FAMIGLIE VULNERABILI: “ABBASSARE IL LIMITE MINIMO PER L’ACCESSO ALLE PROVVIDENZE” – MOZIONE DI MONACELLI (UDC) CHE PROPONE DI MODIFICARE IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE “13/2010”

Il capogruppo regionale dell’Udc, propone una modifica all’articolo 2, comma 1, lettera b), del regolamento di attuazione della legge regionale “13/2010” (articolo 7) che disciplina gli interventi a favore delle famiglie vulnerabili. Monacelli chiede di correggere al ribasso la soglia minima l’indicatore Isee ora ricompreso tra 7500 e 23mila euro: “Con le attuali disposizioni molte famiglie, vulnerabili ed esposte al rischio di povertà anche per la presenza di un elevato numero di figli, non potranno ottenere aiuti perché paradossalmente ‘troppo povere’”.

Data:

21 Set 2011 01:00

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(Acs) Perugia 21 settembre 2011 - Correggere al ribasso la soglia minima dell’indicatore Isee, ora ricompreso tra 7500 e 23mila euro, modificando l’articolo 2, comma 1, lettera b), del regolamento di attuazione della Legge Regionale “13/2010” (articolo 7) che disciplina gli interventi a favore delle famiglie vulnerabili. È quanto propone con una mozione, il capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli.

 

L’esponente dell’Udc nell’articolato della mozione rileva chel'articolo 7 della legge regionale n.13 del 26 febbraio 2010 dedicato agli “Interventi per le famiglie vulnerabili” stabilisce al suo primo comma che la Regione promuove forme di sostegno, anche mediante agevolazioni economiche, ai nuclei familiari che, per il combinarsi di più fattori, tra i quali l'elevato numero dei figli, sono vulnerabili e più esposti al disagio e al rischio di povertà. Il relativo regolamento attuativo, all'art.2, comma 1, indica tre elementi: status anagrafico; status economico e l'insorgenza di una situazione sociale di rischio, i quali determinano la vulnerabilità della famiglia ed alla cui presenza contestuale è subordinato l'accesso al cosiddetto “Contratto di sostegno”. La lettera b) del succitato articolo del regolamento articolo richiede, relativamente allo status economico, un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) ricompreso tra  7.500 e  23.000 euro.

 

Monacelli spiega che “vi è un'evidente contraddizione tra le previsioni dell'articolo 7 della Legge 13/2010 e le prescrizioni del regolamento attuativo, consistente nel fatto che i nuclei familiari dotati di un Isee inferiore ai 7.500 euro non possano accedere ai finanziamenti previsti dalla legge ‘13/2010’, al contrario dei single senza figli o di altre situazioni che, per la composizione del nucleo familiare, hanno una diversa incidenza nella valutazione Isee. In ragione di ciò – aggiunge Monacelli -           molte delle famiglie, cui l'articolo 7 della legge 13/2010 espressamente dedica forme di sostegno economico in quanto vulnerabili ed esposte al rischio di povertà anche per la presenza di un elevato numero di figli, non potranno ottenerlo perché paradossalmente ‘troppo povere’”. E queste sottolinea l’esponente dell’Udc, “sono proprio le famiglie per cui la legge 13/2010 aveva concepito il sostegno in oggetto, ad essere escluse dal contributo ad esse destinato e cioè le famiglie monoreddito e con più figli”.

 

Monacelli aggiunge poi che l'Ente Regione tende a riversare sui Comuni di residenza l'onere di provvedere alle esigenze delle famiglie con reddito Isee inferiore ai 7.500 euro, “con un'operazione di scaricabarile che non serve a nulla e tanto meno a risolvere i problemi delle famiglie umbre alle prese con il dilemma di arrivare a fine mese. La Regione – conclude Monacelli -, unitamente a Parlamento e Governo, deve considerare e riconoscere le necessità della famiglia, premiandone il più possibile la numerosità e attribuendo rilievo alla presenza all'interno del nucleo familiare dei figli, vera risorsa per il nostro futuro”. RED/tb

 

Ultimo aggiornamento: 21/09/2011