(Acs)Perugia, 19 aprile 2012 - “La Regione provveda a rimuovere i container prefabbricati in lamiera di sua proprietà forniti ai terremotati sui quali ora devono anche pagare ingenti somme”. È quanto chiede alla Giunta regionale, attraverso una interrogazione, il consigliere Andrea Smacchi (PD). In sostanza, l'esponente della maggioranza interroga l’Esecutivo di Palazzo Donini per sapere come intenda “bloccare le richieste erariali che stanno pervenendo ai cittadini in possesso di container prefabbricati in lamiera forniti dalla Regione a seguito di eventi sismici”.
Smacchi, nel suo atto ispettivo ricorda come “a seguito degli eventi sismici del 1984 e del 1997, la Protezione civile fornì dei container prefabbricati in lamiera ai Comuni che provvidero ad assegnarli ai cittadini in base a dei criteri di priorità. Nelle zone colpite dal sisma del 1997, tali prefabbricati furono sistemati in zone appositamente attrezzate ed urbanizzate dai Comuni e successivamente sostituiti con delle casette di legno più confortevoli. Nelle zone di Gubbio, Perugia e Valfabbrica, colpite dal sisma del 1984 – scrive Smacchi -, i prefabbricati forniti dalla Regione vennero messi a dimora nei terreni di privati cittadini e, laddove possibile, vicino alle abitazioni lesionate. Ora, a seguito della ricognizione avviata dall’Agenzia del territorio per individuare i fabbricati non dichiarati nei vari Comuni umbri, moltissimi cittadini hanno iniziato a ricevere richieste erariali perché considerati proprietari di tali strutture abitative temporanee. In realtà – spiega Smacchi - la proprietà di tali strutture è della Regione che ora deve provvedere in prima istanza a farsi promotrice di un’azione volta a bloccare quanto prima le richieste erariali e poi provvedere a definire un piano per la rimozione, data anche la loro pessima condizione di conservazione”.
“Nel solo Comune di Gubbio – fa sapere Smacchi - sono ancora presenti circa 100 container prefabbricati in lamiera, messi a dimora a seguito dell’evento sismico del 1984, forniti dalla Regione Umbria, che ancora insistono sui terreni di privati cittadini. La situazione – rimarca il consigliere regionale - deve essere risolta quanto prima perché sta creando agitazione nei cittadini che si vedono assegnare d’ufficio, dall’Agenzia del territorio, una proprietà non loro sulla quale sono anche chiamati a pagare delle sanzioni. Mi auguro - conclude Smacchi -, che si affronti nel più breve tempo possibile questa situazione paradossale, che vede semplici cittadini incapaci di risolvere la questione perché incastrati fra le responsabilità di molteplici livelli istituzionali”. RED/as