(Acs) Perugia, 12 settembre 2012 - La Giunta regionale informi il Consiglio “sui contenuti e le caratteristiche dell'offerta di acquisto, proposti nell'intesa sottoscritta il 31 agosto tra Novamont spa, Terni Research spa, Cosp Tecnoservice soc. coop arl, Sviluppumbria spa, e sulle iniziative che si intendono intraprendere, a fronte di un'eventuale rifiuto da parte della Basell, per garantire comunque la messa a disposizione di quel compendio produttivo alle aziende interessate a rilevarlo, chiedendo se necessario al Governo di esercitare il potere di esproprio rispetto alle aree industriali dismesse”. Lo chiede, con una interrogazione a risposta immediata, il capogruppo regionale di Rifondazione comunista – Fds, Damiano Stufara.
L'esponente della maggioranza rileva che “la crisi del polo chimico ternano, apertasi nel febbraio del 2010 con l'annuncio da parte della multinazionale Basell della chiusura dell'impianto di Terni, ha visto susseguirsi nel corso dei mesi numerosi tentativi di acquisizione di questo sito produttivo, resi vani sia dall'indisponibilità manifestata dalla multinazionale a vendere, sia dall'assenza di adeguati interventi da parte dei Governi nazionali a garanzia della continuità produttiva, dell'occupazione e del pubblico interesse. La vertenza che ha interessato gli impianti della Basell, attualmente dismessi, ha avuto pesanti ripercussioni – spiega - sulle altre aziende presenti nel polo chimico, per via della natura integrata del sito produttivo e della crescita dei costi di approvvigionamento per le materie prime determinata dal venir meno delle attività della Basell stessa”.
Stufara ricorda che “il 31 agosto è stata sottoscritta, nella sede di Terni della Regione Umbria, l'intesa tra Novamont spa, Terni Research spa, Cosp Tecnoservice soc. coop arl, Sviluppumbria spa, finalizzata alla presentazione di una offerta per rilevare dalla Basell il compendio produttivo di proprietà della multinazionale all'interno del polo chimico di Terni. L'intesa si muove espressamente in direzione dell'attuazione di un programma di politica industriale basato sulla green economy, con il diretto coinvolgimento della Regione rispetto alle opportunità offerte dal bando del Ministero dell'università e della ricerca sui cluster tecnologici nazionali, che fa specifico riferimento alla chimica verde”.
Il consigliere regionale osserva inoltre che “nonostante la positività dell'operato della Giunta regionale e l'interesse espresso a più riprese dalle imprese sottoscrittrici dell'intesa, il potenziale produttivo e localizzativo esistente all'interno del polo chimico rischia di essere definitivamente compromesso da un eventuale ulteriore rifiuto da parte di Basell a cedere il sito di sua proprietà. In questo quadro non sono ancora stati resi noti i contenuti dell'offerta per l'acquisto del compendio produttivo della Basell, che sarebbe dovuta seguire a breve termine dalla stipula dell'intesa”.
Damiano Stufara conclude l'atto ispettivo evidenziando che “il rilancio produttivo del polo chimico, dal quale dipende la stabilizzazione della presenza delle altre realtà presenti nell’area, Meraklon e Treofan, nonché la creazione di nuovi posti di lavoro, rappresentano un obiettivo fondamentale per l'Umbria, che si intreccia con la richiesta, da parte della Regione Umbria, di riconoscimento di Terni come 'area di crisi complessa'. L'interesse collettivo, in questo caso consistente nell'avvio di un processo di reindustrializzazione e di riconversione produttiva in grado di garantire un futuro alla chimica ternana, non può dipendere univocamente dalle volontà della multinazionale Basell”. MP/