“Follia deturpare il lago Trasimeno con pannelli galleggianti. Realizzare fotovoltaico sul canale Anguillara”

Nota di Enrico Melasecche (Lega): “Proposta che lascia sconcertati”

Data:

24 Ago 2026 10:36

Tempo di lettura:

4 minuti, 51 secondi

(Acs) Perugia, 24 agosto 2026 - “La proposta di ricoprire con pannelli fotovoltaici porzioni significative del Trasimeno lascia francamente sconcertati. Non è certo questa la strada per tutelare il nostro lago né può essere considerata una soluzione di buon senso quella di alterarne il paesaggio e comprometterne le molteplici funzioni per inseguire una produzione energetica che può essere realizzata altrove, utilizzando infrastrutture già esistenti e senza consumare suolo”. Lo dichiara il consigliere regionale Enrico Melasecche (Lega).

“Nell’estate 2024 – spiega Melasecche - dopo aver fatto realizzare, quale assessore al dissesto idrogeologico, la pulizia del canale Anguillara, adduttore del Trasimeno, non senza molteplici resistenze, dato che quel corso era completamente intasato da una vegetazione rigogliosa, fra cui pioppi adulti alti anche dieci metri che impedivano quasi completamente l’afflusso dell’acqua, ho cercato di approfondire il tema della realizzazione di impianti fotovoltaici su alcuni corsi d’acqua, nonostante il tema dell’energia non facesse parte delle mie deleghe. Avevo però quella al dissesto idrogeologico che comprendeva l’officiosità idraulica dei fiumi, per i quali il tema della pulizia dei letti è da sempre argomento all’ordine del giorno di addetti ai lavori e appassionati. Nella ricerca di soluzioni che potessero ridurre i costi della pulizia periodica, sono riuscito ad approfondire alcuni casi di impianti realizzati su canali idraulici, soluzione avviata con successo da vari operatori del settore, fra cui quello poi realizzato nel 2025 dalla stessa società umbra con cui avevo preso all’epoca contatto, la Sentnet srl, che ne ha costruito uno a Narzole, in provincia di Cuneo, con una potenza di 1 MW, mediante la valorizzazione di un canale lungo circa 930 metri e largo 8 metri. Questo intervento, inserito in una configurazione di Comunità Energetica Rinnovabile (CER), integra la produzione di energia pulita con una pista ciclabile e un sistema di illuminazione artistica, trasformando l’infrastruttura energetica in un percorso sostenibile, fruibile e di interesse paesaggistico. La soluzione consente di produrre energia rinnovabile senza ulteriore consumo di suolo e contribuisce alla riqualificazione ambientale e funzionale dell’area”.

“Analoga soluzione – prosegue il consigliere di opposizione - stavo valutando per l’Anguillara, realizzato a fine anni ’50 del secolo scorso, lungo complessivamente 16,9 km, largo 7,30 metri. Tenuto conto che lungo tutto il percorso ci sono ponti e attraversamenti vari, ipotizzando quindi una lunghezza utile di 15 km, vi si potrebbe, fatte le opportune verifiche tecniche di dettaglio, realizzare uno o più impianti da circa 15 MW complessivi, per circa 12 ettari di pannelli, senza consumo di suolo, facendo carico al realizzatore dell’officiosità idraulica e quindi della pulizia sottostante. Si tratta di una soluzione concreta che consente di affrontare contemporaneamente la produzione di energia rinnovabile e la manutenzione di un’infrastruttura idraulica strategica, senza trasformare il Trasimeno in una distesa di pannelli. Avevo anche analizzato ipotesi da realizzare su linee ferroviarie, come quella sulla FCU in corso di totale ricostruzione, ma scartata al momento per problematiche rilevanti di altro tipo che ne avrebbero ritardato di anni la riapertura. L’ipotesi del fotovoltaico flottante sul lago non era neanche stata presa in considerazione per ragioni di una evidenza assoluta, a cominciare dall’aspetto paesaggistico e da quello funzionale. Trovo incredibile che certi soggetti facciano battaglie di principio per impedire la realizzazione di fotovoltaico su aree agricole e su crinali visibili delle nostre montagne per poi sostenere, con una certa faciloneria, la copertura di porzioni importanti del Trasimeno, fra l’altro interessato alla piscicoltura, al transito di traghetti, idrovore, natanti a vela e a motore legati ai flussi turistici che verrebbero nel caso fortemente penalizzati, costringendo il nostro maggior lago a perdere le caratteristiche di bellezza che tutti conosciamo. Il passo poi per realizzare gli stessi impianti sul lago di Piediluco sarebbe breve, ma da scartare in modo assoluto”.

“Molto diverso – aggiunge Melasecche - è il caso dei laghetti collinari realizzati dai consorzi di bonifica di pochi metri quadrati con fotovoltaico flottante che consente di produrre energia elettrica utilizzata innanzitutto per riportare l’acqua in quota. Non solo, quale coerenza c’è fra la scelta progettuale discutibilissima di coprire i nostri laghi come in Corea di ettari di fotovoltaico flottante rispetto all’altra follia di impedire, da parte di questa Giunta regionale, la realizzazione del nodo di Perugia con la scusa del consumo di suolo e con quelle altrettanto singolari addotte per bloccare qualsiasi progetto non gradito? È opportuno indagare l’incoerenza di queste ragioni e delle motivazioni estreme addotte anche da Italia Nostra sul Nodo di Perugia che pretenderebbe, con un evidente intento dilatorio, di ricominciare daccapo il complicatissimo iter progettuale e autorizzativo del I stralcio del Nodo per realizzare una bretella di ben 20 km con consumo di suolo triplo e un costo assurdo, pari al doppio dell’attuale progetto. Governare non è facile, lo sappiamo bene, e la sinistra ha evidentemente capito che è più semplice promettere soluzioni irrealizzabili per poi mantenere nulla o quasi. Peccato però che le menzogne abbiano sempre un costo, e quello che gli umbri presenteranno all’attuale amministrazione sarà salatissimo”.

“Il silenzio assordante dell’assessore Meloni – dichiara ancora Enrico Melasecche - sui tempi e progetti per portare l’acqua da Montedoglio, progetto che va realizzato immediatamente per non perdere l’acqua in surplus della diga in ogni stagione autunno-inverno che passa, è espressione del modus operandi di una Giunta che non riesce a dare risposte concrete. Tre anni fa l’adduzione delle acque del Montedoglio al Trasimeno non era possibile, mancando lo studio dell’Università degli Studi di Perugia che la Giunta di centrodestra commissionò proprio a questo scopo; a distanza di due anni da quell’incarico, urge assolutamente la trasparenza di risposte che continuano a mancare. Produrre risultati utili in tempi ragionevoli è possibile solo quando non è al potere la demagogia, l’improvvisazione o la fantasticheria di trasformare i rifiuti in idrogeno, come continua a sostenere l’assessore all’Ambiente, o quando obiettivi come quello di risolvere il problema principale del traffico di Perugia, portati alla cantierizzazione, vengono bloccati soltanto con scuse ridicole, ricorsi al TAR a raffica, giustificati con improbabili ideologie campate in aria. La tutela del Trasimeno non può essere affidata alla spettacolarità di immagini provenienti da altri Paesi né alla suggestione di trasformare un intervento energetico in una presunta attrazione paesaggistica. Il nostro lago ha caratteristiche proprie, ambientali, paesaggistiche, produttive e turistiche, che devono essere preservate”.

“La proposta che avevo approfondito – conclude - è dunque un’altra: utilizzare i canali di adduzione, a cominciare dall’Anguillara, per produrre energia senza consumo di suolo e, al contempo, affrontare concretamente il problema della manutenzione e dell’officiosità idraulica. È su questo che sarebbe serio aprire un confronto tecnico, anziché immaginare di ricoprire il Trasimeno di pannelli”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 25/08/2026