(Acs) Perugia, 17 novembre 2010 – “In merito alla vicenda dell’area ex Casa Cardinali, l’Amministrazione comunale di Tuoro continua ad ignorare le innumerevoli istanze presentate dai cittadini (che hanno sottoscritto, tra l’altro, una petizione popolare) per la realizzazione sull'area in questione di una piazza con parcheggio e dislocazione delle case popolari in altra sede più opportuna”. Così il consigliere regionale del Pdl, Massimo Monni, che sottolinea come “le 1010 firme sono state depositate presso l'Ufficio del Protocollo del Comune di Tuoro il giorno 22 settembre 2010” siano solo l’ultima “di svariate iniziative volte a fermare il progetto per la costruzione di 6 alloggi a canone sociale, al fine di evitare spreco di denaro pubblico e di compromettere definitivamente un'area del Centro storico adiacente alla Chiesa parrocchiale (unico monumento di valore artistico e storico del paese), oltretutto in un’area priva di strade di accesso e distante da ogni servizio pubblico essenziale.
Secondo Monni, il Comune di Tuoro “continua, ad oggi, a mostrarsi sordo ed inerte, tradendo di fatto gli impegni e la fiducia che i cittadini hanno riposto nei rappresentanti politici locali che dovrebbero, invece, dar voce proprio alle loro istanze ed esigenze. Ignorando la volontà di oltre 1000 cittadini – aggiunge -, Il comune di Tuoro si è dimostrato, tra l’altro, per niente collaborativo nel recepire idee e soluzioni alternative che gli provengono dai diretti interessati che, vista l’entità delle firme raccolte, rappresentano la maggioranza degli elettori di Tuoro”.
“Come emerso anche in sede di III commissione consiliare (che ha esaminato ed archiviato la petizione) – conclude Monni -, l'unico soggetto titolato a rivedere il progetto o a chiedere una proroga dei finanziamenti già assegnanti dalla Regione, è il Comune di Tuoro, ma al momento non lo ha fatto, né sembra intenzionato a farlo. Vale a dire che non pare intenzionato a porre in essere i provvedimenti utili a realizzare la volontà di quei cittadini che invece dovrebbe rappresentare e tutelare”. RED/