(Acs) Perugia 2 dicembre 2011 – “Chiarire quali siano le soluzioni ed i progetti concreti che possano consentire un rapido e contestuale utilizzo di tutte le strutture, a partire dall'ex Calai, alla luce degli impegni assunti a più riprese dalla Regione, dalla Asl 1 e dal Comune di Gualdo Tadino”. Lo chiede, con una interrogazione rivolta alla Giunta regionale, il consigliere del Partito democratico Andrea Smacchi, evidenziando che “l'ormai annosa vicenda del riutilizzo dell'ex Ospedale Calai di Gualdo Tadino, rappresenta sicuramente per la città della ceramica la priorità, non solo per il recupero di una vasta area del centro storico cittadino, ma anche e soprattutto per i risvolti economici e sociali che una riapertura della struttura comporterebbe”.
Secondo Smacchi “un rapido recupero dell'ex Calai è funzionale alle esigenze di tutti i comuni dell'alto Chiascio, che vedrebbero arricchita e qualificata l'offerta dei servizi e delle prestazioni erogate sull'intero territorio. Negli ultimi anni - prosegue - a partire dalla stipula nel 2004 del protocollo d'intesa fra la Regione, la Asl e l'Amministrazione comunale di Gualdo Tadino, si sono susseguite varie ipotesi di riutilizzo, nessuna delle quali ad oggi ha trovato concreta attuazione. La Regione e la Asl 1, nonostante la drastica riduzione dei trasferimenti statali (140 milioni di euro in meno solo per il biennio 2012 - 2013) hanno in più di un'occasione riconfermato al Comune di Gualdo, gli impegni di carattere politico ed economico nell'ambito della cornice del protocollo d'intesa e delle linee guida piano sanitario regionale”.
Il consigliere regionale osserva infine che “l'Amministrazione comunale di Gualdo Tadino a più riprese ha tenuto ad evidenziare di avere importanti contatti, e relative ipotesi progettuali, con strutture private, interessate ad investire importanti risorse, che sommate a quelle pubbliche, potrebbero consentire di dar vita ad una vera e propria cittadella della salute. In questo contesto occorrerebbe evitare la politica dei due tempi, l'intervento dovrebbe prevedere una proposta complessiva, per quanto articolata, che possa mettere nelle condizioni di poter sfruttare tutti i contenitori disponibili (ex Calai, attuale sede Easp, Villa Luzi) in un'eventuale sinergia fra pubblico e privato, qualora se ne accertasse l'interesse concreto”. MP/mp