EX SIRIO ECOLOGICA DI GUBBIO: “FORSE QUALCUNO NON STA FACENDO LA SUA PARTE PER RILANCIARE L'AZIENDA” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) SUGGERISCE ALLA REGIONE DI “PRENDERE IN MANO LA SITUAZIONE”

Per il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) le prospettive di rilancio della ex Sirio ecologica di Gubbio sono in una fase di stallo e forse qualcuno non sta facendo la propria parte per far ripartire attività ed occupazione a pieno regime.  A suo giudizio la Regione deve prendere in mano la situazione “con le sue Agenzie preposte a rilancio e sviluppo di aziende in crisi”. 

Data:

24 Set 2012 01:00

Tempo di lettura:

1 minuto, 30 secondi

(Acs) Perugia, 24 settembre 2012 – La nota vicenda della ex Sirio Ecologica di Gubbio, rischia di finire nel dimenticatoio se la Regione con le sue Agenzie preposte al rilancio e sviluppo di aziende in crisi non prende in mano la situazione.
Lo afferma  il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) aggiungendo di non aver avuto risposta ad una sua interrogazione dello scorso mese di  gennaio sulla prospettive occupazionali della ex Sirio rilevata da una impresa del gruppo Maio.

Nel merito della situazione Goracci si domanda chi non stia facendo la propria parte: “l'impresa che attende il calo del prezzo, non presenta seri piani industriali e non rispetta gli impegni con la garanzia dell'occupazione per i lavoratori? Il Comune di Gubbio con i permessi urbanistici (negati) per possibilità di sviluppo? Oppure Regione e Provincia di Perugia per le varie autorizzazioni?”

Di certo - osserva Goracci - le responsabilità non sono state, non sono e non saranno dei lavoratori che aspettano da anni solo di poter guadagnare dignitosamente uno stipendio. Per il consigliere la soluzione della vicenda Sirio ecologica merita ogni sforzo da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, perché il settore in cui opera l'azienda, quello dello smaltimento dei rifiuti, non è affatto in crisi, e perché ci sono ancora decine e decine di lavoratori con le loro loro famiglie che vivono in una realtà dove è pressoché impossibile trovare altri impieghi. A tal proposito il consigliere ritiene “un punto di sicuro dirimente, trovare percorsi e forme affinché ai lavoratori non venga negata almeno la possibilità di percepire le poche centinaia di euro al mese, solo e semplicemente per un minimo di sopravvivenza”. GC/gc

Ultimo aggiornamento: 24/09/2012