne.
03 Lug 2014 01:00
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(Acs) Perugia, 3 luglio 2014 – Prosegue, in Prima Commissione, l'iter dello “Schema generale di orientamenti per i programmi comunitari 2014/2020” predisposto dall'Esecutivo di Palazzo Donini” (testo integrale:http://goo.gl/oW0bTs). Dopo la presentazione da parte dell'assessore Fabrizio Bracco (http://goo.gl/3yuhcl) i componenti della Commissione presieduta da Oliviero Dottorini sono passati alla discussione del merito del provvedimento, che non può essere emendato e verrà accompagnato in Aula da una o più proposte di risoluzione. Eventuali integrazioni o correttivi potranno dunque trovare spazio nel documento di accompagnamento, che dovrà essere elaborato e approvato dalla Commissione prima della discussione in Assemblea.
AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE. Tra gli aspetti di cui si è dibattuto ci sono la verifica dell'efficacia degli interventi finanziati e cofinanziati con fondi comunitari (in particolar modo riguardo lo sviluppo rurale), il raggio di ricaduta degli interventi previsti nelle quattro aree urbane (Perugia, Terni, Città di Castello e Foligno) e i criteri di scelta delle Aree interne, indicate per ora nella Fascia appenninica e in alcuni comuni dell'Orvietano ma con la forte richiesta di aggiungere anche la Valnerina.
IL DIBATTITO.
MANLIO MARIOTTI (Pd): “sarà necessario che la risoluzione finale che porteremo in Aula insieme a questo provvedimento contenga alcune raccomandazioni, relative alle Aree Urbane (non limitare gli interventi al solo territorio comunale), alle Aree Interne (riperimetrare quelle troppo estese e considerare l'inserimento della Valnerina), al peso del cofinanziamento per il bilancio regionale (che limita ulteriormente i margini di manovra e di scelta), ai fondi per Perugia capitale della cultura, un progetto che potrebbe richiedere interventi importanti e non limitati al solo capoluogo di Regione. Andranno anche coinvolte le commissione consiliari nelle scelte relative all'assegnazione dei fondi europei per ogni singolo asse di intervento, visto che si tratterà di decisioni determinanti per i prossimi anni”.
ANDREA LIGNANI MARCHESANI (Fd'I): “scorgo un approccio elettoralistico, mirato alle regionali di primavera, verso la gestione dei fondi europei, con una attesa messianica e grande confusione sul loro utilizzo. Dobbiamo puntare ad arrivare al 2020 avendo saputo utilizzare i fondi europei per garantire una inversione di tendenza, almeno in termini relativi, al processo di decrescita dei parametri economici e sociali dell'Umbria”.
RAFFAELE NEVI (FI): “la definizione delle Aree Interne individuate nel documento richiede una ulteriore riflessione, così come sarebbe opportuno analizzare nel dettaglio le risorse allocate in ogni Asse e i criteri adottati”.
LUCA BARBERINI (PD): “la scelta delle Aree Interne da ammettere a finanziamento non è stata effettuata in modo corretto, visto che è stata esclusa la Valnerina, che per una serie di parametri (scuole, viabilità, sanità, economia) doveva essere posta al primo posto, avendo esigenze più gravi di altre zone indicate. A questo punto andrebbe almeno indicata come terza Area Interna”.
FAUSTO GALANELLO (PD): “le Aree Interne individuate sono quelle che possono attuare iniziative che possono migliorare il quadro di formazione, sanità e trasporti creando sviluppo. Nell'Orvietano alcuni Comuni si sono mossi da molto tempo in questa direzione, predisponendo un progetto per fare fronte all'invecchiamento della popolazione e alla frammentazione del sistema scolastico”.
ANDREA SMACCHI (PD): “l'area interna finanziata in realtà sarà una sola, quella dell'Orvietano. Al progetto elaborato dagli amministratori di quella zona andranno i 4 milioni di euro che la Legge di Stabilità nazionale ha stanziato per il 2014. Già l'individuazione di una seconda Area Interna potrebbe risultare inutile, dato che potrà contare solo su futuri fondi europei. Va però ricordato che proprio su quella seconda area, la Fascia appenninica, il Consiglio regionale ha approvato due documenti che impegnano la Giunta a intervenire in soccorso di una zona che vive l'emigrazione dal 1960 e che le crisi economica e aziendali hanno colpito duramente. Non è chiaro a questo a cosa servano i documenti approvati dall'Assemblea, se la priorità viene riconosciuta ad altre aree”.
OLIVIERO DOTTORINI (IDV): “l'individuazione di una terza Area Interna su cui far convergere risorse comunitarie risulta positiva, ma solo se i documenti approvati dal Consiglio (mozioni e risoluzioni) iniziassero a rappresentare autentici impegni per l'Esecutivo di Palazzo Donini. Cosa che non è avvenuta, ad esempio, per le indicazioni sulla green economy: nello schema generale di orientamenti trova spazio, in materia di agricoltura, solo il richiamo al tabacco, che come coltura non può essere associato all'economia verde. Infatti l'impegno della Regione è, o almeno dovrebbe essere, per la riconversione di quelle colture anche se non sembra che questa sia stata portata avanti ed anzi sarebbe interessante conoscere dati e cifre di una riconversione di cui non si vedono molte tracce sui territori. Nel documento manca invece qualsiasi riferimento all'agricoltura biologica, che invece è compatibile con la green economy e ha un tasso di crescita importante e anticiclica rispetto alla crisi che sta vivendo tutto il settore agroalimentare”.
FABRIZIO BRACCO (assessore): “Tutta la programmazione si muove dentro ambiti strettissimi e l'allocazione delle risorse è già in buona parte decisa dai regolamenti, che individuano gli obiettivi tematici a cui devono andare l'80 percento dei fondi. Inoltre l'Unione europea non accetta che i fondi vengano frazionati eccessivamente tra un numero elevato di obiettivi. Nella prima fase i fondi nazionali andranno alle Aree Interne individuate come prioritarie (4 milioni per una area ogni Regione), ci saranno poi i fondi comunitari per le altre. L'anno prossimo la Legge di Stabilità consentirà di finanziare progetti in altre Aree Interne ma intanto possiamo anche portare a 3 le Aree, inserendo la Valnerina nella risoluzione che andrà in Aula. L'indicazione iniziale prevedeva una zona che comprendesse la Fascia appenninica da Pietralunga alla Valnerina, ma è stata valutata troppo estesa e quindi ridimensionata”. MP/
