EX SIRIO ECOLOGICA DI GUBBIO: “FAVORIRE IL RILANCIO DELL'AZIENDA CHE HA RIPRESO A LAVORARE AL MINIMO E PER LA QUALE C'È L'INTERESSE DI UN GRUPPO” - GORACCI INTERROGA LA GIUNTA E SOLLECITA L'IMPEGNO DELLE ISTITUZIONI

Il consigliere regionale Orfeo Goracci ha presentato un'interrogazione urgente alla Giunta per conoscere lo stato delle procedure di vendita e di autorizzazione della Ex Sirio ecologica di Gubbio, rispetto al piano industriale della Maio e per sapere quali iniziative la Regione, in accordo con enti locali ed agenzia preposte, intende assumere per il rilanciarne l'attività, reimpiegando le maestranze ancora in cassa integrazione.

Data:

11 Gen 2012 00:00

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(Acs) Perugia 11 gennaio 2012 – Le sorti della Ex Sirio Ecologica di Gubbio, che se pur al minimo ha ripreso le sue attività nel settore dello smaltimento dei rifiuti speciali, possono contare solo sulla proposta del Gruppo Maio, l'unica azienda del settore che ha avanzato un piano Industriale per la ripresa ed il rilancio dell'attività dello stabilimento.


 

Lo afferma il consigliere regionale Orfeo Goracci, che ha presentato un'interrogazione urgente alla Giunta per “conoscere lo stato delle procedure di vendita e di autorizzazione rispetto al piano industriale della Maio e quali iniziative si intendono assumere per il rilanciare l'attività della azienda, reimpiegando le maestranze ancora in cassa integrazione”.


 

A giudizio di Goracci la vertenza ex Sirio Ecologica resta da troppo tempo una delle questioni aperte sul territorio eugubino, e non è ulteriormente prorogabile lo stato di incertezza sulle sue prospettive, sia dal punto di vista procedurale ed amministrativo, rispetto al necessario rilancio delle attività.


 

La Regione, gli enti locali, l'Amministrazione comunale di Gubbio e le agenzie regionali competenti, precisa Goracci, “hanno prodotto notevoli e, per certi versi, proficui sforzi per salvaguardare l'attività della ex Sirio Ecologica, col fine precipuo di assicurare la rioccupazione delle decine di addetti che si sono venuti a trovare senza lavoro. Adesso però è necessario che agli ex dipendenti sia data la prospettiva di poter tornare a lavorare nella loro azienda, assicurando il mantenimento degli ammortizzatori sociali, fino a quando non verranno reintegrati”.


 

Regione e gli enti interessati, conclude Goracci, “devono produrre ogni sforzo per giungere quanto prima a portare a regime le attività autorizzate e ad avviare un piano industriale che consenta il reimpiego delle maestranze tuttora in cassa integrazione”. GC/gc


 

Ultimo aggiornamento: 11/01/2012